"Io non voglio cancellare il mio passato, perché nel bene o nel male mi ha reso quello che sono oggi. Anzi ringrazio chi mi ha fatto scoprire l'amore e il dolore, chi mi ha amato e usato, chi mi ha detto ti voglio bene credendoci e chi invece l'ha fatto solo per i suoi sporchi comodi. Io ringrazio me stesso per aver trovato sempre la forza di rialzarmi e andare avanti, sempre."
OSCAR WILDE
CARMINE(LUGI)POV'S
Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo quel pomeriggio se in casa ci fossi stato anche io e non solo mio padre Marco Russo, il boss colui che quando camminava le persone si spostavano per paura di incrociare il suo sguardo.
Così é stata la mia infanzia, a sei anni avevo già una guardia del corpo che girava con me e mia madre, io pensavo fosse divertente avere una persona che é pronta a morire per te, purtroppo é divertente solo quando non vedi qualcuno veramente morire per te.
Avevo 12 anni quando mi trovavo nel giardino di casa mia, Lucas la mia guardia del corpo mi osservava in silenzio e mia madre si trovava in casa, ad un certo punto si sente un suono assordante Lucas si fionda su di me e si prende il proiettile al posto mio poi buio.
Apro prima un occhio e vedo mia madre seduta sulla sedia vicino a me, apro l'altro occhio e vedo mio padre sulla porta che mi osserva «ehi tesoro come stai?» mi chiede mamma, io però voglio solo sapere se Lucas stia bene, infondo dopo tutti questi anni ho iniziato a volergli bene come se fosse un amico o addirittura un parente.
«bene, Lucas?»
Mia madre guarda mio padre negli occhi cercando un supporto ma lui sospira e si avvicina a me
«Carmine lui non c'è più, é morto per proteggerti» mi dice con un tono che cerca di essere dolce ma risulta solo freddo, solo dopo qualche secondo capisco il vero significato di quelle parole
LUI NON C'È PIÚ
É MORTO PER PROTEGGERMI
quindi é colpa mia, é solamente colpa mia se lui non potrà più avere una famiglia o un futuro sereno, penso è una lacrima mi bagna il viso.
Dopo quel pomeriggio capii che non volevo più che qualcuno soffrisse per colpa mia, ma avevo fallito miseramente, avevo fallito nel esatto momento in cui decisi di salire su quel treno con mia madre, é vero avevo solo sedici anni e non avevo alcuna colpa per tutti reati commessi da mio padre ma in fondo avevo lasciato da sole le persone a cui volevo più bene e che avevano più bisogno di me in quel momento.
ANTONIO POV'S
«allora come procede il lavoro che ti ho affidato» mi chiede
«diciamo che procede in modo dignitoso» dico spegnendo il computer e salvando tutti i miei lavori preziosissimi che valgono migliaia di euro
«Anto agg pagat parecch sold per stu lavor ver e non farmn pentí» (Antonio ho pagato molti soldi per questo lavoro vedi non farmene pentire) mi dice cercando di farmi paura
«Non vorrei mai che lei rimanesse deluso, non si preoccupi» dico incrociando le braccia sulla mia scrivania
«beh allora direi che stiamo a posto» dice alzandosi prima di pormi la mano per stringerla.
Appena chiudo la porta mi sento subito due occhi addosso, così mi volto e la trovo lì che mi fissa
«chi era?» mi chiede Alice
Ma io decido di ignorarla e torno nel mio studio sbattendo la porta alle mie spalle
«ehi ti stavo parlando» dice entrando anche lei prima di fermasi é guardasi intorno.
ALICE POV'S
Cavolo questo posto sembra come il classico posto dove si vedono gli hacker nei film, si vede una scrivania di legno scuro con sopra vari monitor sulle pareti vari poster con delle scritte verdi che non penso nemmeno siano parole, continuo ad osservarmi intorno fino a quando
«hai violato la terza regola, quella più importante» dice per poi aggiungere
«FUORI CAZZO!» mi urla e io mi trovo pietrificata, non lo avevo mai visto così.
Mi sbatte la porta in faccia e io rimango lì per qualche minuti prima di andare nella mia camera per cercare di distrarmi.
«ehi Alice cosa hai in mente di preparare oggi?» mi chiede Sofia io alzo gli occhi dal libro di storia e le annuisco sorridendo
«cosa ti andrebbe di mangiare?» le chiedo alzandomi dalla scrivania e dirigendomi verso la cucina
«non lo so, in realtà mi andrebbe di mangiare la pizza» mi dice
«ehm sì perché no» dico
«però chiami tu» aggiungo passandogli il telefono
«oh ok, tu però vai a chiedere a mio fratello cosa vuole» mi dice prendendo il telefono.
'Ok forza Alice vai lì bussi e gli chiedi che pizza vuole mangiare' mi dico quando mi trovo davanti al suo studio
'Toc Toc' busso
Poco dopo la porta si apre e lo vedo e non so perché il mio cuore inizia a battermi e non riesco a parlare
«cosa c'è?» mi chiede dopo un tempo che sembra essere durato ore
«ah ehm si, beh ecco io e Sofia vorremmo ordinare la pizza, mi chiedevo quale vorresti tu» dico con un tono sottile
Lui mi guarda prima di parlare «non voglio niente»
«in realtà io credo che dovresti mangiare qualcosa, sei rimasto qui tutto il giorno» dico non riflettendo
Lui assottiglia gli occhi e mi guarda
e si avvicina fino a stare a pochi centimetri dal mio volto «quindi adesso ti preoccupi per me» mi dice e io rimango nuovamente bloccata davanti a lui, rimango in silenzio fino a quando non lo sento ridere, «tranquilla fiamma, ricomincia a respirare, e se proprio vuoi che io mangi qualcosa, puoi pure prendermi una margherita»
Mi dice e in quel momento mi rendo conta che avevo veramente smesso di respirare, mi ricompongo prima di andarmene.
«ehi ali tutto bene?» mi chiede Sofia
Addentando il suo pezzo di pizza
«sì tutto bene, solo un po' preoccupata per la vita diciamo» dico sorridendole, sposto il mio sguardo sulla porta che si intravede e sospiro
«non devi procurarti, fa sempre così» mi dice lei
«eh cosa?, non mi preoccupo credo solo che sia un po' arrogante» dico
«si, all'inizio sembra molto arrogante ma poi diventa come un cucciolo» dice
«fatico a immaginare Antonio come un cucciolo» dico ridacchiando e lei si unisce a me.
«buonanotte Alice» dice
«buonanotte Sofi» dico finendo di sparecchiare, butto i cartoni della pizza e inizio a lavare i piatti
«come te lo devo dire che non é un tuo compito lavare i piatti?» dice
«lo so però ero qui, Sofia é andata a dormire e tu beh ecco stai 24 ore su 24 chiuso in quello studio» dico
«asciugati le mani e vai a dormire» mi dice avvicinandosi, mi tolgo i guanti mi asciugo le mani e me ne vado
«buona notte fiamma» dice
«buona notte Antonio» rispondo io a voce bassa prima di chiudermi nella mia stanza.
***
«Alice, ehi ali sveglia» sento la voce di Ella che mi chiama e così apro gli occhi
«eh?» le chiedo e lei mi guarda come se fossi strana
«Alice siamo in classe» mi dice lei e io mi ricompongo subito.
«non hai dormito stanotte?» mi chiede Ella a fine della lezione, 'no non ho dormito, non ho fatto altro che pensare a quel coglione di Antonio'
«no,sono rimasta a guardare il telefono fino a tardi» le dico per tranquillizzarla.
Finalmente questa giornata scolastica é svolta al termine.
«ehi Alice» sento una voce e mi giro e noto Sofia che mi corre incontro
«ehi Sofi» dico salutandola con la mano
«ti volevo chiedere se volessi un passaggio per casa» mi dice prima di aggiungere «Antonio é qui fuori, mi ha mandato un messaggio poco fa dicendomi che sarebbe venuto a prendermi, e ho pensato di avvisarti»
«ehm sì, volentieri» dico dopo qualche secondo di riflessione
«benissimo, non mi andava di andare da sola» mi dice lei e io le sorrido prima che lei mi porti vicino all'auto
«Ciao Antonio,grazie per il passaggio» dico entrando in macchina lui mi osserva senza rispondere, cala un silenzio imbarazzate che dura per tutto il tragitto per tornare a casa.
ANGOLO AUTRICE:
Ciao a tutti, vi devo delle scuse, questi ultimi mesi ho publicato davvero poco, e mi dispiace veramente tanto per questo ma ho avuto davvero poco tempo persino per me e la scrittura mi duole dirlo ma non rientrava tra i piani del mio tempo libero. Comunque spero che il capitolo vi sia piaciuto, nel caso fosse così vi chiedo di lasciare una ⭐️ e un commento.
Grazie
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DON'T LEAVE ME ANYMORE
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