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Cammino per le strade. Sono sola. Non mi sono mai sentita così sola.
Intorno a me c'è tanta gente che cammina avanti e in dietro. Ma non sono sole.
Ridono. La gente deforma il suo viso in quel che può sembrare un sorriso.
Sorrisi falsi nascondo cuori rotti. Io mi chiedo come facciano a sorridere provando dolore.
Almeno che sorridano perché in realtà non sanno cosa significhi essere felici.
E io, so cosa è la felicità?

Decido di vagare per le strade alla ricerca di qualcosa che possa servirmi per domani. Vorrei comprarmi un qualcosa da vestirmi anche se non so cosa.
Ad ogni passo rimbombano voci che ripetono "guardate, c'è Jessie. Chissà come se la sta cavando con questa situazione"
Tutti in città sanno della morte di mio padre. Molti lo conoscevano, per la sua posizione nella società. Non ho mai capito bene mio padre che ruolo avesse, so solo che doveva essere molto importante. Sin da quando ero piccola mio padre è sempre stato circondato da persone, la maggior parte false. Tutti nell'alta società sono falsi, guardano solo il potere. Ridono, ti fanno pensare che siano felici, loro stessi credono di esserlo mentre in realtà sono le persone più tristi. Ricordi di momenti passati insieme a lui dove c'ero io con un bel vestito elegante, un paio di scarpe che potrebbero valere più di una casa nei quartieri poveri, e un sorriso falso sulla faccia. Mio padre, impeccabile come al solito nel sui completo e mio fratello che sembrava fuori posto vestito in modo elegante. Quasi in trappola.
Sembravamo la famiglia perfetta. Sempre più forte.
Com'è potuto crollare tutto in così poco
tempo?

Sento gli sguardi della gente che diventano pesanti sulla mia pelle. Voci continue sulla mia vita. Mi domando se la gente non abbia meglio da fare che spettegolare sulla vita di altri.

A volte le persone aprono la bocca senza pensare. Aprono quel fiume che va a scontrare le anime della gente con una forza che serve per distruggere le barriere che ti sei creato.
Senza chiedere scusa, o preoccuparsi di quello che hanno distrutto, poi scappano.

Mi copro le orecchie. Ne ho abbastanza. Non ho la forza di reagire.
Basta decido di andarmene. Senza rendermi conto incomincio a correre con le mani appoggiate sulle orecchie come barriera per proteggermi. Incomincio a correre, corro dai miei problemi. Non è la miglio mossa, ma adesso è l'unica cosa che so fare.

I miei passi risuonano sull'asfalto e a volte si sente il rumore dell'acqua che salta dalle pozzanghere che calpesto.
Sto correndo senza meta. Vorrei tornare a casa. Penso che dovrei tornare li. Ma il mio corpo viene trasportato altronde, come se la connessione tra cervello e piedi si sia interrotto.
Vago in altre dimensioni, cavalcando i miei pensieri. Finche tutto buio.
Cosa è successo sono svenuta. Mi accorgo di aver gli occhi chiusi. Perché? Freddo sento freddo. Cerco di realizzare cosa sia successo. Non può essere grave infondo sono qui e non sento niente di diverso. Passo in rassegna i vari punti del mio corpo per controllarli. Niente. Sono fradicia. Ho freddo e ho l'impressione di tremare. La testa sull'asfalto freddo mette tutto ancora più in confusione.
Sono sola, infondo questo vicoletto era vuoto. Mi concedo un altro po di tempo. Per poter ricomporre i pezzi.
Dun tratto sento delle mani che mi sollevano, apro di scatto gli occhi, vorrei urlare ma l'urlo mi muore in gola. Non riesco a vederli il volto. È coperto da un cappuccio per la metà, e in fondo la luce non aiuta molto.
Vorrei racimolare una frase di senso compito, ma prima che ci riesca lui apre bocca.
" tutto bene?"  Mi chiede. Io annuisco. Penso di stare bene fisicamente. Lui annuisce come per assicurarsi di ciò.
Mi alzo piano, ma una volta in piedi la testa incomincia a girarmi.
Cado, o almeno penso di cadere.
Freddo. Ho freddo. Sento un qualcosa che mi tira, è troppo forte e mi spinge nel vuoto. Si fa tutto nero. Ho paura ma riesco a trovare conforto in quella tenebra.
"Resisti" è l'unica cosa che sento, ed io penso di annuire, poco prima di lasciarmi possedere dal buio.

Occhi freddiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora