Si svegliò a causa di un lieve pizzico sul naso e quando aprì gli occhi vide che la responsabile era una piccola farfalla colorata che le si era posata sul naso. Cassie si chiese come avesse fatto a entrare considerando che la finestra era rimasta chiusa per tutta la notte e non appena cercò di sfiorarla questo si distolse lasciandole sulle dita un piccolo bigliettino ripiegato e un po' bruciacchiato. Se lo rigirò tra le mani e lo aprì, un po' intimorita. C'erano due due semplici parole : "Ti salverò". Rimase perplessa. Chi poteva avergli mandato quel messaggio? Automaticamente la sua mente la portò a pensare a Nathan, ma non poteva essere stato lui. Sapeva che lei non contava granché per lui, che la considerava solo una missione da portare a termine. Non ebbe il tempo di pensare a chi fosse il mittente perché qualcuno bussò alla porta. Nascose il bigliettino dietro il cuscino e sistemò le coperte in modo da coprirsi meglio – Avanti! – Cassie non sentiva il suo profumo, ma immaginava chi potesse essere e non rimase sorpresa quando lo vide– Mi spieghi come fai ad entrare e uscire da questo appartamento? Hai una copia delle chiavi per caso? Oppure hai l'originale? Perché a me non è stata data nessuna chiave! Sembro in prigione...
Lui si irrigidì e posò il vassoio su una piccola scrivania che Cassie non aveva notato la sera prima – Hai ragione, scusami. Non ho una copia, la chiave era rimasta sul tavolino e, considerando che non consci la città, non pensavo che volessi andartene in giro...
Cassie annuì. Aveva ragione lui, non aveva nessuna intenzione di lasciare l'appartamento. Aveva bisogno di metabolizzare quello che era appena successo, abituarsi un po' al pensiero che da ora in poi avrebbe dovuto contare solo su sé stessa, che non poteva fidarsi più di nessuno, forse neanche di Morgan.
Si alzò in piedi e Morgan, con sua grande sorpresa, arrossì e si voltò dall'altro lato – Morgan? Che hai?
– Ti sembra normale andare in giro così?
La ragazza sorrise tra sé – Beh, noi cacciatori siamo stati educati a dormire tutti insieme a stare tutti insieme in qualsiasi circostanza. Non capisco perché stai facendo così...
– Io non sono cresciuto con gli altri... – rispose lui con un fil di voce.
Cassie spalancò gli occhi – Davvero? Mi sembra piuttosto strano considerando che...
– Considerando cosa? Che sono l'erede al trono? Non è strano invece – sorrise nervoso e, senza guardarla, continuò a parlare – Non ho frequentato la scuola come tutti voi, non sono stato con altri Nephilim, lupi o vampiri a parte i miei insegnanti. La prima volta che ho messo piede fuori da questo palazzo è stata due anni fa, quando mi hanno assegnato la prima missione...
– Chi era che decideva per te?
Lui si voltò di scatto e la guardò negli occhi – Prova a indovinare – E si sentì stupida per non averlo capito subito.
– Non capisco che senso avesse non farti uscire mai, tenerti dentro queste quattro mura...
– Secondo lui, era per il mio bene, per evitare che accadessero altri incidenti, come diceva lui.
Cassi trasalì – Che genere di incindenti?
Era quasi del tutto convinta che lui non lo avrebbe detto eppure, per l'ennesima volta, Morgan la stupì – Non voleva che succedesse la stessa cosa che è successa a mio padre. Lui aveva molta libertà, entrava e usciva da palazzo quando voleva. Prima che nascessi, prima che mio padre sposasse mia madre, si innamorò di un'altra donna e mio nonno non approvava questa cosa...
Il cuore di Cassie cominciò a battere forte – Perché?
Lui scosse la testa – Era una lupa... – Si sarebbe aspettata una punta di disprezzo nella sua voce, ma non fu così – E poi mio padre in realtà era destinato ad un'altra donna, mia madre. Si sposarono ed ebbero me ma non c'era amore tra loro, non c'è mai stato. Mio padre scappò via e andò dall'altra donna e, quando mio nonno lo scoprì, lo fece catturare e ordinò di uccidere la donna, ma per qualche strana ragione, quando arrivarono nel suo nascondiglio, della donna non c'era nessuna traccia. Mio padre fu portato via, punito e rinchiuso – C'era tanta tristezza nella voce del ragazzo – Dicono che abbia avuto una figlia con quella donna e qualcuno a palazzo afferma di averla vista dicendo che era una bambina bellissima, che aveva gli occhi di mio padre, i miei stessi occhi... – sorrise e abbassò lo sguardo.
– E tu ci credi? Credi davvero che tuo padre abbia avuto una figlia con quella donna?
Morgan la guardò nuovamente negli occhi – Io non so se sia vero o no, ma se così fosse mi piacerebbe tanto conoscerla – Cassie spalancò gli occhi per un millesimo di secondo. Non riusciva più a rimanere impassibile adesso che si parlava di lei. Se solo avesse saputo che era proprio davanti a lui, che era lei la sorella che lui avrebbe voluto conoscere... – Lo so che è da pazzi – continuò il ragazzo – Se lei esistesse davvero, al 99% dei casi è un ibrida e , come saprai, non possono essere accettati quindi mio nonno la ucciderebbe... – disse portandosi una mano sul petto – Se penso a questo allora spero che non esista o che sia molto lontana da qua, nascosta in qualche posto sperduto nel mondo. Ho già visto mio padre soffrire per colpa di mio nonno, non vorrei vedere un altro membro della mia famiglia fare una brutta fine...
La prima cosa a cui pensò fu che suo padre poteva essere vivo. Morgan aveva detto che era stato punito e non ucciso. Ma poi le venne in mente cos'altro disse Morgan a proposito del fatto che avrebbe voluto conoscerla e fu felice. Era consapevole del fatto che probabilmente non era una brava persona, ma stava vedendo che c'era del buono in lui e forse avrebbe dovuto cominciare ad apprezzarlo un po'.
– Rimani lì impalata oppure vai a vestirti? Abbiamo una missione da compire!
Cassie si accigliò – Una missione? Di già? Ma sono arrivata solo ieri...
– Mi dispiace dirtelo, ma qui non importa a nessuno se sei arrivata ieri o un'ora fa – Si voltò e andò verso la porta – C'è una tenuta della tua misura nell'armadio e delle scarpe.
– E le armi?
Lo sentì sorridere – A quello ci penseremo dopo – Aprì la porta e uscì.
Rimase immobile per un paio di secondi prima di tornare in sé e prepararsi per la sua prima missione. Era parecchio in ansia, ma la cosa che le frullava per la testa era un'altra : chi le aveva mandato quel biglietto?
Si diresse nuovamente verso il letto per recuperarlo, ma il pezzo di carta era diventato di nuovo una splendida farfalla che, dopo essersi posata nuovamente sul suo naso, svanì nel nulla.

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La cacciatrice ibrida
FantasyCassandra Winkler appartiene ad una delle famiglie più potenti e altolocate del mondo dei Nephilim. Nonostante ciò la vita di Cassie non è per niente agiata quanto si potrebbe pensare. I Winkler non sanno della sua esistenza e per anni è stata costr...