"Ci ho messo una moneta. Va bene così." Sussurra Louis.
Harry annuisce, e fa dei passi in avanti per prendere una piccola candela. Attentamente prende un'altra candela per accendere la sua, poi sceglie dove posizionarla. Fa un passo indietro e inspira, chiedendosi ancora cosa dovrebbe dire.
Louis deve rendersi conto che è in difficoltà, infatti gli prende una mano e la stringe leggermente, ricordandogli che non è solo.
Ad Harry era venuta quell'idea qualche giorno prima.
Erano andati a vivere insieme dopo aver trovato un appartamento nel palazzo dove abitavano Harry e Niall, e Harry era stato zittito da Louis che aveva pregato affinché accadessero solo cose positive, affinché nella loro casa entrassero solo persone buone, per far sì che ci sia più felicità che tristezza, e per proteggerli da tutti i mali.
Aveva ricominciato ad andare in chiesa una volta ogni tanto con Louis, che ci andava abitualmente. Si sedeva, ascoltando quelle parole su cui a volte era in disaccordo, ma che a volte lo illuminavano su una questione di cui non era a conoscenza.
Aveva sempre visto un po' di persone camminare verso l'angolo più nascosto della chiesa per accendere una candela. Che sarebbe servita per aiutarli a superare la settimana, per pregare per un amico in difficoltà, per ringraziare Dio della sua benevolenza, una candela per qualcuno che si amava e che si è perso.
Harry non è andato al cimitero da sua mamma, dal giorno del funerale, rifiutando di doversi rendere conto che lei era solo una pietra ed un bouquet di fiori al di sopra. Non l'ha mai nemmeno onorata in qualche modo particolare, cercando di evitare di scendere a patti con la sua assenza per anni.
Poi il prete gli aveva spiegato che ovviamente non avrebbe mai avuto la conferma che sua madre potesse sentirlo, che non avrebbe cambiato il fatto che lei non ci fosse più, ma che accendere una candela e parlare con il cuore in mano come se lei lo stesse ascoltando sarebbe stato il modo migliore per liberarsi di quel peso che si era portato dietro per undici anni.
Fa un respiro profondo, prima di cominciare a parlare nella sua testa. Cerca di superare l'esitazione iniziale, e si ritrova a parlare ad Anne con il cuore in mano, sentendo il peso scendere lungo le guance insieme ad ogni parola.
Le racconta dei suoi studi, di come stia realizzando i suoi sogni anche se a volte sembra impossibile.
Le racconta di quanto gli sono mancate le giornate trascorse insieme a Nizza, e di come avrebbe amato il nuovo menù a Le Méridien.
Le dice anche che suo padre ha conosciuto una persona, una persona che gli piace davvero tanto. Le racconta che sono migliori amici, e che ne è estremamente felice. Le racconta anche di Judith, la donna con cui sta in quel momento, che gli sembra carina.
Le chiede di perdonarlo per non averle parlato per tutto quel tempo, per aver finto che non fosse accaduto nulla, per aver evitato di guardare le fotografie nella vecchia casa. Le chiede di perdonarlo per non essere sempre stato il figlio perfetto, e di perdonarlo per aver aspettato più di dieci anni per accettare il fatto che lei non sarebbe più tornata.
E poi le racconta di Louis.
Le racconta come si sono conosciuti, quanto sia una persona divertente che lo tratta come un principe, assicurandosi sempre che sia la persona più felice. Le dice quanto ama qualunque cosa di lui, e di come sia capace di guarirlo quando gli sta vicino.
Quando ha finito di parlare, ha l'impressione di essersi liberato di una parte del gran casino che aveva in testa e si inchina leggermente, tirando su con il naso un'ultima volta prima di dirle addio, promettendole di tornare ogni settimana per farle visita e accenderle una candela per tenerla aggiornata sugli eventi.
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Hate me to the moon. || Larry Stylinson || Italian Translation
FanfictionStep-brothers!AU || HateToLove!AU L'ultima cosa che Harry avrebbe voluto fare sarebbe stata trascorrere l'intera estate bloccato con la nuova fidanzata di suo padre e i suoi figli. Vuole saperne ancora di meno quando capisce che lei è una dittatrice...
