Quegli occhi, sporchi, da lontano si vede la cattiveria già dentro. Non mi sarei mai immaginata di rivederlo dopo 1 anno. All' improvviso riprendo subito lucidità e provo a divincolarmi dalla sua presa ferrea, niente, è troppo forte. Inizio a piangere.
-Cosa vuoi ancora?! Vuoi uccidere anche me adesso?!- urlo.
-Tesoro, non ti ucciderei mai...- mi dice offesso.
-Cosa vuoi allora?!- chiedo.
-Voglio farti soffrire- risponde.
-Perché?!- chiedo.
-Perché non è giusto che tutte quelle persone possano stare con te e io no!- dice incazzato.
Gli sputo in faccia -Mi fai schifo!-
Si pulisce il viso e si avvicina al mio orecchio e sussurra -Per adesso non ti faccio niente ma, sappi che, non finirá quì...- detto questo lascia la presa dai miei fianchi e sparisce tra la folla. Inizio a cercare disperatamente Giulia, la trovo e senza darle spiegazioni la faccio uscire dal locale, preoccupata mi chiede :
-Che succede?- apro bocca per dirgli la verità ma poi ripenso alle parole che Aron in tutto questo tempo mi ha sempre ripetuto : 'Racconta qualcosa a qualcuno e ne pagheranno i tuoi cari...'.
-Solo...non mi sento bene...possiamo tornare a casa?- chiedo, mi guarda, mi scruta molto attentamente e poi risponde -Certo-.
Arrivo a casa e senza neanche cambiarmi mi addormento.
La sua risata risuana nelle mie orecchie mentre ci avviamo alla festa del nuovo locale nuovo che sta ad un' ora di lontananza. Poggia la sua mano sulla mia coscia. Mille brividi.
-Amore come va a scuola?- mi chiede Andrea.
-Bene, grazie.
-E i ragazzi? Sono più fighi di me?- ridacchio per la sua gelosia.
-Sai che nessuno potrà mai essere figo quanto te.
-Ovviamente.
Dopo poco più di 20 minuti lo vedo sbarrare gli occhi, accigliata chiedo :
-Che succede amore?- mi sorride falsamente.
-Niente, tranquilla piccola, ricordati solo che ti amo e ricordati sempre di questo bacio chiaro?- chiede, annuisco non capendo, poi mi bacia. Lo sento mettersi sopra di me, probabilmente per proteggermi, poi solo uno schianto, urla e poi buoio.
Mi risveglio con un mal di testa infernale, mi alzo di mala voglia e mi dirigo in cucina per prendere qualcosa per alleviare il dolore atroce. Arrivo e trovo mio fratello intento a prepararsi la colazione.
-Buongiorno Amy.
-'Giorno.
-Ti sei ubriacata ieri?
-Un pó perché?
-Hai delle occhiaie tremende- dice disgustato ma ridacchiando contemporaneamente, accenno un sorriso e mi dirigo in camera subito dopo aver preso una pastiglia. Oggi ovviamente non vado a scuola. Sento bussare alla porta :
-Entra!
-Amy senti ma per caso questa notte hai avuto un incubo?- mi ricordo dell' incubo di questa notte, le lacrime chiedono di uscire ma le ricaccio dentro. Non davanti a Riccardo.
-Sì ma sta tranquillo, nulla di importante.
-Okay.- dice e se ne va.
Mi stendo nel letto guardando il soffitto, penso all' incubo di questa notte, era tanto che non lo facevo, da una parte sono contenta di aver sentito la sua voce, le sue mani e di aver sentito il sapore delle sue labbra. Dall'altra parte sono triste, forse avrei preferito scordarmi di lui, delle sue mani, delle sue labbra, del suo corpo.
Bussano alla porta.
-Riccardo vai tu!
-Sto al cesso!
-Okay.
Mi alzo dal letto e mi dirigo alla porta, la apro e mi ritrovo davanti Trevis, sbuffo.
-Cosa vuoi?- chiedo scocciata.
-Senti neanche a me fa piacere 'sta cosa, quindi, vedi di non rompere le palle, chiaro?- chiede già abbastanza incazzato. Ma chi si crede di essere?!
Lo guardo male mentre lo faccio entrare in casa.
-Chi era alla- prova a dire Riccardo ma si blocca appena vede Trevis.
-Che ci fa Trevis Evans a casa nostra?- chiede alzando un pò il tono della voce.
-La prof mi ha incaricato di dargli ripetizioni di matematica- rispondo.
-Stai attenta.- mi avvisa mentre salgo le scale diretta verso la mia camera. Arrivati in camera mia Trevis mi guarda malizioso.
-Cosa vorresti fare in camera tua? Sai io un' idea c'è l' avrei.- dice, io ridacchio fingendomi maliziosa.
-Anche io-
-Allora perché non la mettiamo in pratica?- chiede sempre malizioso.
-Si facciamolo allora- rispondo -Vado a prendere i libri infatti.- continuo, mi guarda non capendo, poi capisce e dice :
-Stronza.
-Testa di cazzo.
-Cogliona.
-Figlio di puttana.
-Mocciosa.
-Brutto pezzo di merda.
-Vaffanculo.
-Ficcatelo nel culo.
-Te lo ficco io nel culo.
-Senti, finiscila, studiamo e non rompere le palle.- detto questo vado a prendere i libri. Torno carica di libri e quaderni, li butto sul letto e dico :
-Bene iniziamo, apri il libro.- apre il libro e inziamo a 'studiare'.
*********
-Cazzarola te l' ho spiegato mille volte e non lo capisci?! Basta ! Mi sono rotta le palle!- dico.
Sono due ore che gli sto spiegando la stessa cazzo di pagina!E adesso basta!
-Ehy non è colpa mia!
-Infatti, è colpa di mia nonna.
-Ma dai si sa che sei tu che non sai spiegare!
-Vaffanculo!
-Ricambio con piacere.
-Non te ne vai? Sono le otto.
-Si ora vado.
Per educazione, e dico solo per educazione, lo accompagno alla porta. Mi saluta con un bacio sull' angolo della bocca. Mille brividi. Senza salutarlo gli sbatto la porta in faccia. Salgo in camera. Non ho fame. Morivo dal sonno quindi mi addormento subito.
Mi sveglio di tarda notte, verso le 4, mi alzo e mi dirgo in cucina per prendere un bicchiere d' acqua e riandare a dormire. Salgo le scale e mentre mi avvio in camera vedo la porta della camera di mio fratello semi aperta, origlio un pò.
-Sì...oggi...no...se gli fá qualcosa lo ammazzo...okay...ci sentiamo domani, okay?Okay a domani...- Stacca la chiamata.
Non capendo mi dirigo in camera.
Con chi parlava al telefono? Di chi stava parlando?
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Grazie al destino.
RomanceAmy People. Immaginatevi una ragazza bella, sempre gentile, affettuosa e amicona. Avete immaginato? Bene ora scordatevelo. Amy People è una ragazza ribelle e acida. Di certo non si immagina che inizierà a di nuovo a provare l' amore, sentimento che...