Capitolo 25:

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Le settimane successive portarono con sé il ritorno a una vita normale, ma con un sapore diverso, più intenso, come se ogni momento fosse avvolto da una luce speciale. Paulo stava recuperando rapidamente: la ferita al fianco non lo fermava dal tornare a camminare con passo deciso, anche se con prudenza.

La casa era tornata a essere un rifugio di pace e amore. Il caos degli eventi passati sembrava ormai lontano, come un sogno tormentato da cui ci eravamo finalmente risvegliati. Io e Paulo trascorrevamo ogni giorno insieme, costruendo nuove abitudini, ritrovando il sorriso e il piacere delle piccole cose.

Quella mattina il sole filtrava attraverso le tende del soggiorno, riempiendo la stanza di una calda luce dorata. Paulo era seduto al tavolo, intento a leggere alcune email mentre sorseggiava il caffè.

"Novità dalla squadra?" chiesi avvicinandomi con due tazze di caffè fumante.

Lui alzò lo sguardo e sorrise. "Sì, mi vogliono di nuovo in campo per una riunione strategica. Lorenzo ha detto che non vedono l'ora di riavermi a pieno regime."

"E tu cosa ne pensi?"

Paulo prese un respiro profondo. "Penso che sia arrivato il momento di tornare. Mi manca la squadra, mi manca il campo... ma soprattutto voglio dimostrare a me stesso che posso farcela."

Mi sedetti accanto a lui, prendendogli la mano. "E io sarò sempre qui a sostenerti, come abbiamo promesso."

"Non dimenticherò mai quel momento," disse con voce carica d'emozione. "Quando mi hai detto di ricordare le nostre promesse, nella salute e nella malattia. Sei stata la mia forza."

Mi vennero le lacrime agli occhi. "Non poteva essere diversamente. Ti amo, Paulo. E non ti lascerò mai affrontare nulla da solo."

Il suono del campanello interruppe quel momento intimo. Andai ad aprire e mi trovai davanti Lorenzo e Davide con un grande sorriso.

"Pronti per un po' d'azione?" chiese Lorenzo scherzando.

"Non potete nemmeno lasciarlo finire il caffè?" risi.

"Abbiamo portato dei regali per la ripresa ufficiale," disse Davide, sollevando una borsa piena di snack e bevande. "E ovviamente qualche battuta pessima per motivarlo."

Paulo scoppiò a ridere. "Non sono mai stato pronto per le vostre battute pessime, ma grazie per l’impegno."

Ci sedemmo tutti insieme in soggiorno, tra chiacchiere, risate e aneddoti sui vecchi allenamenti. La squadra non era solo una parte della vita professionale di Paulo, ma una vera famiglia pronta a sostenerlo in ogni momento.

Dopo qualche ora, Lorenzo si alzò per salutare. "Bene, adesso è meglio che ci muoviamo. Ci vediamo domani per l’allenamento leggero?"

"Ci sarò," confermò Paulo con determinazione.

Quando rimasero solo i nostri respiri nella stanza, Paulo mi guardò intensamente. "Grazie per aver creduto in me anche nei momenti peggiori."

"Lo rifarei mille volte," risposi senza esitazione.

Quel giorno segnammo l'inizio di una nuova fase della nostra vita. Una fase in cui non c'era più spazio per il dolore, ma solo per la speranza, la crescita e il nostro amore, più forte che mai.

Un gol para el amor 2La tua prossima ossessione. Scoprilo ora