Capitolo 1.

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La sveglia suona come sempre puntuale alle 7. Mio fratello irrompe nella stanza -Amy alzati- dice e se ne va, sbuffando mi alzo e inizio a prepararmi. Mi metto un felpone gigante, si muore dal caldo ma devo comunque coprire i tagli, lo abbino a un jeans strappato e con delle Converse alte nere, zaino in spalla e scendo le scale trovando mio fratello che parla a telefono appena mi vede stacca -Chi era?- chiedo -Non sono fatti tuoi- risponde, annuisco, mi aggiusto meglio lo zaino sulla spalla ed esco di casa. Arrivo a scuola. Per tutte e 5 le ore non faccio che pensare a mio fratello, con chi stava parlando a telefono? Arrivata a casa mi butto stanca sul letto, domani devo iniziare a dare ripetizioni a coso là, come si chiama...
Intendevi Travis?
Si proprio lui.
Dovresti essere contenta!
E perché scusa? Lui si sa che é una testa di cazzo, é solo uno con la testa montata.
Non giudicare un libro dalla copertina Amy...
Come vuoi tu...
Prendo il cellulare che ha iniziato a squillare e rispondo :
-Pronto?
-Ciao Amy, sono Giulia, sta sera c'è una festa al nuovo locale, vuoi venire?
-Ovviamente, a che ora?
-Alle 8 ti vengo a prendere, hai bisogno di andare a fare shopping o hai già il vestito?- mi ricordo del vestito nero e allora rispondo.
-C'è l' ho già grazie. Ci vediamo alle 8.
-Okay a dopo.
Stacco la chiamata e provo a dormire un pò. Stavo per prendere sonno ma mi suona il cellulare, rispondo senza vedere chi è :
-Pronto?
-Ciao, tu sei Amy?- è una voce maschile sconosciuta, non so chi sia.
-Si sono io, tu chi sei?
-Io sono Trevis volevo solo dirti che domani non posso fare lezione con te...ma magari potremmo fare altro...- dice con voce maliziosa.
-No grazie comunque se non puoi meglio per me.
-Domani passo a casa tua alle 5- dice con voce abbastanza incazzato.
-Cazzo se sei lunatico!Comunque ho due domande : come fai ad avere il mio numero e come fai a sapere dove abito?- chiedo.
-Bhe, ho i miei informatori...-Dice.
-Adesso devo andare ho un impegno MOLTO più importante - continua.
-Okay ciao-.
Stacco e lo salvo nella Rubrica = Testa di cazzo.
Ci sta a pennello, sì direi proprio di sì.
Mi alzo dal letto, guardo l'ora, sono le 6, meglio se mi sbrigo.
Mi faccio una doccia lavandomi anche i capelli, li asciugo col fono e inizio a vestirmi.
Mi metto un vestitino nero, molto aderente, tutto brillantinato, che mi arriva a metá coscia, con una cintura bianca in vita, ci abbino dei tacchi neri e inizio a farmi i boccoli, finisco e inizio a truccarmi. Appena ho finito inizia a squillarmi il cellulare, rispondo a Giulia :
-Hey.
-Hey bambola, sei pronta?
-Sì, dove sei?
-Sotto casa tua, scendi.
-Okay, aspettami.
Chiudo la chiamata, prendo la borsa e scendo le scale (stavo anche prendendo una caduta assurda ma dettagli).
Arrivo sulla macchina di Giulia, mi saluta con un bacio sulla guancia
-Hey tesoro, sei bellissima.
-Grazie, anche tu-
La squadro meglio e ammetto che é proprio bella, indossa un vestitino verde smeraldo che, per quando riesco a vedere essendo che siamo sedute, gli arriva poco più giù della metà coscia.
É sempre stata bellissima ma, oggi, con questi capelli marrone chiaro, non più ricci come sempre ma lisci, é veramente spettacolare.
Mi ricordo quando lo conosciuta, una ragazza con tutto il viso coperto dai suoi fantastici ricci, mi ricordo quando glieli levai dal viso e glieli misi dietro le orecchie, lo spettacolo più bello mi apparve davanti : i suoi bellissimi occhi verde chiaro, quasi sul giallo, che ho amato dal primo istante e che amo ancora adesso. Sorrido al ricordo della sua timidezza all' inzio.
-Siamo arrivati Amy.
-Okay- dico scendendo.
Scendiamo dalla macchina e, con le nostre borsa in mano, ci dirigiamo all' interno del locale. Appena entrate ci avvolge una puzza di fumo e alcool tremenda, mi dirigo verso il bancone per ordinare dalla Vodka alla menta, la ordino e inizio a bere, uno, due, tre e mi ritrovo già brilla, mi alzo e vado a ballare in pista, inizio a muovermi seducemente (cosa che non avrei seriamente mai fatta se non fossi ubriaca). Mi sento presa per i fianchi, inizio a ridere, muovendo più sensualmente il bacino, inzio a sentire la sua erezione, rido, mi giro per vederlo in faccia, lo vedo, sono ubriaca ma non abbastanza per non riconoscere quel viso, vedo l' ultima persona che vorrei vedere...

Grazie al destino.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora