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Qualcosa di importante

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Capitolo 14


Guardo attentamente la stanza e sono ancora più convinto che ci sia qualcosa che non va, insomma c'è il divano, c'è un tavolino basso ottimo per posare riviste e altre cavolate varie che la gente ama metterci, ed un lume comprato di recente che illumina perfetto quest'angolo del loft. Ma ancora qualcosa non va! Sposto lo sguardo sul televisore che ho portato e cerco di figurarmelo, ma non riesco ad inquadrarlo qui se non... «Ma certo, la disposizione!» esclamo, battendomi una mano sulla fronte. Ma come ho fatto a non pensarci?

Mi guardo intorno e trovo subito Derek seduto tranquillo su uno sgabello in cucina, a bere una birra e a non collaborare, ignorando completamente la mia presenza se vogliamo essere precisi. Sospiro e a passo svelto mi piazzo davanti a lui, obbligandolo per lo meno a guardarmi. «Ok, lupastro alzati che devi lavorare, anzi dobbiamo. Io e te, hai i muscoli ed è ora di sfruttarli per bene» gli faccio appoggiando entrambe le mani sui fianchi, guardandolo dal basso verso l'alto, persino su uno sgabello riesce ad essere più alto di me.

Posa finalmente lo sguardo su di me con fare tutt'altro che amichevole. «Se vuoi un pugno sono sempre disponibile, non hai bisogno di chiedere» roteo gli occhi e tiro su col naso, ridendogli in faccia con eccessivo e voluto sarcasmo.

«Molto divertente, io intendevo per il divano» rispondo spostando le braccia dai fianchi al petto, incrociandole severo, deciso a mantenere la mia posizione. Avrà questo televisore, che gli piaccia o no! «Davvero, mi spieghi che cosa hai contro la tecnologia? Guarda che non ti scioglie se la tocchi, non sei il Lupo Cattivo dell'Ovest e le strade non sono piastrellate d'oro qui fuori ...anche se non sarebbe male, ma verrebbero depredate nel giro di una settimana facendo la felicità dei banchi dei pegni. Non è che per caso hai una specie di reazione allergica ai circuiti o al rame, che non ti permette di toccare i cavi o intraprendere la carriera di elettricista?»

«Non posso essere allergico a niente, l'hai dimenticato? Nessuna malattia può toccarmi» ringhia posando la birra seccato, fissando i suoi occhi suoi miei e nessuno dei due ha intenzione di cedere.

«Potresti essere un'eccezione, infondo tuo zio è pazzo e la psicopatia è considerata una forma di malattia, quindi non è vero che ne siete immuni, sto anche considerando l'ipotesi di una tua possibile bipolarità» commento agitando la mano davanti al suo viso vicino alla fronte, ma l'afferra e si alza continuando a stringerla.

«Non. Sono. Bipolare. Intesi, Stiles?» ringhia un po' troppo vicino al mio viso.

«Potrei dissentire, ma ti concedo il beneficio del dubbio» gli batto l'altra mano sul petto con fare amichevole, cosa che so gradisce ben poco, infatti sento il suo ringhio accentuarsi in sottofondo. «Avanti, mi servono questi bicipiti per spostare il divano, dobbiamo metterlo in modo che guardi il muro» gli dico cercando di liberare la mano, ma non la lascia, cosa che potrei anche considerare romantica se non mi stesse facendo a fettine con lo sguardo.

«Non ho intenzione di spostare nessun mobile, stanno bene dove sono» replica e sospiro, è proprio cocciuto.

«Non so se l'hai notato genio, ma le prese sono al muro e non in mezzo alla stanza. Quindi o lo piazziamo lì o lo piazziamo lì, scegli» mi sporgo verso di lui e gli rubo un bacio, premendo forte le labbra sulle sue, lasciandolo interdetto quanto basta per allentare la presa su di me e lasciarlo senza parole. Sorrido soddisfatto, è bello sapere che posso fare questo effetto su qualcuno. «...beh, chi tace acconsente no? Grazie sourwolf» lo ribacio ancora per "sicurezza" e poi corro a spostare il tavolino, che finisce in mezzo al loft, ma è solo la parte più semplice.

«Ti... ti ho già detto che non ce la voglio in casa mia! Chiaro?!» mi urla quasi contro esasperato, ma ormai ho già iniziato.

«Ah, ah! Hai esitato!! Ammettilo Derek, che la prospettiva non ti disturba poi così tanto e poi questa non è solo casa tua, qui ci facciamo le riunioni e siamo un branco noi. Quindi questo posto è del branco e guarda un po' io ne faccio parte» rispondo sorridendogli, canticchiando "sta cedendo, finalmente" fra me e me.

Before your eyesLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora