Il sogno

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Ormai sognare é diventato una tortura dopo l' accaduto a Londra con il capo, per quanto mi sforzassi di non pensarci durante il giorno mi ritrovo sempre alla sera a farci i conti soprattutto quando   rimango da sola, stessa scena:lui ed io che ci scambiamo sguardi di odio,  la voglia di vendicarmi e la mia sconfitta, dannazione basta pensarci!Due candelabri illuminano il balcone, con una luce accecante che cerca di illuminare la mia strada per poi iniziare a diventare fiocca come  se non riuscire a cacciare i mostri che mi circondano;sembra che la stiano spegnendo apposta per abbandonarmi al buio ed essere divorata dalla paura. Appoggio la testa di lato e chiudo gli occhi per intensificare la sensazione del freddo che punzecchia le mie guance; apro gli occhi e vedo uscire dall'oscurità una figura, vorrei tanto che fosse un'allucinazione.
Spero di non trovarmi di fronte la persona a cui ho dato fiducia, colei  che ho sempre soccorso quando aveva bisogno di me, il destino si diverte a fare scherzi e a quanto pare ora tocca anche a me. Appena sbatto le palpebre me la trova davanti.
Ho male al  cuore, come fa la gente a dimenticare anni di amicizia? Come fa la gente  che hai amato a cui daresti persino la tua vita a pugnalarti esattamente mentre ti abbraccia?Perché le persone più vicine a noi alle quali doniamo la nostra fiducia sono quelle che ci tradiscono?
"perche?perché mi hai fatto questo"
Lei esce dalla coperta del  buio che la avvolge per proteggere una persona spregevole come lei. Vedo il viso di un angelo, un demone mascherato  da angelo. Un  sorriso si disegna nel suo volto per rinfacciarmi che la situazione la diverte: adesso sono io la preda.
"Semplice tu non vali niente! Ti ero "fedele" solo per raggiungere il mio scopo, tradotta con parole semplici io  ti ho usato, meno male che ora non mi servi più , eri così irritante"
Allo schioccare delle dita mi trovo due tizi alle spalle , elaboro in fretta una fuga ricordandomi  del fiume che scorre al di sotto del balcone e prima che mi afferrassero mi ero già buttata da esso.
Stó cadendo noto due persone sopra il tetto che non avevo mai visto.
Provo a immortalare la loro immagine, nel frattempo loro mi vedono che sto' precipitando dal balcone. Penso che finalmente tutto è terminato e che posso tirare un sospito di sollievo, no dai non ci posso credere!
A causa della corrente finisco con lo sbattere contro una roccia, gli ultimi pensieri furono dedicati a quella vipera che un tempo ritenevo amica e con tutta la forza che mi era rimasta cerco di non perdere coscienza ma fu inutile, "Ma-martina" e una lacrime solitaria riga il mio viso e poi buio.
Di solito dopo questo mi sveglio ma sta volta la cosa é diversa.
Completamente stordita,noto uno degli incappucciati che mi sta togliendo dall' acqua per riportarmi sul terreno é una bambino non molto più grande di  me e l'unica cosa che si riusciva a vedere nel buio sono gli occhi color caramello,aspetta un' attimo questi occhi li ho già visti  a Londra , in nave e anche durante la giornata di ieri , la rabbia per Martina viene improvvisamente affogata dalla curiosità di scoprire chi sia l'individuo che ho di fronte, tento di mettere a fuoco  la sua immagine ma finisco per vedere il buio che mi circonda.
Mi sveglio di scatto trovandomi sdraiata sul letto mentre cerco di schiarimi le idee, ma nella mia testa la domanda da farmi é fin troppo chiara
"Chi é quel tizio"

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⏰ Ultimo aggiornamento: Dec 17, 2016 ⏰

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Elena KenwayDove le storie prendono vita. Scoprilo ora