Capitolo 8

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Una volta finite le lezioni cammino a passo spedito verso l'esterno dell'edificio. Alison poco fa mi ha mandato un messaggio dicendomi che mi avrebbe aspettata nel parcheggio per tornare a casa insieme

Nelle ultime ore non abbiamo avuto modo di parlare di quello che è successo al ranch. Non credevo che la situazione fosse così complicata, ne tanto meno che mi sarei ritrovata a cucire una ferita del genere sull'addome di un ragazzo appena conosciuto

Inoltre non sono riuscita a dormire molto bene negli ultimi giorni

Ciò che stava vivendo Nate non poteva risultarmi più familiare

Aveva gli occhi vuoti, la postura rigida, il tremore nelle mani

Nel suo sguardo ho potuto leggere il senso di incapacità, il senso di colpa che ti invade perché credi di non essere riuscito a fare abbastanza anche quando in realtà non c'era molto da fare se non chiedere aiuto

Prendo velocemente il telefono dalla tasca della giacca e mando un messaggio ad Alison, avvertendola che sarei arrivata presto

Sto ancora percorrendo a testa bassa il vialetto che mi separa dal cancello principale, quando all'improvviso qualcuno mi arriva addosso, tirandomi una spallata così forte da farmi quasi cadere a terra

Quando sono sicura di aver riacquistato un minimo di equilibrio, mi giro verso il ragazzo che mi ha urtata e la prima cosa che noto è la sua figura slanciata e ben piazzata avvolta da una tuta

Su una delle spalle sorregge quella che sembra essere una borsa per gli allenamenti

Si accorge di quello che é appena successo e si volta, ma non faccio caso a chi possa essere perché sono troppo concentrata a cercare le parole giuste da rivolgergli

"Fa più attenzione la prossima volta" pronuncio irritata sentendo un leggero dolore propagarsi sopra al braccio sinistro

Ma un'attimo dopo aver pronunciato queste parole, mi irrigidisco capendo di chi si tratta

É Ethan Johnson

Uno degli attaccanti dei Panters non che capitano della squadra

Ed è l'ultima persona che avrei voluto incontrare

"Ei, mi dispiace non ti avevo proprio vista stai bene?" pronuncia portandosi indietro il cappuccio che gli copriva il viso e facendo scorrere i suoi occhi sulla mia figura

"Non preoccuparti sto bene" pronuncio in un sussurro, schiarendomi la voce e abbassando il viso verso terra per la sensazione di disagio che provo

Non so come si sia procurato il mio numero di telefono ma é da giorni che continua a scrivermi chiedendomi di uscire e sono giorni che continuo a respingerlo

Anche quando siamo rimasti al ranch di Aiden ha continuato a messaggiarmi con lo stesso scopo, ma ho continuato ad ignorarlo, a fare finta che non esistesse

Anche perché avevo ben altro a cui pensare in quel momento

Ed ora eccolo qui, che mi guarda dall'alto in basso sovrastandomi con la sua altezza

Un sorriso sornione si fa spazio sul suo volto sostituendo l'espressione che fino a poco fa era composta da un misto di preoccupazione e stupore

"Bhe guarda che caso, sarei venuto a parlarti proprio stamattina ma ho avuto un contrattempo e non sono riuscito a venire a lezione" dichiara non perdendo di vista neanche per un secondo un mio movimento

Credo di dover ringraziare l'universo per questo

"Senti è vero non abbiamo mai parlato molto se non quella volta prima dell'inizio della lezione ma credo che gli appuntamenti servano propio per questo per conoscersi meglio quindi..." pronuncia cercando qualcosa nella tasca dei pantaloni della tuta

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