Colpo di fulmine

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"Non è fantastico, Sayuri?"
"Si, meraviglioso. Talmente bello che non so esprimermi come si deve."

Oh si, bellissimo. Di recente le cose andavano proprio a gonfie vele coi Sakamaki. Subaru mi evitava come se fossi un'appestata, Raito ci provava a ogni ora del giorno, Kanato me lo ritrovavo spesso a seguirmi come uno stalker, Ayato stava sempre con Yui e quindi anche lei la vedevo poco, Shu non mi parlava se non era strettamente necessario e Reiji... Beh, Reiji mi aveva evidentemente etichettata come una rivale solo perchè nell'ultimo test avevo ottenuto un punteggio pari al suo e quindi era un po' più sgarbato di prima. Insomma, tutto perfetto, no?

"Uffa! Vedi sempre le cose dal loro lato negativo! Cerca di vedere la parte migliore della situazione. Almeno non ti ignorano più, e sembri stare simpatica a Raito!"
"Anche lui potrebbe starmi simpatico se non cercasse di portarmi a letto ogni volta che mi vede." 
"Lo sai com'è fatto Raito. Lui fa così con tutte, all'inizio lo faceva anche con me. Ha smesso solo quando io e Ayato abbiamo cominciato a uscire insieme."

Mi voltai di scatto verso Yui. Mi aveva appena detto che l'unico modo per levarmi di torno quel vampiro donnaiolo era fidanzarmi? No, tutte ma non questa! I fidanzati davano solo noie e in più, chi mai mi avrebbe voluta? Chi avrebbe mai voluto stare con un'orfana che come passatempo aveva studiare e fare giardinaggio e che per di più parlava coi morti?

...

Già, nessuno. O almeno nessuno sano di mente.

"Credo che Raito allora mi tormenterà per il resto dei miei giorni." 
"Mamma mia come sei pessimista! Con il tuo pessimo umore poco ci manca che appesti pure l'aria."

 Sorpresa da quello scatto, mi misi ad osservare quella che per anni è stata la mia unica amica e confrontandola con quella ragazzina timida e senza amici che il primo giorno delle medie mi aveva regalato una piccola cosmea bianca. Yui che rimproverava qualcuno era un'evento. Di rado l'avevo sentita esprimersi così apertamente, alle medie era troppo insicura per farlo. Credo che diventare consapevole di chi fosse davvero e di ciò che era in grado di fare l'avessero cambiata profondamente. Probabilmente però una buona parte del merito andava anche ad Ayato, che con il suo carattere aperto e un po' infantile aveva aiutato Yui ad aprirsi. Era bello vedere che ora era in grado di essere più aperta e spontanea di qualche anno fa, era una consapevolezza che scaldava il cuore.

"Sayuri, che hai? E' da un po' che mi fissi, ho qualcosa in faccia?"

Oddio, mentre mi facevo i miei film mentali avevo continuato a fissarla senza motivo, e magari con un sorriso da ebete stampato in faccia! Che figuraccia!

"Scusami, stavo pensando. La tua faccia è perfetta." 
"Meno male, o Ayato mi avrebbe preso in giro finché non si fosse stufato!"
"Uomini. A volte sono proprio dei bambini. Sarebbe bello passare un pomeriggio tra donne ogni tanto. Ma con dei coinquilini così... temo che sarà impossibile." 
"Posso provare a convincere Ayato a lasciarci uscire da sole se vuoi. Il problema è Reiji... Non pensi anche tu che ultimamente sia intrattabile?"
"Sai Yui-chan, io credo che ce l'abbia con me perchè ho ottenuto il suo stesso punteggio al test. Bambini, per l'appunto. Ma è colpa mia per caso se mi piace leggere e studiare?!"

Come se avessi avuto molte possibilità. Essendo stata isolata da tutti all'inizio delle medie mi misi a studiare con impegno e scoprii che, con sommo sgomento dei miei compagni di classe, mi piaceva studiare e imparare. Studiavo attentamente ogni materia, compresi gli approfondimenti e materie che non erano necessarie (come storia dell'arte o filosofia). Gli insegnanti erano stupefatti e i miei compagni di classe irritati, e ciò fece si che mi isolassero ancora di più. Ah, com'è bella la vita scolastica. Assorbita com'ero nelle mie peregrinazioni mentali mi distrassi e andai a sbattere su... beh, ma su Reiji, ovvio no?

"Guarda dove cammini. Se riesci ad avere dei voti alti quanto i miei non vedo perché tu non possa prestare attenzione quando cammini in un comune corridoio, giusto?"

Calma e sangue freddo Sayuri. Calma e sangue freddo.

"Ma se eri così attento perché non mi hai evitata? Se mi sei venuto addosso vuol dire che eri distratto tanto quanto me, o mi sbaglio?"
"Ovvio che ti sbagli. Io non mi faccio distrarre da niente e da nessuno, chiaro?"
"Ok, se ne sei convinto allora va bene. Con permesso."

Mi inchinai leggermente e mi avviai verso la classe, visto che la pausa pranzo era quasi finita. Maledetto Mister Perfettino!!! Yui si fermò davanti alla sua classe, che era un paio di corridoi prima della mia, così rimasi da sola, mentre da dietro l'angolo sentivo un paio di occhi fissarmi con insistenza. Mi voltai per capire chi fosse, ma non appena l'angolo entrò nella mia visuale non c'era nessuno. Chiunque fosse, se l'era filata appena in tempo. Di nuovo mi voltai e me ne andai per la mia strada, ma la fastidiosa sensazione che qualcuno mi osservasse non volle saperne di andarsene. Per sciogliere la tensione osservai il paesaggio notturno da una delle numerose vetrate e potei scorgere una piccola aiuola malmessa su quel lato dell'edificio.Era proprio un peccato, perché con dei fiori e le giuste cure sarebbe potuta diventare una splendida aiuola. Più tardi avrei chiesto al professore se potevo occuparmene io. Almeno mi sarei potuta svagare a modo mio. Ripresi così il mio cammino verso l'aula mentre un paio di occhi verdi mi fissavano con astio la schiena.

P.V. ANIA

Quella maledetta Sayuri! Da quando Reiji l'ha difesa davanti a tutta la classe sono diventata oggetto di scherno. Ora tutti mi parlano alle spalle di quello che è successo e di come Sayuri abbia catturato l'attenzione del Sakamaki più inarrivabile e intrattabile di tutti. Lui, l'unico che avesse mai catturato il mio interesse, persino alle scuole medie. Lui studiava a casa, da privatista mentre io andavo in una scuola media rinomata per essere una delle migliori, oltre che una delle più costose. Tutti i maschi mi facevano la corte ma non mi interessavano e così li usavo e poi li scaricavo una volta che mi avevano stancato. Mi ripetevo che tutti gli uomini erano uguali e che io avevo li avevo in pugno usando il loro amore come arma. Ma quando lo vidi la prima volta tutto cambiò. Era venuto con il maggiordomo a vedere la sua futura scuola e io lo intravidi durante il suo tour privato. Bello, serio ed elegante, con un portamento da principe e il volto di un angelo su cui sostava uno sguardo bordeaux così intenso da fare male, come il mio cuore quando lo vidi. Quando mi ripresi dallo shock iniziale, mi ritrovai a pensarlo sempre più spesso, finché non ne fui del tutto ossessionata, e giurai che sarebbe stato mio, sarebbe stata la mia ultima preda. Non avrei permesso a nessuna di portarmelo via e avrei tolto di mezzo ogni ostacolo a qualsiasi costo. Non importa come.


P.S.: Ho trovato un programmino per creare avatar (non quelli blu) e ho ricreato alcuni miei personaggi. Questa è Ania.



Obbligo di perfezioneLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora