Capitolo 10

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Clear

Dicono che il tempo curi le ferite, ma quando lo fanno nessuno si sofferma mai su quanto sia difficile avere la forza di aspettare che questo accada

Alle ferite fisiche basta applicare una crema, del ghiaccio o in casi più estremi dei punti di sotura per ricucirle. Quelle che hanno squarciato il corpo dall'interno però, sono sicuramente quello più difficili da ricucire.

Entrambe sono sicuramente accomunate dal dolore. Che si tratti di quello provato per il sangue che sgorga dalla lacerazione di un lembo di pelle, oppure di quello causato dalle parole che arrivano alle nostre orecchie per poi risiedere per sempre nel nostro cuore

Alcuni di noi non sono in grado di esprimere a parole il dolore che si portano dentro. É più facile nasconderlo, fingere che non esista, mostrarsi forti agli occhi degli altri. Eppure quando quel dolore si accumola, pian piano diventa talmente grande da non poter più essere gestito. E quando accade, esso non solo si riflette sulla nostra mente ma anche sul nostro corpo

La mancanza di energie, l'assenza di fame, gli attacchi di panico, l'incapacità di vedere la luce alla fine di quel tunnel nel quale entriamo, e la totale mancanza di fiducia nel futuro, sono solo alcuni dei modi con i quali ho visto il dolore riflettersi su di me

Credevo che parlare con qualcuno di quello che stavo vivendo mi avrebbe aiutata, così nei giorni successivi alla morte dei miei genitori ho iniziato ad andare da una psicologa

Ogni volta, prima di entrare nel suo studio avevo come la sensazione di aver un pezzo della mia anima rotto o collocato nel posto sbagliato. In effetti era così, solo che non mi sarei mai aspettata che una volta uscita da quella stanza dalle pareti bianche e avvolta dalla luce calda del sole di metà pomeriggio, il pezzo in realtà non fosse solo uno ma molti di più e che in realtà, invece di non essere posizionati nel modo corretto, semplicemente mancassero. E ogni volta che me ne rendevo conto non sapevo cosa fare

Ero sempre stata io quella che faceva sorridere gli altri facendogli, anche solo per un secondo, dimenticare tutto il dolore che stavano provando durante un momento difficile. Ero brava ad ascoltare e a dare consigli. Ero a pezzi eppure, non potevo fare a meno di aiutare chi ne aveva bisogno. In qualche modo però, non ero riuscita ad aiutare me stessa

Una volta a terra dobbiamo ricordarci per chi o per cosa lottiamo, risollevarci e dimostrarlo anche agli altri. Solo così possiamo avere la giusta motivazione per continuare ad andare avanti

La mia sicuramente erano le uniche altre due persone che mi rimanevano. L'unica a farmi ancora combattere contro i mostri del mio passato

Con la testa appoggiata sul cuscino, fisso un punto indefinito del giardino. Una pioggia battente si infrange sul vetro della finestra della mia stanza. L'unica luce che si fa spazio al suo interno, è quella fioca sprigionata dai lampioni

Appoggiata sopra ad una delle mie gambe, Alison fissa un punto impreciso in fondo alla stanza, immersa nei suoi pensieri

Sa che giorno è oggi. Propio per questo vuole stare al mio fianco ogni secondo di questa giornata fino alla sua fine.

Sono passati 4 mesi dall'incidente

Sa che non sono mai riuscita a parlare chiaramente di come ho affrontato quello che ho vissuto dopo quel giorno. Neanche con la psicologa sono riuscita a farlo come avrei voluto davvero. Per questo motivo siamo distese sul letto, in silenzio da minuti che ormai mi sembrano interminabili

Il silenzio che ci avvolge esprime molto di più di quello che potremmo esprimere a parole

Lei mi fornisce tutto il suo sostegno continuando ad aspettare il momento in cui mi aprirò con lei riguardo alle mie emozioni, mentre io cerco di rimanere il più vigile possibile nonostante la stanchezza

La notte scorsa non ho chiuso occhio. Sapevo che il giorno dopo avrei vissuto di nuovo quello che rivivo ogni singola notte, con l'unica differenza che, a far si che questo accada non sono i miei incubi, mischiati agli attacchi di panico del giorno successivo, ma i miei ricordi.

In realtà sono tante le notti che ho passato in bianco, per non sognare di nuovo. Per non soffrire di nuovo. E sono più di quante non voglia ammettere

Ci sono state notti in cui avrei voluto cambiare il finale di quegli incubi. Ma per quanto lo volessi, la loro fine non cambiava e tanto meno non lo faceva la realtà con cui dovevo convivere 

L'auto rovesciata, la vista offuscata una volta riaperti gli occhi, il sangue che macchiava l'asfalto sul quale ero accasciata e quello che ricopriva i vestiti e i volti dei miei genitori, sono tutte immagini ancora vivede nella mia mente

Stanca del buio che ci avvolge, decido di sporgermi quanto basta per accendere la lampada posta sopra al comodino

Alison si riscuote dai suoi pensieri. Si alza leggermente dalla sua posizione di confort, per posare la testa sulla mia spalla. Appoggio a mia volta la mia testa sulla sua

Non posso non sentirmi in colpa per la mia incapacità nel riuscire a raccontarle di quella notte. Lei mi ha raccontato tutto ciò che ha dovuto affrontare quando i suoi genitori si sono separati, mentre io non sono riuscita ad aprirmi con lei riguardo ad una cosa così importante

"Mi dispiace" mormoro emettendo un sospiro di frustrazione

" Per cosa?" domanda girandosi verso di me. Sul suo viso traspare un'espressione confusa mentre gli occhi azzurri studiano attentamente il mio volto

"Sai per non essere riuscita a raccontarti di tutto quello che ho dovuto passare a causa dell'incindete" pronuncio cercando le parole giuste per esprimermi al meglio

"Tu ti sei confidata con me riguardo ai tuoi genitori, e io mi sento così sbagliata, perché non sono riuscita a confidarmi con te riguardo a come mi sentissi. Anche ora non riesco a spiegarlo" conclusi con la voce incrinata percependo gli occhi lucidi

Non credo che in questo momento per definirmi esista un aggettivo diverso da: sbagliata

In realtà è qualcosa con cui ho sempre avuto a che fare, anche prima dell'incidente. Non c'è mai stato un giorno in cui non mi sia sentita così

Gli unici occhi nei quali mi vedevo speciale erano quelli dei miei genitori. In essi, ogni volta che si posavano su di me, scorgevo una luce. Talmente abbagliante da farmi dimenticare tutto ciò che di negativo pensavo di me

Ma adesso loro non ci sono più e nemmeno quella luce

Quei pezzi mancanti, e ormai perduti per sempre, sono loro e adesso dentro di me è come se non esistesse più un equilibrio

Riesco a ritornare alla realtà solo quando sento posarsi delicatamente, sulla mia spalla la mano di Alison

"Non può esistere un momento preciso per raccontare una cosa del genere" sussurra lentamente

"Tu hai tutto il diritto di elaborare ciò che hai vissuto, che continui a vivere e alle conseguenze che ha portato ciò che è successo. Dovessero volerci mesi oppure anni prima che questo accada, io rimarrò qui al tuo fianco e ascolterò tutto ciò che vorrai dirmi. E anche quando non riuscirai ad esprimere a parole quello che ti porti dentro, riuscirò a leggerlo nei tuoi occhi. Ti sosterrò per il resto della mia vita, breve o lunga che sarà" conclude mentre il suo viso è solcato dalle lacrime

A quel punto non posso più impedire alle lacrime di manifestarsi.  Solcano il mio volto mentre ci stringiamo forte, e i nostri singhiozzi riempiono la stanza


Spazio Autrice☆

Questo sicuramente è stato uno dei capitoli più difficili da scrivere, io stessa mi sono ritrovata più volte a piangere durante la stesura🤧

Propio per la sua importanza ho voluto dedicargli il maggior tempo possibile, mi dispiace averci messo così tanto per pubblicarlo🙏🏻💗

Questo è stato niente in confronto a quello che dovremmo affrontare nei prossimi capitoli👀

Io non vedo l'ora di farvi leggere, quello che da mesi è inciso nella mia mente

La domanda è una sola....

Siete pronte per quello che succederà?

DESIREDove le storie prendono vita. Scoprilo ora