Appena arrivata inserico le cuffiette nelle orecchie, do il play alla playlist, poso il telefono nella tasca del grembriule, la prima canzone è Your body di Christina Aguilera. Fantastico! Questa canzone è energia pura, da davvero carica. Apro la vetrina dove ci sono i vari gusti di gelati, prendo la spatola e inizio a preparare le coppette di gelato.
Prima pistacchio, menta e cioccolato bianco, e poi, zuppa inglese e vaniglia. Ci vado generosa con il gelato, ma anche con il resto del cibo, mi ricordo che da piccola, ogni volta che andavo con la mia famiglia in gelateria, anzi mia madre. Facevo gli occhi dolci alla cameriera o al camierere, in base a chi aveva il turno, perché mi mettesse un pò più gelato rispetto al normale. E ogni volta ci riuscivo. Sorrido al ricordo, ormai mi sento sola, come se a casa mia ci fossi solo io,e, non io e mia madre. Credo che da quando papà *anche se non merita di essere chiamato in quel modo* se ne sia andato, in lei qualcosa si sia rotta. Eppure quando ero piccola sembrava andasse tutto bene, ma credo che lo facesse soltanto perchéero una neonata e non potevo badare da sola a me stessa. Crescendo,
ho capito che le persone possono fingere benissimo, ricordo anche, che, ogni volta che compievo gli anni, mia madre si allontanava sempre di più da me. Non lo voleva far notare, ma quando una persona non ti vuole nella sua vita,lo capisci. Non servono parole, si nota, e basta. E in quel momento sta a te scegliere se provare a far andare le cose per il verso giusto e tentare di ripararle, o, lasciare che le cose vadano per come debbano andare. Io feci la seconda. So che è mia madre, ma il suo bisogno lo sentivo solo quando ero piccola fino ai 10 anni. Dai 10 anni fino ai 14 passavo molto tempo con mia nonna, anche se la sua compagnia non mi faceva impazzire,ma qualcuno doveva badare a me, poi iniziai a fare da sola. Non sono mai stata un tipo che supplicava la gente di restare al suo fianco, o di non andarsene. Primo non mi sembrava dignitoso, e per me la mia dignità è sempre stata sacrosanta. E, secondo perché non ho mai fatto da scopina. -la canzone cambia, ora c'è All of the stars di Ed sheeran- *Canzone triste On*. All'inizio avevo paura di rimanere sola, poi andando avanti ho capito che sola stavo meglio, e sono arrivata al punto, che quando, in quelle poche volte, che c'è mia mamma o qualche altro parente o coetaneo, a casa, mi sento totalmente a disagio, perché non voglio questa~ gran compagnia~ non mi ci trovo. Mia mamma, per questioni di lavoro viaggia spesso, e quindi non corro molto il pericolo di godere della sua compagnia. Di solito ci vediamo 3/4 volte in un mese, dato che lavora fuori e si è affittata una casa fuori. Meglio cosi. Vedo una gocciolina cadere sul dorso della mia mano, alzo la testa di istinto, pensando ci sia qualche perdita o robe simili, ma l'unica cosa che noto, è, che ho le guance umide, quindi poso subito la spatola, e, con il pollice mi asciugo subito le guance, facendo perdere totalmente le tracce di quelle due goccioline. Il resto delle lacrime che minacciano di uscire, le ricaccio. Per oggi ho già pianto abbastanza, e poi, piangere per me è da deboli, o, almeno, le persone quando vedono qualcuno piangere pensano subito: 'È un debole.' Io non sono debole ne tanto meno voglio darne l'impressione.
Non so di preciso perché le lacrime siano uscite, forse la canzone triste e i ricordi, si sono messi d'accordo, e, hanno voluto farmi uno scherzo, di pessimo gusto. Forse mi ha intristito, in generale, il pensiero della mia vita, o forse quello di mia madre. È stata assente, e non si è mai interessata a me, non si neanche mai accorta che sua figlia, ormai da 3 anni, aveva iniziato a soffrire di bulimia, disturbi alimentari e, che era caduta nell'autolesionismo. Un altra lacrima mi riga la guancia, la asciugo velocemente. Nessuno mi deve vedere piangere, cosa penserebbe la gente? Vedendo una ragazza che prima sorride e poi piange?. Mi giro verso i tavoli, ognuno è per i suoi cavoli, perfetto. Controllo anche il tavolo di Alex per sicurezza. Sporgo un pò in avanti il busto, dato che il tavolo si trova fuori. Mi sento come un vecchio guardone, che schifo. Alex mi sta osservando assieme al ragazzo dal tatuaggio sul braccio. Alex corruga le sopracciglia, come se volesse dirmi qualcosa, mi ritiro subito dal bancone, e, nella foga di sparire poggio il piede destro in modo maldrestro e ora mi fa pure male. Mi metto una mano davanti alla bocca, così da evitare qualunque tipo di suono stridulo, che potesse uscire accidentalmente dalla mia bocca per il dolore. 'Merda!' 'Che stupida.' Mi maledico mentalmente. 'Due in uno Carly, complimenti, ora penseranno che li stavi spiando e per giunta, hai anche un piede dolorante.' Vaffanculo a me, la canzone, i miei pensieri e il tavolo di Alex. E se lo avesse detto agli altri? E se mi stessero gia sfottendo, o peggio ancora, mi avessero già sfottuta, mentre ero troppo assorta nei miei pensieri, per accorgermi che ci fosse vita, oltre ai miei pensieri?. Questi pensieri iniziano a farsi largo tra la mia mente, divento paonazza. Il pensiero mi incupisce davvero tanto e mi fa andare nel panico. 'Merda' inizio ad inprecare nella mia testa.Okay, basta. Caccio tutti i pensieri e mi dedico completamente all'ordinazione.
Appena finisco di preparare le due coppette di gelato, le avvolgo nel tovagliolo, e per finire, posiziono al centro la buonissima cialda biscotto.
Finito, di fare le coppette gelato, faccio lo stesso procedimento con le granite, però questa volta senza cialda.
Finite pure le granite, mi dirigo verso il frigo. Tiro verso di me la maniglia del frigo in modo tale da aprirlo, mi inclino un pò verso il basso,cosi da poter prendere il cestino con la frutta. Appena riesco a prenderlo, richiudo il frigo e vado verso il lavandino, dove do una leggera sciacquata alle fragole che avevo precedentemente preso dal cestino. Le pulisco, le taglio e le butto direttamente nel frullatore, assieme al latte, il gelato, il latte e lo zucchero. Chiudo il frullatore poggiando il coperchio e presso il dito verso il pulsante 'On'
Dopo un paio di minuti, gli ingredienti si sono ammalgamati perfettamente tra loro, prendo due bicchieri e verso la bevanda. Prendo due cannucce colorate e le metto in entrambi i bicchieri.
Posizioni in un primo vassoio le coppette gelato, le granite e i due frappé, mentre in un secondo vassosio poggio la bottiglia d'acqua, le lattine di coca cola, il thè alla pesca, il thè al limone, piu i bicchieri e i tovaglioli.
Okay, ora è solo questione di equilibrio.
Poggio il primo vassoio nella mano sinistra e il secondo nella mano destra, augurandomi con tutto il cuore di non far cadere nulla.
Sto molto attenta a mettere un piede dietro l'altro senza perdere l'equilibrio, arrivata al tavolo interrompo un vivace dialogo che si era creato.
"Ecco a voi le vostre ordinazioni" dico con un sorriso finale
"Era ora" risponde sbuffando Rosalie.
'Oh.mio.dio. ma questa ragazza deve essere polemica sempre su tutto?'
Decido di lasciarla stare per questa volta, sto per dirigermi verso il bancone, quando Alex e il resto dei ragazzi al tavolo mi dicono in coro un sonoro "Grazie". Alex e il ragazzo dal braccio tatuato sfoggiano un sorriso finale a 32 denti, dove si puo osservare la perfetta dentatura bianca, al che, rispondo con un "Prego" e sorrido anche io, anche se il mio era di più un sorriso imbarazzato.
Alex socchiude leggermente la bocca,come se volesse dire qualcosa, ma poi la richiude subito.
Credo di poter andare, così raccolgo i due vassoi mettendoli uno sopra l'altro e poggiandoli tra il braccio e il busto, mi dirigo verso il bancone che dove pulire.Arrivata al bancone passo una pezza bagnata, sulla fredda superficie di marmo, cosi da togliere eventuali residui di cibo o molliche, poso gli ingredienti ai loro posti e sciacquo il coltello e il frullatore.
Appena finisco, mi fiondo a peso morto sul divano che c'è dentro, ovviamente dopo aver controllato che nessuno avesse bisogno di me o robe simili.
Non sapendo cosa fare, estraggo il telefono dalla tasca del grembiule e apro wattpad, anche se, l'idea iniziale era dedicata al libro cartaceo. Avrei voluto continuare a leggere Il ritratto di Dorian Grey, ma per leggerlo mi sarei dovuta alzare, andare fino allo spogliatoio per prenderlo dalla mia borsa e poi avrei dovuto camminare di nuovo fino al divano, e, sinceramente l'idea non mi allettava molto. Questa volta la pigrizia aveva avuto la meglio su di me.
Sblocco il telefono mettendo il codice, metto le cuffiette, dando il play a A little to much di Shawn Mendes, e poi apro wattpad, ora, era sorto il problema di sempre: Cosa leggere?
Avevo più di 100 libri nella biblioteca, e, ogni volta sorgeva sempre questo dubbio, di solito sceglievo sempre in base al mio umore. Oggi non ero di buon umore, quindi avrei evitato le storie tra "brave ragazze e bad Boy ", le amo si, ma oggi non era la mia giornata, e non avevo intenzione di deprimermi con una di queste storie, che sapevo con certezza non mi sarebbe mai passata per le mani, anche se io la volevo con cuore e anima.
Alla fine optai per un breve racconto horror, che fu interrotto, proprio a metà, dal ragazzo col braccio tatuato che mi aveva picchiettato dietro la spalla sinistra, dato che non sentivo perche avevo le cuffiette e non vedevo perché ero assorta dal racconto.
Mi tolgo subito le cuffie, e mi giro di scatto
"Scusami, emh..avevo avuto un momento libero, e..avevo pensato di leggere," mi alzo velocemente, stirando le gambe che erano state piegate e mi asciugo le mani nel grembriule.
Il ragazzo di cui non so il nome, fa una leggera risata e poi mi rivolge la parola "Non ti preoccupare, volevamo ordinare tre caffe, più due caffe freddi"
Dice lui
"Si certo arrivano subito" rispondo io sistemandomi una ciocca di capelli dietro le orecchie, continuo il discorso:
"Ma non c'era Emily o Reneé?" Chiedo io istintivamente
"Sinceramente non gli ho prestato molta attenzione, e poi, volevo che mi servissi tu" dice con un sorriso finale
'Non l'ha detto veramente'
"E perché? " le parole sono uscite prima ancora che io potessi pensarci su
"Bhe, ti trovo carina" fa spallucce
"Non è vero" mi scappa un sorriso involontario
"È una presa per il culo" continuo io, cercando di continuare a tenere un tono di voce calmo, serio e fermo
Fa una risatina e risponde alle mia accuse" E perché mai?"
"Perché sì, perché sono semplicemente realista" giocherello con le dita
"Non è detto che la tua realta corrisponda con la mia" fa un ghigno
"No, appunto lo so. Comunque ora io avrei delle ordinazioni da svolgere,quindi..." lascio il discorso in sospeso e gli passo accanto sdeviandolo.
Spazio autore
Ecco il nuovo aggiornamento, in questi giorni non ho avuto molta ispirazione, ma grazie al cielo, oggi è venuta, il capitolo è piu lungo yee
Spero vi piaccia, schiacciate la ⭐ e commentate per favore, vorrei avervi più attivi, almeno vedere se a qualcuno interessa realmente la storia..
Comunque buona lettura, a presto baci❤
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É sempre cosi..
Teen FictionCarly è una 17enne che ha problemi di autostima,nasconde segreti bruttissimi di cui solo Emily è alla scoperta,o almeno lo era. Abita sola,dato che la mamma è quasi sampre fuori per lavoro. Emily,la sua migliore amica,le tiene sempre compagnia,non s...