Lily Smith sta cercando di lasciarsi alle spalle un passato doloroso, ma dimenticare non è semplice quando le ferite sono ancora aperte. Quello che doveva essere suo padre, una figura di protezione e amore, si è trasformato nel suo incubo più grande...
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Mi è sempre stato detto che l'amore arriva quando meno te lo aspetti.
Ho sempre desiderato trovare la mia metà, quella persona capace di completarmi, di colmare i miei vuoti e di accettarmi per quella che sono.
Forse questa convinzione nasce dalle tante storie d'amore che ho letto, quelle che raccontano di incontri fortuiti, di destini intrecciati e di anime gemelle che, nonostante le avversità, riescono sempre a trovarsi.
Ma la realtà è diversa.
L'amore non è sempre perfetto, né semplice.
Se questo sentimento ha tante sfaccettature, come in molti dicono, io conosco bene quello di mio fratello e di mia madre. Sono stati loro a insegnarmi cosa significa amare senza condizioni, con una presenza costante e un affetto sincero. Eppure, sento che manca qualcosa.
Non sono una persona che si innamora facilmente. Dopo tante delusioni, ho imparato a proteggermi, a costruirmi dei muri. Faccio fatica a fidarmi, a lasciarmi andare completamente, a vivere le emozioni senza la paura di essere ferita.
Non chiedo tanto. Non sogno gesti eclatanti, ma mi nutro dei piccoli dettagli: uno sguardo complice, una parola detta al momento giusto, una carezza inaspettata. Sono questi attimi che fanno la differenza, che mi fanno sentire viva.
Eppure, non riesco ad amare me stessa. Non mi piaccio né fisicamente, né caratterialmente.
Forse è per questo che credo sia normale che nessuno rimanga. So di non essere una cattiva persona, eppure continuo a chiedermi se valgo abbastanza. Ho sempre amato incondizionatamente, dando tutta me stessa anche quando non avrei dovuto.
A costo di perdere rapporti, ho sopportato il dolore.
Non ferite fisiche, ma cicatrici invisibili, incise nella mente e nel cuore. Ho sempre avuto paura di restare sola, di essere dimenticata, di non essere abbastanza per meritare l'affetto di qualcuno. Ho temuto le critiche, i giudizi, le parole non dette che pesano più di quelle pronunciate.
Ho aspettato a lungo una persona. Troppo a lungo. Non potete immaginare quanto ho sofferto, quanto mi sia sentita svuotata alla fine di ogni giornata, ripetendomi che il problema ero io. Che forse non ero abbastanza. Ma non era così.
Ora lo so.
I dettagli li scoprirete solo leggendo la mia storia.