VIOLA
Quando aprii gli occhi, mi resi conto di essere ancora stesa sul divano.
La mamma non era lì accanto a me, ma quando preoccupata alzai la testa per cercarla, la trovai dietro i fornelli a preparare la colazione.
"Pancake anche oggi?"
"No cara, oggi ho preparato le crêpe, ti vanno bene?"
"Certo, dai mamma lo sai che mi piace tutto.
Se c'è la cioccolata."
Un sorriso prese forma sui nostri volti, prima che si scontrassero durante un abbraccio, che stava a colmare, quanto ieri sera avesse significato per entrambe.
💚
Erano le 19:00 in punto, tra un'ora precisa sarebbe passato Brando a prendermi, ed io ero ancora in pigiama ed avevo a malapena idea di cosa indossare.
Volevo sfruttare il vestito comprato ieri, ma non sapevo se fosse semplicemente troppo.
Hall non mi aveva dato informazioni, solo un orario, non avevo idea di cosa sarebbe successo dove saremmo stati e cosa avrebbe voluto fare.
Ma ero felice.
Ero felice di stare con lui.
Presi il vestito e lo indossai.
Ok mi stava veramente bene, nonostante la pancetta che si andava a formare e le mie cosce troppo grandi mi sentivo bella.
Ora era arrivata la vera tortura, i miei capelli.
Da piccola, a differenza di Nicole, ero molto riccia, ma con il passare degli anni i miei capelli avevano deciso di abbandonare la loro forma e restare così, senza un senso logico.
Quando gli girava bene mettevo un po' di spuma ed erano controllabili, ma altre volte rimanevano così brutti da non lasciarmi altra scelta che passare la piastra.
Così feci.
Per il trucco optai per un po' di corettore e qualche passata di mascara, giusto un pizzico di blush per non sembrare un cadavere e molto illuminante.
Mi piaceva brillare.
Contornai le labbra con una matita nude e passai il gloss trasparente, quello di kiko, il mio preferito.
Finalmente ero pronta.
Alle 20:01 precise sentii il suono del campanello.
Era qui.
Si è vero, ero pronta, ma non mentalmente.
Scesi le scale velocemente, ed andai ad aprire sorridendo.
L'ansia mi stava mangiando.
Lui era sulla soglia della porta con un mazzo di fiori, per me.
Erano tulipani.
Non feci altro che sorridere ancora di più quando si avvicinò con cautela, quasi con paura di farmi del male, e mi abbracciò.
"Sei bellissima Viola." -sussurrò.-
"Grazie." -riposi, arrossendo.
Anche lui era decisamente bello.
Era vestito total black.
Indossava dei jeans, non troppo attillati ed una maglietta di cui non si poteva dire lo stesso.
Aveva stampato in faccia un sorriso imbarazzato, proprio come il mio, ma mi arrivava dritto al cuore.
Usciti di casa mi accorsi che eravamo a piedi, in fin dei conti non mi stupii molto perché era ovvio che nessuno dei due avesse ancora preso la patente vista l'età, ma rimasi comunque colpita.
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green eye
Novela Juvenil⚠️IN REVISIONE⚠️ Nicole Soler è una ragazza diversa, con una vita sfortunata e piena di dolore. Tutto gira intorno agli altri e mai nulla si concentra su di lei. Ed anche questa storia, racconta di ciò che accade alle persone che le stanno vicine. ...
