Chapter 2

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Il professore se ne va, lasciandomi con mille pensieri per la testa. Questo cognome...l'ho già sentito ma...
Non mi ricordo a chi appartiene! Ogni tanto mi dimentico di essere così smemorata.

'Io purtroppo me lo ricordo sempre'

'Ma che coscienza simpatica'

Intanto varie domande cominciavano ad affiorare nel mio incasinato cervello di adolescente.

E se non accettasse il mio aiuto?

E se chiedesse di avere un altro 'tutor'?

I miei pensieri furono interrotti da un rumore di scarpe nel corridoio e da un vocio sottile che si fece sempre più forte.

Tra le voci riconobbi quella del professore: roca, profonda quasi da tenore.

Ma la seconda voce era arrogante e più giovanile tanto che cominciai a chiedermi chi fosse davvero il ragazzo che avrei conosciuto in seguito.

Non feci in tempo a battere le palpebre che il prof entrò seguito da un ragazzo alto, con capelli castani e dei meravigliosi occhi verdi che mi incantarono i miei cerulei.

Sapevo benissimo chi era. Oh si che lo sapevo.

Lui era il 'famoso' Benjamin, la persona più superficiale di questo mondo ed io dovevo dargli ripetizioni.

Mentre lo guardavo e lo studiavo prese parola il prof .

<< Ecco lui è Benjamin Ryder e da oggi lavorerete insieme ogni venerdì per qualche oretta, spero vi troverete bene e lei signorino Ryder cerchi di migliorare>> detto ciò Benjamin sbuffó e il prof se ne andò dopo avergli lanciato un'occhiataccia.

Bene, pensai. Sarà una bella sfida.

Decisi di rivolgergli la parola per rompere il ghiaccio
<< Ehm...ciao io sono Evel..>> non feci in tempo a finire che lui mi interruppe

<<So chi sei. Il tuo nome è Evelyn Blade e sei una delle migliori studenti del tua classe, la tua migliore amica è Annie Focks vero?>>

Questo ragazzo è uno stalker pensai...ma no,dai non facciamoci idee stravaganti.

Così cercando di tenere un tono di voce calmo e fermo risposi << Come sai tutte queste cose su di me?>>

<<Molti parlano di te mi meraviglio che tu non lo sappia! Ma non farti illusioni non sei il mio tipo>>

<< Tranquillo non mi è mai piaciuta la tua superficialità >> lui mi rivolse uno sguardo torvo e io continuai

<< Ci vediamo domani alle 2.30 davanti a scuola vedi di non mancare se vuoi migliorare.>>

E detto ciò uscii dall'aula con gli stivali che picchiettavano sul vecchio pavimento del corridoio.

Stavo per uscire dall'edificio quando ad un tratto sento chiamare il mio nome mi giro e vedo...

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