Capitolo 9

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Aiden

Avevo tredici anni la prima volta che ho assistito ad un incontro di boxe dal vivo

Prima di allora gli unici incontri che avevo visto erano quelli presenti nei film di Rocky Balboa. Io e mio padre gli guardavamo sempre in tv, ogni sabato sera seduti sul divano

Aspettavo quel giorno solo per passare più tempo insieme a lui, perché il resto dei giorni rincasava tardi a causa del lavoro. Era un momento tutto nostro, una sorta di tradizione

Una sera dopo essere tornato, invece di accendere la tv si avvicinò a me e mi disse che la visone di un simile incontro sarebbe stata diversa, perché aveva preso un paio di biglietti per vederne uno che si sarebbe svolto quella stessa sera a Dallas 

Così prendemmo i nostri cappotti e uscimmo di casa.
Dopo aver fatto una mezz'ora di macchina ed essere entrati nel luogo dove si sarebbe svolto l'incontro ci siamo accomadati ai nostri posti

Le luci soffuse poste sopra al ring conferivano all'ambiente un'aura di mistero mentre io, mio padre e il resto dei partecipanti attendevamo l'arrivo dei due sfidanti

Lo scontro durò poco ed ebbe come vincitore un uomo che era cresciuto proprio nella piccola cittadina di Fourt Worth. Quando gli hanno consegnato la medaglia ho posato lo sguardo sul viso di mio padre.Su di esso traspariva un senso di orgoglio verso colui che aveva vinto quella sera

Ed è stato in quel momento che ho capito che avrei praticato quello sport. Volevo vedere nei suoi occhi lo stesso senso di orgoglio che aveva riservato a quell'uomo

Iniziai ad allenarmi con lui tutti i weekend e a vedere gli incontri in tv ogni volta che ne trasmettevano uno per imparare meglio la tecnica

Non avrei mai immaginato che tre anni dopo,consumato dal lavoro, avrebbe lasciato me, mia madre e i miei fratelli

Non ho mai provato delusione nei suoi confronti, solo rabbia perché invece di prendersi le sue responsabilità ha preferito abbandonarci

Abbandonare coloro che amava e che lo amavano a loro volta

Ha smesso di allenarmi, non é venuto a vedermi gareggiare il mio primo incontro, non mi ha visto vincere i 3 campionati nazionali

Ho lavorato molto per cercare di saldare i suoi debiti. E la cosa che mi logorava ogni volta che tornavo tardi la sera a casa, non era il dover studiare fino a notte fonda o mangiare gli avanzi del pranzo o quelli del giorno prima ancora, ma era vedere mia madre piangere per la paura che potesse succedere qualcosa ai suoi figli

Così ho ripreso ad allenarmi, a migliorare e ad occuparmi del ranch per farle capire che ci avrei pensato io a difendere la nostra famiglia, che non doveva preoccuparsi più di niente perché avrei pensato a tutto io, ed è quello che ho fatto e che sto  continuando a fare

Immerso ancora nei miei pensieri non mi rendo conto che mi sto avvicinando  ad uno degli ostacoli. Per fortuna faccio in tempo a fermare il cavallo e a rallentare la sua corsa prima di sbatterci contro. Dopo aver emesso un sospiro di frustrazione scendo dalla sella, prendo le briglie e mi dirigo verso l'uscita del recinto

Alzo lo sguardo propio in quel punto e vedo Nate con le braccia conserte poggiate sopra alle assi di legno che compongono la recinzione. Una spiga di grano gli penzola tra le labbra mentre sopra la testa porta un cappello da cowboy. Non posso non sorridere vedendolo così

"Sai di solito gli ostacoli si oltrepassano non ci si va quasi a sbattere contro" sentenzia sbiascicando a causa della spiga

"Disse colui che invece di lavorare perde tempo facendo il cowboy vissuto" replico ridacchiando

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