Sono molto preoccupato per Nate.
Non l'avevo mai visto così dopo una litigata pesante con i suoi. Deve essere per forza per qualcos'altro.
Dopo essere uscito dall'ospedale dov'è ricoverata Sole sono andato a cercarlo un po' in giro.
Ho cercato soprattutto nei posti dove penso che andrebbe, ma non era lì.
Non era neanche al maneggio.
Mio cugino ha il brutto vizio di camminare all'infinito e prendere mezzi pubblici a caso e finire chissà dove ogni volta che sta male. Fino ad ora non gli è mai successo nulla, ma ora non so...
Come se non bastasse non ha nulla con sé, neanche il telefono.
Rintracciarlo è impossibile.
Arrivo davanti alla camera d'ospedale di Sole ed entro. La saluto con un bacio a stampo e le spiego meglio la situazione.
«Hai avvertito la polizia per la scomparsa di tuo cugino?» mi domanda lei.
«No, preferisco cercarlo io per il momento. È mio cugino e voglio esserci per lui.» dico. So che può sembrare stupido non chiamare la polizia, ma ancora non è passato troppo dalla sua scomparsa. Fin quando mi è possibile voglio occuparmene io stesso.
«B, capisco il tuo senso di responsabilità nei confronti di Nate, ma adesso mi sembra il caso di chiedere aiuto alla polizia o quanto meno ai tuoi zii.» mi suggerisce Sole.
«Okay, provo a chiamare i miei zii.» Non sono sicuro che loro sappiano qualcosa su Nate, ma tentare non costa nulla.
Cerco il contatto di mia zia Caterine nella rubrica e la chiamo.
«Ehi zia! Come stai? Sono Brian, tuo nipote.» saluto appena risponde.
«Ciao Brian, tutto bene, tu? Che succede?» mi domanda.
«Hai visto Nate?» domando diretto.
«No, perché avrei dovuto vederlo?» magari perché è tuo figlio... «Perché lo cerchi? Che ha combinato sta volta? Quello sta sempre a combinare guai. Mai una volta che fa qualcosa di buono!» continua lamentandosi. Possibile che pensa sempre male di suo figlio? Povero Nate...
«No, non ha combinato nulla...» inizio lanciando uno sguardo a Sole e alle sue condizioni. Meglio che non sappia quello che ha fatto Nate, altrimenti potrebbe peggiorare la situazione. «...Solo che è scomparso.» continuo di getto.
«In che senso scomparso?» domanda confusa.
«Nell'unico senso che c'è. È scomparso. Non lo troviamo. Non ha nulla con sé e non possiamo rintracciarlo.» spiego.
«Beh, come è scomparso, riapparirà. Sta tranquillo. Ora devo salutarti che sto andando dalla parrucchiera. Ciao e salutami i tuoi.» mi liquida con facilità.
Sapevo che mia zia era stronza, ma non mi aspettavo a questi livelli.
Chiamo mio zio Josh e ottengo le stesse risposte. Stesso menefreghismo.
«Andrò a cercarlo io. Provo a Brixton. È uno dei quartieri più malfamati di Londra. Sarà molto pericoloso, ma devo andare. Conoscendolo sarà finito lì per sbaglio.» spiego a Sole.
«Io vengo con te.» afferma lei.
«No, non se ne parla. Tu resti qui.» dico categorico.
La saluto velocemente ed esco dalla stanza prima ancora che possa ribattere.
Non metterò la sua vita ulteriormente in pericolo. Ha già rischiato abbastanza a causa di Nate.
Appena esco dall'ospedale, mi dirigo subito alla fermata della metro e dopo circa 8 fermate arrivo.
Appena esco dalla stazione sotterranea un brivido mi percorre tutta la colonna vertebrale. I miei occhi si guardano attorno e studiano velocemente la situazione: c'è spazzatura in giro e i topi non mancano di certo. Essendo giorno questo posto non è proprio deserto, vicino alla stazione di Brixton Underground c'è un mercato ed è abbastanza popolato. Di questo mercato mi colpiscono subito i colori e rumori molto forti. Squadro qualche persona e capisco velocemente i tipi di persone. Questo posto è abitato principalmente da criminali, ma anche da persone economicamente instabili che non possono permettersi una casa più vicina a Londra centro a causa dei costi troppo elevati. So che negli ultimi anni la situazione è migliorata, ma ancora questa realtà è molto vicina a quella del Bronx di NYC.
Inizio a camminare stando attento anche ai vicoli più bui. Cerco qualsiasi cosa che possa portarmi a Nate.
A mio rischio e pericolo, non prendo le strade principali e popolate, ma percorro quelle più deserte e isolate. Non voglio sembrare pessimista, ma ho come la sensazione che Nate sintrovi in uno di quei vicoli...
Non sono sicuro che sia qui, ovviamente, ma non so dove altro cercare.
Continuo a camminare per circa tre ore e mezza, fin quando, in un vicolo ben nascosto, vedo una persona stesa a terra.
Decido di avvicinarmi e lo riconosco.
Nate.
La mia sensazione non era sbagliata...
È fermo immobile, la sua faccia e ricoperta di lividi importanti e perde sangue da qualche parte.
Gli sollevo la testa e mi accorgo che perde sangue da lì.
Abbasso lo sguardo e mi accorgo che aveva sbattuto contro un mattone.
Oh cazzo.
~ spazio autrice💛~
Ehi ragazzuoli! come state?
È da un po' che non tornavo con un nuovo capitolo ma il blocco si è fatto sentire abbastanza😢
Che ve ne pare di questo capitolo? Spero di non avervi annoiati troppo ma questa parte era essenziale per i prossimi capitoli🙌
Che ne pensate di Brian? Mi serve sapere il vostro parere su di lui👀 (fidatevi è importante)
🪶Ci tengo a precisare che Brixton è un luogo reale e che prima di nominarlo qui ho fatto qualche ricerca. Se ci sono errori nel modo di far vedere questo posto, mi scuso in anticipo. Ho scritto ciò solo in funzione di quello che ho trovato su Google.🪶
Con questo vi saluto e ci vediamo al prossimo capitolo💛
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Darkest Ride
Romancesport soft-dark romance sull'equitazione. hate to lovers. Sole e Nate, i due protagonisti, si conosco grazie alla loro passione in comune: l'equitazione. Inizialmente i due si odieranno ma poi, capiranno che sono innamorati e inizierà la loro stor...
