È da circa le 4:45 del mattino che cammino per le strade di Londra senza una meta precisa.
Mi sento in colpa? Si.
Me ne pento? Forse.
Odio quella stupida ragazzina con tutto me stesso.
Da quando Sole è arrivata a Londra ho avuto solo problemi.
Almeno non gareggerà con me il prossimo mese.
So già che mi denuncerà. Sta notte ho pianto per questo. Non sono uno che piange, anzi, odio farlo.
Ma ieri ho litigato con i miei che mi hanno sbattuto fuori casa e sono andato da mio cugino. Lì ero completamente solo su quel divano e il silenzio mi portava a pensare a quello che ho fatto a Sole.
Ripeto, non me ne pento poi così tanto.
Ma mi sono reso conto che ha rischiato il coma e che poteva anche morire.
Questo non me lo sarei mai perdonato.
Ieri Jace è uscito dalla stanza di Sole subito dopo di me e abbiamo parlato di quello che abbiamo fatto.
O meglio, di quello che ho fatto.
È tutta colpa mia. Lui vuole prendersi le sue colpe per avermi aiutato a nascondere le prove, ma non glielo permetterò. Non può mandare in fumo la sua vita così.
La mia carriera con l'equitazione sta per finire ufficialmente.
Ormai sono anche maggiorenne, quindi potrei anche andare incontro alla galera.
Spero con tutto me stesso di no, ma la vedo difficile.
«Chi sei? Non ti ho mai visto qui. Sei della zona?» dice una voce sconosciuta alla mia destra.
Alzo lo sguardo e vedo un ragazzo alto, robusto e tatuato con i capelli rasati e una cicatrice sulla guancia sinistra.
«Sono di Londra, ma non di qui.» dico cercando di mantenere la calma.
«E cosa ti porta qui?» mi domanda facendosi più vicino in modo da farmi indietreggiare verso un muro.
«Non so neanche dove mi trovo. Stavo passeggiando per i cazzi miei. Posso andare ora? Non voglio dare fastidio a nessuno» dico io cercando di andarmene. Appena mi libero accelero il passo, ma qualcuno mi prende dal cappuccio della mia felpa bloccandomi e facendomi mancare l'aria.
Sono fottuto.
«Fermo. Vogliamo solo... parlare. Perché scappi?» mi domanda il tipo che mi aveva parlato prima. Il suo amico mi tiene ancora fermo con una mano sul cappuccio della felpa e una mano attorno al collo.
«Vorrei tornarmene a casa. Posso?»
«No.» dice con tranquillità.
«Non toccarmi!» mi innervosisco quando si avvicina di più a me e inizia a frugare nelle mie tasche.
So che non troverà molto visto che ho lasciato le chiavi dell'auto, il telefono e il portafoglio a casa di mio cugino.
«Sta zitto!» mi urla sganciandomi un destro dritto in faccia.
Il Karma doveva agire proprio subito?
Cerco di non lamentarmi, altrimenti potrebbe continuare.
«Uh uh, guarda cosa abbiamo qui...» mi prende il polso e vede il mio orologio.
«No! Quello no!» è l'orologio che mi ha regalato mio nonno tre anni fa. È stato per il mio compleanno, quando i miei genitori non mi hanno fatto neanche un regalo perché l'avevano dimenticato...
Ci tengo troppo.
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Darkest Ride
Romanssport soft-dark romance sull'equitazione. hate to lovers. Sole e Nate, i due protagonisti, si conosco grazie alla loro passione in comune: l'equitazione. Inizialmente i due si odieranno ma poi, capiranno che sono innamorati e inizierà la loro stor...
