Mama - Parte Seconda.

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Gerard;

Stai davvero per farlo, Way?

Devo farlo. Per me. Per Frank.

Presi la mano del mio adorato ed entrai in casa urlando a mia madre che ero arrivato. Per fortuna, Mikey non era ancora rincasato.
"OH! Tesoro mio! Dov'eri?" Chiese mia madre sorridendomi, contenta per qualche motivo.

Non ebbi tempo di rispondere che il suo sorriso scomparve dalla sua faccia appena vide Frank. Lo scrutò da capo a piedi, e poi vide le nostre mani unite.
"Perché tieni la mano al tuo... Amico? Hai un amico! Gerard, ma è fantastico!" Esordì lei.

"Devo dirti una cosa, Donna." Le dissi freddamente guardandola gelido.

"Frank è... io..." Tremavo appena, sudavo freddo. Dai Gerard, cosa ci vuole?

"Sono... Cazzo." Mi si bloccava la voce in gola, guardai Frank nei suoi occhioni e sembrò esser tornato tutto meraviglioso, come se quell'arpia che mi ha partorito non stesse aspettando le mie parole. Mi presi inspiegabilmente di coraggio. "Mamma... Okay, io... Non riesco a dirtelo. Faccio una cosa, capirai da sola, okay?" Lei annuì.
Presi Frank per il colletto della camicia e lo tirai poco in alto e lo baciai tenendolo vicino a me, stringendo la sua mano.

Quando mi staccai da lui, sembrava che la mascella di mia madre si fosse fratturata. Aveva la bocca talmente spalancata da sembrare innaturale.
Potevo benissimo vedere l'odio nei suoi occhi, tutti quei discorsi che mi faceva sin da bambino sul perché essere gay è sbagliato.

"Mamma? Hai capito?"

Silenzio.

"M-Ma'...?"

Ancora silenzio.

Mikey entrò in casa e, vedendo quella scena, lasciò cadere il pesante zaino a terra per andare da Donna.

"Lo sai anche tu, mamma?" Lei annuì, richiudendo la bocca.

Non ho mai visto un volto così sfregiato dall'odio.
Nessuno mi ha mai guardato così male.

Frank tremava, stringeva la mia mano quasi facendomi male. Aveva gli occhi lucidi, probabilmente anch'io. Il mio cervello era andato il tilt, non sapevo più quel che stava succedendo.

***

Una settimana dopo? Probabile.

Tutto quel che ricordo è Mikey davanti a me, il suo pugno fermo, i capelli di dietro di Frank sotto il mio naso, la botta sulla faccia della sua nuca.

Sono nel... non sono nel mio letto. Dove cazzo sono?! Non è casa mia, questa...

Frank;

'Fanculo Mikey, ho la faccia piena di lividi violacei. Fa male, Dio.

"Gee?" Dissi entrando nella mia camera, dove avevo fatto coricare Gerard, dopo che sua madre l'ha sbattuto fuori di casa, non prima di essere stato pestato da Mikey e da suo padre che nel frattempo era rincasato dal lavoro.
Mi avvicinai al letto sorridendo. "Finalmente ti sei ripreso... Come ti hanno ridotto, mio dolce Gerard?" dissi accarezzando la sua guancia, sfiorandolo. Se facevano male a me quei pochi lividi, figuriamoci lui, che ne era ricoperto, gli avevano fatto saltare un dente e spaccato il labbro. Aveva perso un sacco di sangue dal naso.
"M-Mi fa male ovunque... Frankie, perché sono qui? Ti hanno picchiato?" mi accarezzò la guancia piena di lividi, io abbassai lo sguardo ed appoggiai la mia mano sulla sua, accarezzandolo.
"Lascia stare, è tutto finito. Non ti faranno più del male..." e presi a raccontargli tutto quel che era successo.

Inevitabilmente si mise a piangere, come una fontana. No no no no, ti prego, non piangere.

Presi il suo viso perfetto fra le mani e gli baciai le lacrime salate che scendevano, finché non smise di piangere del tutto.

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