Wake Up | Malec

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08/12/2017 Day Eight: 1259
Tenetevi perchè quella di oggi è inutile e senza senso AHAHAH

L'alito infuocato del drago da cui si stava riparando dietro ad un masso gli scaldò la pelle ma non lo sfiorò nemmeno. Passò la stele sulla sua pelle disegnando una runa della precisione che si illuminò per qualche secondo prima di diventare nera.

Il suo arco era ben saldo tra le sue mani e la faretra con le frecce aveva disegnato sopra diverse rune dell'abbondanza in modo da non finire le frecce sul più bello.

Si sporse leggermente dalla sua posizione nascosta per valutare bene la situazione. Il drago sembrava troppo impegnato a bruciare qualsiasi cosa avesse davanti agli occhi per accorgersi di lui, sembrava averlo perso di vista addirittura visto che era girato da tutt'altra parte.

Guardandosi intorno, Alec notò un piccolo ammasso di rocce che formavano una specie di semicerchio e che giravano attorno al drago.

Attivando la runa della velocità, e subito dopo quella del silenzio che si trovava poco sotto, si spostò rapidamente da una roccia all'altra, rimanendo sempre nascosto e non facendo alcun rumore. In pochi secondi si trovò nascosto dietro l'ultima roccia del semicerchio, quella posizionata esattamente dietro al drago. La coda della bestia oscillava a destra e sinistra pesante e distruggeva tutto ciò che incontrava nella sua traiettoria.

Con un saltò arrivò sulla coda e, grazie all'equilibrio migliorato, riuscì a non cadere nonostante i movimenti repentini. La risalì tutta e si trovò sulla schiena del drago che nemmeno si accorse di lui, la sua pelle troppo dura per sentire anche solo il peso di Alec. Con un altro salto atterrò sulla sua testa, evitando accuratamente le due corna appena sotto le orecchie in modo da non ferirsi.

In un attimo l'arco sparì dalla sua mano e si rimaterializzò sulla sua spalla, andò a prendere una spada dalla fondina che aveva ancorata alla coscia e questa si illuminò di un bianco splendente quando entrò in contatto con la mano del Nephilim.

Si posizionò per conficcare la spada esattamente in mezzo agli occhi blu del drago e fece un respiro profondo per rimanere in equilibrio e non sbagl--

"Alexander? Alexander la sveglia," sentì una voce in lontananza ma era come se gli giungesse alle orecchie ovattata, come se coperta da qualcosa.

Si guardò intorno ma non vide nessuno e il drago, con un movimento secco della testa, lo fece capitolare giù. Cercò di aggrapparsi a qualsiasi cosa potesse raggiungere ma non trattenne nulla e si ritrovò a cadere senza la possibilità di salvarsi.

Una mano gli andò a stringere il bicipite e si trovò a sussultare, scattando a sedere sul letto. Con un'occhiata in giro si rese conto di essere nella camera di Magnus, ricollegò subito la voce di poco prima a lui e adesso che era sveglio poteva sentire il trillo del suo cellulare che lo avvertiva che era arrivata l'ora su cui aveva puntato la sveglia il giorno prima.

Raccolse il cellulare - che era finito sotto al letto non si sa nemmeno come - e spense la sveglia voltandosi poi verso Magnus. L'uomo era coperto per metà dal lenzuolo di seta e aveva la testa seppellita sotto al cuscino, come a volerlo usare da scudo contro il rumore. Ed ecco spiegato perchè, nel sogno, gli sembrava che la voce fosse ovattata.

Alec ridacchiò e si stropicciò gli occhi, ancora stanco. Il solo pensiero di dover lasciare il caldo del letto, della stanza, per vestirsi e poi dover uscire nel freddo pungente della Brooklyn delle cinque del mattino e prendere un'aereo, gli faceva venire voglia di piangere. Se poi ci aggiungeva anche il fattore che non avrebbe visto Magnus per una settimana intera lo avrebbe ucciso del tutto. Una settimana intera, andiamo!

Si chinò verso Magnus e lo liberò dalla sua stessa prigione, lanciando il cuscino per terra e lasciandogli un bacio sulla nuca. "Buongiorno," lo salutò e si fece male fisico a tenere gli occhi aperti quando tutto ciò che voleva fare in quel momento era tornare sotto le coperte e accoccolarsi contro il calore dell'altro ragazzo.

"È troppo presto per essere un buongiorno," gli fece notare questo sbuffando ma mettendosi comunque a sedere sul letto e sbaragliando.

"Non dirlo," piagnucolò Alec. "Se non lo dici non è vero," Magnus non potè che sbuffare una risata alla logica da bambino di Alec, ma lo assecondò comunque e si sporse sul letto, circondandogli le braccia attorno ai fianchi, tenedolo fermo al letto.

"Devi andare per forza?" gli chiese, la voce ovattata da dove stava parlando contro il suo fianco.

"Sì, lo sai," gli disse sospirando e arruffandogli i capelli prima di liberarsi e raccattare i suoi vestiti da dove erano sparsi per tutta la camera.

Prese la giacca di pelle adagiata sulla piccola poltrona in un angolo della camera e la adagiò sul letto, sedendosi poi per mettersi le scarpe.

"Sai che potrei aprirti un portale direttamente dentro l'istituto di Alicante, vero?" gli ricordò Magnus passandogli una mano tra i capelli in un vano tentativo di renderli decenti e appiattirli.

"Mags, sto andando lì per discutere di un eventuale accordo e pace con i Nascosti, non penso sia il caso di spaventarli così subito," gli disse sorridendo al tentativo di rendergli la mattinata più leggera.

"Posso teleportarti in un vicoletto vicino all'istituto?" provò di nuovo alzando le spalle.

"Tutto il territorio è controllato, se ne accorgerebbero e lo prenderebbero come un inganno," gli fece notare cercando l'altro calzino nero.

Lo trovò nascosto sotto uno stivale di Magnus e quando si sporse sul letto per andare a recuperarlo questo si mosse, come se fosse vivo, e si spostò fuori dalla sua portata.

Alec si voltò verso Magnus che lo guardava divertito. "Davvero?" gli chiese per niente divertito dal comportamento infantile dell'altro.

Questo di tutta risposta alzò le spalle con fare innocente ma continuò a spostare l'indumento quando Alec riprovò ad acciuffarlo. "Magnus!" lo rimproverò ma non riuscì più a trattenere le risate.

"Ok ok," si arrese alzando gli occhi al cielo ma sorridendo lo stesso quando Alec lo ringraziò, esultando mentre stringeva tra le dota il calzino.

"Quanto starai via?" gli chiese Magnus comprendo un altro sbadiglio con una mano.

"Una settimana," lo informò Alec mettendosi la giacca e guardando veloce il telefono per controllare l'ora. Aveva esattamente un quarto d'ora prima di essere ufficialmente in ritardo, sua madre sicuramente lo stava già aspettando in aeroporto insieme a Jace e Isabelle e lui davvero non aveva la minima intenzione di farla arrabbiare arrivando tardi.

"Il Presidente sentirà la tua mancanza," gli disse Magnus alzandosi dal letto e mettendosi una vestaglia di seta che nemmeno perse tempo ad allacciare in vita. Lo accompagnò lungo il corridoio e si fermarono davanti alla porta di casa.

"Mancherà anche a me," lo prese in giro Alec passandogli poi un braccio intorno alle spalle per stringerlo a sè e salutarlo.

"Ti chiamo appena arrivo," gli disse piano ad un orecchio mentre inspirava il suo profumo e affondava il viso nel suo collo. Sentì Magnus rabbrividire prima di ridacchiare.

"Sarà meglio," lo minacciò lasciandolo finalmente libero e aprendo la porta di casa, guardandolo uscire. "Ciao," lo salutò poi appoggiandosi alla porta senza staccargli gli occhi di dosso, non lo avrebbe rivisto per una settimana quindi voleva imprimersi la sua immagine bene nella memoria.

Anche se, ad essere sinceri, passava tutte le giornate ad osservarlo quando pensava che Alec non lo notasse, la sua immagine era ormai incisa nella sua mente e lui di certo non si lamentava.

"Ciao," lo salutò di rimando l'altro tornando sui suoi passi solo per lasciargli un bacio leggero sulle labbra prima di sparire via senza voltarsi.

Fatemi sapere cosa ne pensate e a domani~

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