Il corridoio che separava la mia camera dallo studio/laboratorio di Reiji sembrava non finire mai, tanto che mi chiesi se il tempo stesso non si fosse fermato in quel preciso instante. Tante cose affollavano la mia mente e mi distraevano mentre camminavo per quei corridoi che ormai conoscevo bene. Il mio strano incubo (che di irreale aveva ben poco), il vestito che indossavo ora e il suo perché, ed infine una domanda ,che per anni mi ero posta tra me e me senza avere ancora trovato una risposta da considerare come tale: COSA sono io? Quegli occhi... erano come un lontano ricordo, qualcosa di estremamente familiare ma che non riuscivo a inserire nei ricordi che ancora avevo, ma per gli altri... Spesso me lo ero domandato, il perché di tutto questo, perché io e cosa esattamente dovessi ricordare. Tutto ciò che avevo ottenuto fino ad ora erano stati incubi orrendi per i primi mesi e poi, a volte, quegli occhi rossi come il sangue che sembravano sondarmi l'anima. Mentre continuavo a rimuginare sui miei problemi, le voci degli spiriti che mi giravano intorno continuamente fin dal mio arrivo aumentarono di volume.
Uccidili. Vendicaci. Uccidili tutti. Non puoi fidarti. Loro uccideranno anche te.
Ah! Se solo non fossi costretta a sentirle urlare in questo modo! Era difficile ignorare fantasmi e compagnia bella quando se ne stavano buoni e pacifici al cimitero, ma adesso era un vero inferno per me. Perdere il controllo è pericoloso per un medium, perché in quel modo qualsiasi spirito, buono o cattivo, può possederlo senza troppa fatica, usando il corpo del medium stesso, cancellando o sigillando la sua coscienza. E purtroppo era raro che a possedere un medium fossero degli spiriti buoni, e di certo quelli cattivi non si facevano troppi problemi a compiere atti illegali finché stavano nel corpo di un altro. Spesso si arriva anche all'omicidio, seguito dalla morte del medium. Ecco perché non potevo permettermi di impazzire per colpa di queste ragazze qua. Purtroppo ero pericolosamente vicina al mio limite, non sapevo quanto avrei resistito se fossero andate avanti così.
Giusto in quel momento mi fermai davanti alla porta di Reiji, alzai la mano per bussare, e mi bloccai. Non sapevo perché, ma il mio sesto senso mi diceva di non entrare, che era pericoloso. Davvero insolito. D'accordo, Reiji non era di certo il più simpatico della combriccola, ma non mi era mai sembrato granché violento. D'altro canto, visto il gran numero di morti in questa villa, forse l'idea che mi ero fatta fin'ora era sbagliata. Stavo per battere un paio di colpi sulla porta quando dall'interno sentii la voce di Reiji.
"Vuoi entrare o preferisci startene ferma lì un'altro po'?"
Sempre gentile il signorino eh... Entrai quindi nello studio. L'ultima volta che lo avevo visto era pieno di provette, flaconi e boccette di vetro, mentre ora sul tavolo c'era un distillatore da laboratorio e due beute con due liquidi diversi, sulla cui natura forse era meglio non indagare. Reiji era seduto sulla sua solita poltrona, con la solita espressione annoiata che sembra dire 'Io sono il migliore, so sempre tutto e gli altri esseri viventi sono stupidi'. In effetti era davvero antipatico con quell'espressione in faccia.
"Si può sapere cosa ci facevi ferma davanti alla mia porta? Sii più svelta la prossima volta che ti chiamo. Non mi piace aspettare."
"Mi dispiace, ma mi sento ancora intontita, quindi faccio le cose un po' a rilento. Non accadrà più, lo prometto."
Il silenzio durò alcuni istanti, in cui il vampiro seduto a pochi metri da me mi fissava da capo a piedi.
"Ti piace il vestito?"
Sperando che non mi avesse fatto chiamare solo per questo risposi di si.
"Bene. Ora, visto che a quanto pare il Concilio ha scoperto di te attraverso qualcuno che ancora non conosciamo, dovrai decidere subito cosa fare per il tuo futuro."
"Come prego?" Ero decisamente confusa. Che diavolo gli era preso a questo vampiro maniacalmente preciso?!
"Cosa non ti è chiaro? Mi sembrava di essermi spiegato bene."
Ora si che i miei dubbi si stavano dissolvendo. Veramente utile come spiegazione, non c'è che dire.
"Uh... Cos'è il Concilio?"
"L'organo politico più importante nella società dei vampiri. I tredici capifamiglia più importanti ne fanno parte, e solo il Re dei vampiri è più importante. Loro decidono le leggi, le punizioni per chi le infrange ecc. Sono il nostro tribunale. Ogni loro ordine va eseguito, a meno che il Re stesso non intervenga. Di solito però nessuno li ferma e loro fanno tutto ciò che vogliono. Ora che anche tu fai parte della nostra comunità devi imparare le nostre leggi, come comportarti in pubblico così da non farci sfigurare tutti, e come ballare."
Detto questo mi mise davanti due enormi volumi rilegati in cuoio rosso con borchie dorate ai bordi e uno strano simbolo impresso sulla copertina di ognuno.
"Ecco... Reiji, perché dovrei imparare tutte queste cose? Io non voglio nemmeno apparire in pubblico, tanto meno se circondata da vampiri."
"Perché ormai il Concilio sa che la nuova sposa era un vampiro ancora prima di arrivare qui, sempre che non lo sapessero già, e da adesso in poi saranno in tanti quelli che vorranno avvicinarsi a te per ottenere il trono. Troverai il resto scritto in quei libri. Le lezioni di galateo le farai con me, mentre quelle di danza con Raito. Ora puoi andare."
Detto questo si girò e prese un libro dal tavolino posto tra le due poltrone e cominciò a leggere. Rimasi alcuni secondi a guardarlo, poi sospirando mi alzai e tornai nella mia stanza. Non sapevo perché, ma l'atteggiamento di Reiji mi aveva dato fastidio. La cosa strana era che di solito lui si comportava sempre così, ergo quella a comportarsi in modo strano ero io. Questo vestito fin troppo bello mi aveva davvero scombussolato, dovevo schiarirmi le idee. Dovevo assolutamente farlo, come dovevo assolutamente togliere il vestito.
POV REIJI
Sayuri era appena uscita, dopo aver visto che non avevo nient'altro da dirle. Quando la porta si fu chiusa dietro di lei, abbassai il libro che avevo in mano e sospirai pesantemente. Chiunque avesse parlato al Concilio di Sayuri era più furbo di me, che non mi ero accorto di nulla fino a quando non avevo ricevuto la lettera che ora stava sul mio tavolo. Oppure era proprio perché Sayuri era un vampiro che era stata mandata qui? Dannazione, che gran mal di testa. Forse una tazza di tè avrebbe migliorato il mio stato d'animo. Mi alzai e andai verso il fornello sulla scrivania. Di solito lo usavo per i miei esperimenti, ma a volte lo usavo anche per scaldare l'acqua per il tè. Mentre aspettavo che l'acqua andasse a ebollizione un movimento fulmineo fuori dalla finestra catturò la mia attenzione. Nulla più che un'ombra che sparì quasi nello stesso momento in cui era apparsa. Avvicinandomi alla finestra per guardare fuori potei constatare che non c'era nessuno, ma la sensazione di sentirmi osservato non se ne andava. Decisi quindi di chiudere la tenda, e tornai a controllare il becker con l'acqua, che stava giusto iniziando a bollire. Una tazza di tè bollente era l'unica cosa di cui avevo bisogno per calmarmi e riflettere sul da farsi. Dovevo riflettere. Non avevo scelta.
Angolo dell'autrice:
Ok, lo so. Sono mesi che non pubblico capitoli di questa fic. Ora lasciatemi spiegare perché. Il fatto che io non pubblichi non vuol dire che io non stia scrivendo niente tutto il tempo, o che mi stia grattando le palle (in maniera figurata), ma semplicemente ho cose da fare che per me hanno la priorità. Tipo la maturità con annessa tesina, la patente da prendere e altro. Io non sono una macchina e di natura sono pure pigra. Questo capitolo voglio usarlo anche per dire che in realtà io ne ho già scritti altri, ma non li pubblicherò per il momento perché devo rivedere se ciò che ho scritto mi piace. Da fastidio anche a me non riuscire a fare tutto ciò che vorrei, ma al momento non ho tempo né voglia di aggiornare con frequenza. Cercate di sopportare fino a luglio, poi vediamo come va con l'università. Grazie e spero che porterete pazienza.
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Obbligo di perfezione
FanfictionSayuri entra a far parte della famiglia Sakamaki, diventando la nuova sposa sacrificale. In particolare Reiji sembra molto interessato a lei e al suo passato. Chi è davvero Sayuri, e perché è finita lì? Chi si nasconde dietro a tutto questo? Chi si...
