𝑬𝒙𝒊𝒍𝒆...

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Mi sveglio lentamente, avvolto dall'oscurità della stanza che mi circonda e mi tormenta

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Mi sveglio lentamente, avvolto dall'oscurità della stanza che mi circonda e mi tormenta.

Il buio è tutto ciò che vedo da giorni, un'ombra che non riesco a scacciare dalla mente.

È come se si fosse insinuato nella mia anima, prendendone possesso.

I suoni sono ovattati, lontani, e l'unico rumore che riesco a percepire è il battito del mio cuore.

"Lento ,ma ,regolare."

Per un attimo, tutto è confuso, come se stessi cercando di mettere a fuoco e riconoscere qualcosa che la mia mente non riesce a ricordarsi o a comprendere.

Poi, lentamente, la memoria inizia a tornare.

Mi ricordo il pomeriggio precedente. La giornata che sembrava così normale, ma che improvvisamente è diventata confusa e disastrosa.

Mi ricordo di aver preso due o tre pastiglie antidepressive ,o forse di più, attendendo che l'acqua della doccia diventasse bollente .

Non ricordo esattamente la quantità ,avevo solo bisogno di essere felice e spensierato come quando lo ero da piccolo, anche solo per qualche ora .

E poi... il vuoto.

Un buio improvviso, un senso di vertigine che mi ha fatto perdere il controllo. Non ricordo nemmeno come sia successo, ma una parte di me sa che mi sono svegliato nel punto in cui era iniziato il caos , dove tutto si è fermato.

Un brivido mi percorre la schiena quando penso al momento in cui ho perso la coscienza .

La cosa che riesco a ricordare maggiormente è la sensazione di essere stato catturato in un abisso così profondo senza nessun avvertimento, senza tempo per prepararmi. Un abisso che ha inghiottito tutto.

Il respiro si fa più pesante.

"Non posso più permettermi di perdere il controllo così."

Il pensiero è silenzioso, ma è come se stesse urlando nel mio petto e nella mia testa.

Non posso, non voglio più farmi prendere dalla paura.

Ma poi, un'altra immagine arriva.

Lei. La sua voce che mi chiamava, il suo volto preoccupato che è stato l'ultimo ricordo una volta che mi sono risvegliato e sono uscito da quel nero che mi stava inghiottendo.

La sua presenza era come una mano che mi teneva saldamente ancorato.

Ho capito che non mi avrebbe lasciato solo .Mi avrebbe trascinato via da quel posto orrendo in cui ero finito.

Fosse stata l'ultima cosa che faceva .

Da quel momento ho compreso che lei ,insieme a mia sorella ,è la mia ancora di salvezza.

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