Il rogo degli innocenti

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POV. SAYURI

"Reiji! Aspettami!"

Quel prepotente, capriccioso e viziato so-tutto-io mi stava lasciando indietro apposta! Ne ero certa. E nonostante i miei richiami non voleva saperne di aspettarmi, ma in fondo la macchina per tornare a casa l'avremmo dovuta prendere insieme, quindi non riuscivo proprio a capire perchè non volesse aspettarmi. Alla fine lo raggiunsi che guardava con rabbia il grande cancello dell'entrata, probabilmente aspettando la macchina che ancora non era arrivata. Quando anche io mi fermai e ripresi fiato non si girò nemmeno a guardarmi.

"Ce ne hai messo di tempo. Sei troppo lenta, dovrai allenarti."

Ah, prima mi lasciava indietro e poi si metteva pure a criticarmi. Simpatia, portami via...

"Allenarmi? Non vedo perchè dovrei."

"Perchè visto che sei un vampiro è ora che impari a badare a te stessa. Ayato sta sempre dietro a Yui, quindi nel suo caso va bene lo stesso, ma nel tuo no. Io non starò di certo a farti da balia tutto il giorno, e nemmeno i miei fratelli lo faranno, e cercheranno sicuramente di ucciderti un giorno o l'altro. Chiaro il concetto?"

Annuii soltanto, troppo basita dalla sua spiegazione per spiccare parola. Era stato assolutamente convincente, tutti i punti tornavano e, anche se mi dispiaceva ammetterlo, aveva ragione su tutti i fronti.    

"Ma chi dovrebbe provare a uccidermi?"
"Cacciatori di vampiri, altri vampiri... Scegli quello che vuoi."

Brutta faccenda. davvero una brutta faccenda. Mentre io cominciavo a capire in che razza di situazione mi trovavo, Reiji si innervosiva sempre di più vedendo che l'auto tardava ad arrivare. Mano a mano che i minuti passavano e l'orologio da taschino di Reiji ticchettava per ogni singolo secondo passato, entrambi cominciavamo ad irritarci. Dopo circa trenta minuti crollai per l'ansia e l'impaginazione.

"Ohhhh, accidenti! Ma quando arriva la macchina?"
"Non lo so, ma spero per l'autista che non manchi molto, o non arriva a domani."
"Cosa gli farai? Gli succhierai il sangue fino a che non avrà smesso di respirare?"
"No, non posso e non voglio. Mi limiterò a fare in modo che dopo essere stato licenziato non trovi lavoro da nessun'altra parte."

Ed ecco che tutte le immagini affascinanti di vampiri, morsi e dissanguamenti andavano a farsi benedire e la magra realtà in cui un vampiro non uccideva chi non era un sacrificio (quindi come me) prendeva il suo posto. Ah, che delusione! Me li immaginavo più indipendenti e trasgressivi questi vampiri. I minuti passavano e della macchina non c'era traccia, e per il nervosismo iniziai a battere un piede a terra. Intanto Reiji, palesemente incazzato nero, si era incamminato verso i cancelli a passo di marcia.

"Reiji, dove vai?"
"A casa no?"
"E come, volando magari?"
"In realtà sarebbe una corsa veloce, ma sembra quasi di volare a volte."

Ma mi stava prendendo in giro? Già ero stressata di mio, ora doveva pure lui doveva mettersi a fare lo scemo? Diamine, lui era l'unica persona con un po' di cervello in tutta la famiglia, non poteva fare questo alle mie aspettative di conversazione. Non era leale!

"Senti Reiji, non sono in vena, quindi cerca di evitare."
"E chi ha detto che io stia scherzando? L'ho mai fatto?"
"C'è sempre una prima volta per tutto. E comunque mi sembra uno spreco, visto che tra poco arriverà l'autista, no?"
"Io non credo."
"Cos'è, hai già licenziato l'autista per telefono?"
"Non dire stupidaggini, sono serio quando dico che non arriverà mai. Non senti nulla di diverso nell'aria?"

Nell'aria? Guardai il cielo è inspirai profondamente creando quella differenza sconosciuta, ma all'inizio il mio naso, benché più sensibile di una volta, ebbe qualche difficoltà a trovare qualcosa. Stavo per arrendermi,  quando un odore strano e soffocante mi riempì le narici, impedendomi di respirare per qualche secondo. Fumo. Qualcosa stava bruciando non troppo lontano da lì, tanto che potevo persino distinguere il pennacchio di fumo alzarsi verso il cielo e fondersi con le nuvole plumbee, cariche di pioggia. Guardai Reiji creando una spiegazione a quei timori che erano nati una volta visto e sentito il fumo. Lui però guardava proprio verso quel punto, come fa la tigre quando è a caccia e punta la preda. Ecco cos'erano i vampiri: dei predatori spietati e ingordi con la bellezza degli angeli nei tratti del viso, una combinazione letale.

E all'improvviso sentii la terra svanire da sotto i miei piedi mentre il corpo di Reiji era diventato il mio unico appiglio, e tutto intorno a me diventare una macchia confusa di colori, che solo vagamente richiamavano prima la scuola, poi una strada ed infine un bosco. Fu solo dopo qualche secondo che arrivò anche il rosso, rovente e soffocante. I miei piedi toccarono terra e finalmente i colori tornarono ad avere una forma. Il verde, il blu e il nero tornarono a essere alberi, il marrone tornò a formare i loro tronchi e il rosso andò a formare una torre di fuoco alta qualche metro che aveva come origine la macchina che avrebbe dovuto venire a prenderci. Il colore acceso del fuoco e la cenere bollente facevano male agli occhi e l'acre odore di carne bruciata che si espandeva insieme al fumo mi provocavano tremendi colpi di tosse. Ora tutte quelle discussioni sul futuro dell'autista erano completamente inutili e fuori luogo. Quel povero ragazzo non aveva più nessun futuro a cui aspirare. Osservavo il fuoco divorare ogni cosa lentamente, quasi a godersi quel momento più a lungo, mentre rubava la vita di qualcuno per averne una propria, anche se breve. Dopo qualche minuto cominciai a vedere qualcosa in mezzo al fuoco, come un'ombra che si alzava e camminava incurante di ciò che aveva vicino. E chiamava il mio nome. Solo Sayuri.
Mano a mano che si avvicinava i contorni si facevano più nitidi e riuscivo ormai a distinguere gli occhi, rossi come le fiamme che lo avvolgevano. Senza sapere perché tentai di raggiungerlo, di afferrare la sua mano, mentre Lui mi chiamava. Sarei probabilmente morta anche io se Reiji non mi avesse fermato e portato indietro tenendomi ferma perché non continuassi ad avanzare.

"Mi spiegheresti cosa stavi cercando di fare? Per caso sei una stupida?"

Sentendolo apostrofarmi così tornai in me dal mio stato di trance, guardando subito verso ciò che restava della macchina. Solo fuoco e morte, niente ombre o occhi rossi.

"Scusa, ma credevo di aver visto qualcuno che mi chiamava tra le fiamme."
"In mezzo al fuoco non c'è proprio nessuno vivo abbastanza da poterti chiamare. Ora andiamo via, prima che arrivi la polizia."

Di nuovo sentii il suo corpo freddo a contatto con il mio e la terra svanire di punto in bianco. Qualche secondo dopo eravamo a Villa Sakamaki, nello studio di Reiji. Finalmente Reiji mi lasciò andare e potei di nuovo camminare sulle mie gambe.

"Vai in camera tua adesso e non uscirne fino a domani. Di questa storia me ne occuperò io. Ora vai, ho bisogno di concentrarmi. Buonanotte."
"Buonanotte Reiji."

Senza aggiungere altro uscii e tornai in camera mia, troppo stordita per fare molto altro. Dopo non ricordo più nulla, solo che le mie gambe cedettero e che il pavimento era molto freddo.

Obbligo di perfezioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora