Uscii dagli spogliatoi, feci un respiro profondo, pronta ad affrontare il terzo grado di Emily.
Appena varcai la soglia, vidi Emily venirmi incontro, fino a quando non si getto a peso morto su di me e allacciò le sue braccia sul mio collo, quest'abbraccio per poco non mi fece cadere all'indietro, ma in quel momento ben poco mi importava.
"Carly, dio mio. Stai bene?" Credo non si sia accorta di stare urlando.
Carly distoglie lo sguardo su di me per rivolgerlo ai clienti, che ci stanno guardando con gli occhi sgranati, lei soffoca una risata e riposa lo sguardo su di me
"Allora?!" La sua voce mi riporta alla normalità, facendomi lasciare in sospeso le mie riflessioni. Solo ora mi rendo conto di non avere risposto a nessuna delle sue domande.
Mi sciolgo dall'abbraccio e prendendo un profondo respiro, rispondo semplicemente con un "Si, tranquilla, tutto bene" e poi per finire tiro un sorriso più falso dei push-up, ma okay.
Veniamo entrambe portata alla realtà, da un colpo di tosse sforzato, uno di quei colpi di tosse fatti apposta per richiamare l'attenzione.
Ci giriamo entrambe, e vediamo una delle ragazze al tavolo di Alex sventolare la mano.
"Ca puoi andarci tu? che io devo ancora sevire un cliente che ho lasciato in sospeso per venire?" Blocca il piccolo block notes tra l'interno braccio e il busto, giunge le mani, quasi come se stesse pregando e le porta al petto, mi fa il broncio e sfodera una delle sue migliori occhiate con gli occhi da cucciolo.
"Certo, però non fare piu il broncio,okay?" Gli do un pugnetto nella spalla.
Lei sorride compiaciuta e batte le mani come una bambina a cui è stata regalata una bambola, alle volte penso che lei si faccia prendere dall'enfasi molto facilmente.
Detto questo mi dirigo verso il tavolo di Alex e il resto, non mi importa nulla di quello che è successo prima, sono riuscita a sopportare 3 anni figuriamoci se non riesco a reggere questo, se c'è una cosa che mi hanno sempre insegnato è stata quella di camminare sempre a testa alta e di non farmi mettere i piedi in faccia da nessuno.
È esattamente quello che farò.
"Salve, sono Carly, prenderò io i vostri ordini, cosa posso portarvi?" Sfodero uno dei miei migliori sorrisi.
Per un attimo il mio sguardo e quello di Alex si incrociano, ma poi io poso lo sguardo su un tavolo vuoto, da pulire, posto alla destra dal tavolo di Alex.
Per un attimo cadde il silenzio, che presto fu interrotto dalla stridula voce di Rosalie, che decise di prendere parola.
"Allora volevamo: due frappe alla fragola, una granita al limone, una cioccolata e mandorla, una tutta mandorla, una tutta cioccolato, più due coppette grandi di gelato una pistacchio, menta e cioccolato bianco, l'altro zuppa inglese e vaniglia, più una bottiglia grande di acqua naturale, due lattine di coca e un thè alla pesca e uno al limone"
Due minuti dopo che Rosalie ha smesso di parlare e gesticolare con le mani, io finisco si scrivere, sono stata il più veloce possibile, grazie a dio cel'ho fatta!.
Prendo parola ripetendo tutti gli ordini per accettarmi che siano giusti, non vorrei fare altre cazzate, almeno non oggi.
"Quindi sono:
due frappe alla fragola, 4 granite: una granita al limone, una cioccolata e mandorla, una tutta mandorla, una tutta cioccolato, più due coppette grandi di gelato una pistacchio, menta e cioccolato bianco, l'altro zuppa inglese e vaniglia, una bottiglia grande di acqua naturale, due lattine di coca e un thè alla pesca e uno al limone?" Appena finito, provo a riprendere fiato, ho letto talmente veloce che per un attimo mi sono sentita Eminem quando canta il ritornello si Rap God.
"Si" risponde Alex, la sua voce è come una carezza, e la cosa davvero brutta, è, che non lo dovrebbe essere dal principio, perché io non lo reggo, io i ragazzi come lui o i suoi amici, li odio.
Quindi c'è qualcosa che non va.
Qualcuno mi schiocca le dita davanti alla faccia per chiamarmi, e mi fa uscire da un'altro dei miei soliti stati di trance. Quelli dove inizi a guardare un punto fisso e inizi a pensare a troppe cose, ad un certo punto ti inizi a sentire stanca e inizia a venirti sonno, non senti più niente, ne i rumone ne tanto meno riesci a vedere qualcos'altro oltre il tuo punto fisso.
"Ma sei sorda? O hai qualche disturbo?" Mi chiede Rosalie con la sua voce odiosa.
"Si, emh..scusami, stavo pensando" balbetto una scusa che deve sembrare credibile
"Eh si. Vedi di pensare di meno e cerca di muoverti. " butta in modo acido.
'Se questa fa l'acida, io posso fare di peggio'.
"Si, lo potresti dire in un modo più gentile, perché sai, l'hai detto in un modo dove si poteva notare benissimo la sfacciataggine e la strafottenza. Sai non tutti sono dei cocchi di mamma e papà, ci sono persone che per ottenere quello che vogliono, se la devono vedere con il Signore e lavorare duro, Okay?" Finendo la frase gli lancio uno sguardo di sfida, credo che sia riuscita a percepire, a meno ché, non sia arrivata a livelli di stupidaggine totalmente pietosi.
Nel frattempo mi godo la scena, sentendomi totalmente soddisfatta e appagata, da ciò che è appena accaduto.
Tutti, al tavolo che sto servendo proprio ora, ovvero quello di Alex, hanno sgranato gli occhi, si può dedurre che sia un segno di stupore. Bene mi fa piacere, la cosa più bella, è, che al tavolo, c'è chi cerca di trattenere una risata e chi invece, come l'amica di Rosalie, mi lanciano sguardi assassini, sguardi che, io riesco a sostenere.
Rosalie apre la bocca, sta sicuramente per rispondere, ma la blocco riprendendo parola e rompendo quel bellissimo scenario.
"Comunque, arrivo con le vostre ordinazioni, porto anche tovaglioli e bicchieri "
"Va bene" rispose un ragazzo al tavolo di Alex, rivolgendomi un sorriso. Non lo avevo notato. È davvero carino, occhi verdi con piccole schegge marroni, capelli castano scuro, tirati all'insù.
Ha le spalle larghe, sembra alto, ma non posso confermare le mie supposizioni, dato che è seduto.
Ha un piercing laterale al labbro e un dilatatore all'orecchio sinistro. Confermo, è davvero carino. Il mio sguardo va a cadere sul suo braccio destro, ha un tatuaggio. Io lo posso vedere per metà dato, che è seduto nella parte sinistra del tavolo, va bene, guarderò dopo.
Finita la mia analisi, volto le spalle e mi avvio verso il bancone per praparare le ordinazioni. Mentre mi avvio verso il bancone, sto attenta a non inciampare questa volta negli scalini, mi autocongradulo per non essere inciampata o caduta, e, mi do il cinque mentalmente per aver zittito quell'oca. 'Ben fatto Carly!' mi dico in mente.
Spazio autrice
Ragazzi scusatemi, so che è da più di un mese che non aggiorno la storia.
Ma ho avuto dei problemi e in più me la sono dovuta vedere con il signore per pubblicare il capitolo.
Alla fine ho conprato un telefono nuovo.
Comunque spero vi piaccia il capitolo, spero di pubblicare il prossimo capitolo entro domani o dopodomani
Buona lettura e mi raccomando schiacciate la ⭐ e commentate
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É sempre cosi..
Teen FictionCarly è una 17enne che ha problemi di autostima,nasconde segreti bruttissimi di cui solo Emily è alla scoperta,o almeno lo era. Abita sola,dato che la mamma è quasi sampre fuori per lavoro. Emily,la sua migliore amica,le tiene sempre compagnia,non s...