Lily Smith sta cercando di lasciarsi alle spalle un passato doloroso, ma dimenticare non è semplice quando le ferite sono ancora aperte. Quello che doveva essere suo padre, una figura di protezione e amore, si è trasformato nel suo incubo più grande...
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Sei anni fa.
«Vostro figlio soffre di IED.»
«Che cos'è lo IED?»
Chiedo. Tutti 'sti termini del cavolo, a quest'età, non li conosco.
«Lo IED è un disturbo caratterizzato dall'incapacità di resistere ai propri impulsi aggressivi. Questa impotenza dà luogo a episodi di aggressione verbale o fisica (o entrambe) totalmente sproporzionati rispetto all'evento che li ha causati.
Questi attacchi, improvvisi e violenti, sono preceduti da una sensazione dilagante di tensione mista a eccitazione e seguiti da un immediato senso di sollievo, che spesso viene poi sostituito da un sincero e genuino rimorso o imbarazzo per quanto accaduto.»
Mi sarei aspettato di tutto, tranne che sentire queste parole.
Mi giro verso mia madre per capire qual è la sua reazione.
Lei mi stringe la mano.
«Non avrei mai immaginato che potesse essere qualcosa di così serio. Pensavo fosse solo stress o comunque un fattore legato all'adolescenza.»
Dice con voce tremante.
Lo psicologo le parla con calma, spiegandole che, con il giusto percorso terapeutico e il supporto della famiglia, avrei potuto gestire meglio le mie emozioni.
Dopodiché, mia madre mi guarda con uno sguardo rassicurante che urla: Andrà tutto bene.
Qualche giorno prima.
Era una mattina come tante altre. O almeno, così pensavo.
Mi sono svegliato con il solito torpore, sono sceso in cucina e ho trovato mia madre che armeggiava con la caffettiera.
«Lascia stare, lo faccio io.» ho detto con un tono che tradiva più impazienza del necessario.
Ma non appena mia madre ha rovesciato un po' di zucchero sul tavolo, ho sentito una fiammata improvvisa dentro di me.
«Ti ho detto di non toccare niente!» ho gridato, mentre il cuore iniziava a martellarmi nel petto.
Mia mamma mi ha guardato con occhi spalancati, sorpresa e impaurita.
Mi sono immobilizzato.
Perché avevo reagito così? Non era da me.
Durante la giornata, episodi simili si sono ripetuti.
A scuola, con alcuni amici, in situazioni banali. Piccole cose che, inspiegabilmente, facevano scattare qualcosa dentro di me.
Presente
Quando ho scoperto di avere lo IED, il mondo mi è crollato addosso.
Ero piccolo, e non capivo bene cosa significasse davvero. Perché mi arrabbiavo così tanto, così in fretta? Perché a volte mi sentivo in balia di qualcosa che non riuscivo a controllare?