Santarcangelo, 1 febbraio 2016

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La professoressa di diritto non c'è e ci hanno lasciato un'ora buca.
Beh, ieri è stato tutto molto strano, ma soprattutto imbarazzante.
Sono stata fidanzata due volte in passato ma non ho mai rivelato nulla ai miei, sono tutti molto all'antica e sono convinti che ci si debba fidanzare a vent'anni.
Pazzi.
Mio cugino ha 19 anni ed è fidanzato da due anni. Beh, sono due anni che la mia famiglia non fa altro che guardarlo male e criticare lui e la sua ragazza, quando invece sono una normalissima coppia di ragazzi innamorati.
Neolitico? Può darsi.
Lorenzo era abbastanza nervoso e vederlo in simili circostanze era davvero divertente, anche se nemmeno io ero troppo tranquilla.
Una camicia bordeaux e dei pantaloni neri, semplice ma elegante: cosa che non avrebbero criticato i miei genitori ma che mia mamma faceva di continuo in passato, due anni fa, quando lo vedevamo in televisione e durante le interviste, ma ai tempi nemmeno sapeva il mio nome.
Lorenzo, grazie a Dio, non ha piercing o tatuaggi o cose "da ventunesimo secolo", cose che ai miei parenti fanno ribrezzo.
Gli unici due aspetti che avrebbero potuto criticare erano l'età e la fama: conseguenza inevitabile del suo lavoro, ed ero certa che l'avrebbero fatto.
L'aspetto fisico, i modi di fare, il carattere: tutto ciò era indiscutibile. Sarebbe stato perfetto a parer loro, per una come me. Il ragazzo bravo e tranquillo, ma troppo bello per essere vero.
Qualche difetto glielo avrebbero dovuto trovare per forza.
Siamo arrivati con la macchina di Lorenzo e non appena siamo entrati, subito sono venuti tutti a salutarlo e a presentarsi: genitori, nonni, cugini, zii.
Ci mancava solo il cane ed eravamo a posto.
No, non ho un cane, mi fanno paura e so che può sembrare stupido ma non ci vado d'accordo, anche se con Artù (il cane di Lorenzo) ci sto un po' prendendo la mano.
Dicevo, tutti l'hanno salutato e lui è stato gentile con ognuno.
Li vedevo pronti per un qualsiasi commento negativo, ero terrorizzata.
Ma poi 'imbarazzo iniziale si è sciolto durante il pranzo.
Gli hanno chiesto di lui, del lavoro, degli studi e della sua famiglia.
Diciamo che la situazione è andata, piano piano, migliorando, per fortuna.
Credo che lui li abbia, in un certo senso, tranquillizzati.
Con le parole, gli sguardi e i gesti è riuscito a dimostrargli quanto lui tenga a me e loro ne sono rimasti colpiti.
O almeno, questo è quanto mi è parso.
Fatto sta che gli hanno detto di tornare al più presto, il che è molto positivo!
Ora la situazione con i miei genitori è piuttosto stabile e non parlano più male di lui.
Spero lo accettino, che accettino noi, un giorno.
Magari questo giorno è arrivato, magari no.
Spero la prima, ovviamente.

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