Apro faticosamente la vecchia porta di casa e trovo Michelle ancora seduta nella stessa posizione in cui l'ho lasciata. Ha un libro sulle ginocchia e il telefono in mano. Mi da la schiena ed è comodamente seduta sulla sua poltroncina rosa shocking che ha portato da casa sua, in netto contrasto con i mobili antichi che ho ereditato dalla mia cara nonna.
Non ho ancora capito come un futile litigio con i suoi genitori l'abbia spinta a rifiutare ogni loro aiuto e ad andare avanti con la sua carta di credito strapiena di soldi. I ricchi sono strani.
D'altro canto anche io non ho accettato di ricevere aiuti da parte di mia madre. L'unica differenza è che Michelle proviene da una famiglia ricchissima, io da una benestante.《Come mai sei tornata così presto?》. Non mi guarda in faccia, sta scrivendo al telefono e sospetto stia ancora chattando con uno dei suoi diecimila (si fa per dire) fidanzati. D'altronde è una bellissima ragazza dai capelli castani, un bel corpo snello e due grandi occhi grigi, in più è molto ricca. Chi non la vorrebbe come fidanzata?
Mi avvicino un po' a lei e noto che il libro è al contrario. Oltre ad essere viziata è pure stupida.《Ho preso un giorno di vacanza.》.
《Sai che novità.》, risponde lei con una punta di ironia.
La ignoro e chiudo la porta dell'appartamento a chiave.《Allora, che hai fatto di bello per non anda...》, si è girata e per poco non le prende un colpo nel vedere Max alle mie spalle.
《Chi cavolo è lui!?》. La sua faccia sconvolta mi dice che non è scioccata nel vedere me con un uomo, ma nel vedere come è vestito il mio nuovo amico.
La incenerisco con lo sguardo e le rispondo con molta calma. 《Lui è Max, ed è mio amico》. Mi volto verso di lui e lo vedo fare un leggero inchino con la testa verso Michelle.
《Beh, potevi avvertirmi che avresti portato un senzatetto in casa nostra a sporcare di più》, risponde stizzita.
《Se tu alzassi il tuo culetto fasciato dalla minigonna e usassi le tue manine smaltate, la casa sarebbe meno sporca.》
Rimane in silenzio a guardarmi in cagnesco ed io non posso che fare un impercettibile sorrisetto di vittoria. Azzerata.《Vieni Max, ti porto in bagno così ti farai una doccia. Meglio stare alla larga da lei per un bel po' se non vuoi essere ucciso dall'acido》.
Dopo avermi fatto una lista delle cose che gli servono per tornare quasi nuovo, e dopo avergliele portate, Max chiude la porta del bagno e io torno nel mio regno.
La mia stanza, nonostante sia piccola, è proprio come l'ho sempre desiderata. Le pareti, ridipinte ďa me, sono di un verde chiaro e nel lato di fronte alla finestra ho disegnato un enorme simbolo della pace nero ricoperto di ogni genere di fiore.
Il letto matrimoniale è ricoperto da una trapunta di seta azzurra cosparsa di pizzo e, a sovrastare il tutto, c'è un enorme baldacchino con pesanti tende bordeaux ripiegate di lato. Mi hanno sempre fatto pensare alle tende del baldacchino del Signor Scrooge. Magnifiche.
Di fronte al letto, attaccata al muro, c'è la mia scrivania di legno di ciliegio, scuro e nobile. Perfetto per una scrittrice. Sopra di esso ho messo in fila tutta la mia collezione di penne stilografiche, a mo di esposizione.
Guardo il letto gonfiato dal piumone celato e mi ci butto sopra, sfinita dagli eventi della mattinata.
Di colpo, è di nuovo buio.
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Il Cacciatore Di Sogni
ParanormalNon so cosa ne verrà fuori da questo racconto. È libero e non premeditato. Decisamente improvvisato. Ho appreso come cominciarlo, ma non so come finirà. Non so neanche dirvi cosa farà la protagonista per trasmettervi ciò che vuole realmente racconta...