CAPITOLO SEDICI

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Il buio avvolse la terra.

La morte era una stanza ovattata e soffice.

Norah-Elizabeth trasse un sospiro e il fiato le rimase in gola per alcuni, interminabili istanti.

«Sei pronta?» le chiese una voce profonda.

«Devo?» sapeva che non doveva rispondere con una domanda. Dall'ombra emerse una figura maschile, le sorrise amaramente. La prese per mano e le disse: «Avere paura è il primo passo verso l'accettazione.»

Le porte dell'aldilà si spalancarono.

«Mi concedi una cosa?» chiese e l'uomo annuì.

Tra i portali di polvere si alzò un grido. Norah-Elizabeth sentendolo ne rimase sconvolta. Si avvicinò a Lola, le accarezzò la guancia e ritornò dalla Morte che, come un caldo abbraccio, la condusse alla pace eterna.

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Lola sentì un brivido lungo la guancia. Un dottore corse verso la signora Carter tutto trafelato.

«Non so come dirglielo ...» l'uomo sudava, gli occhiali gli scivolavano lungo il naso e tremava. «Fino a qualche minuto fa era stabile. Abbiamo fatto tutto il possibile ...»

Wendy urlò.

Lola si chiuse. Divenne tenebra in un secondo. Si accasciò a terra.

Junior corse verso la stanza di Norah-Elizabeth, sconvolto, mormorando: «Non è vero, non è vero!»

L'infanzia era finita. Tutto ciò che conosceva, svanito.

Jake era lì, l'abbracciava. Le mormorava: «Fa male, se devi piangere, per favore fallo.»

Le lacrime scesero in un colpo solo.

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L'abito nero in tulle le stava troppo stretto, la chiesa troppo gremita, si sentiva soffocare. E giudicata, in un certo senso. Se ci fosse stata, Norah non sarebbe morta.

Lola non sapeva però che la sua migliore amica, al di là del mondo terrestre, non le dava alcuna colpa. Perché di fatto, non ne aveva alcuna. Se non altro era lì ad aspettare tutti quanti, mangiando pop-corn e guardando The OC all'infinito. 

Jake le stringeva la mano. Lo amava. Era lì, vicino.

Junior si avvicinò alla bara di lato. Stese le braccia a peso morto sopra il legno freddo, baciandolo ripetutamente.


Lola era più che sicura di aver sentito distintamente 'ti amo' non 'ti ho amata' o 'ti amerò per sempre'.
La sua era una posizione presente, costante, decisa.


Junior sarebbe sempre appartenuto a Norah-Elizabeth.


E Norah-Elizabeth a Junior.

𝙍𝙤𝙨𝙨𝙤 𝘿𝙞 𝙎𝙚𝙧𝙖Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora