12/12/2017 Day Twelve: 1623
La prima volta che Alec scovò il cafè, in una vietta quasi nascosta vicino casa sua, pensò di essere l'uomo più fortunato del mondo.
Quella mattina si era svegliato tardi e di pessimo umore, peggiorato ancora di più dal fatto che, una volta sceso giù in cucina, si accorse di aver finito il caffè. Dopo la doccia più veloce della storia, si infilò le prime cose che trovò dentro l'armadio, senza nemmeno porsi il problema di abbinare pantaloni e maglione visto che tanto possedeva solo vestiti neri o grigi, e uscì di casa recuperando al volo una giacca e una sciarpa prima di chiudere a chiave il portone d'ingresso.
Si strinse ancora di più la sciarpa attorno al collo quando il vento pungente di dicembre lo investì appena fuori, il cielo era completamente bianco e sembrava minacciare una nevicata da un momento all'altro. Le macchine scorrevano veloci nella strada trafficata davanti a casa sua - il lato negativo di vivere in centro città - ma c'erano poche persone per la strada, forse dovuto al freddo.
Dopo una piccola indecisione - andare al supermercato a venti minuti di camminate per poi tornare a casa e prepararselo da solo il caffè, oppure girovagare un po' in giro alla ricerca di un cafè che Alec era sicuro aver visto una volta mentre tornava a casa ma non riusciva a ricordarsi esattamente dove? - decise di farsi una passeggiata e trovare un cafè.
Si trovò davanti ad un intricato labirinto di viette strette e continuò a camminare, senza una meta precisa. E fu allora che lo vide, situato in mezzo ad un negozietto di vestiti e ad un ristorante ancora chiuso, c'era un cafè con una grande insegna rossa fuori.
Il locale era piccolo, come si poteva già intuire guardandolo da fuori, ma la massa di gente al suo interno lo faceva apparire ancora più piccolo. L'unica cosa che fece desistere Alec dall'uscire dubito fuori e cercarne un altro, era l'odore di caffè che gli invase il naso. Era un odore amaro, forte ed era esattamente ciò di cui Alec aveva bisogno in quel momento.
Si mise in fila dietro gli altri clienti e intanto diede un'occhiata al menù posto sopra le casse. C'era un sacco di scelta tra bevande calde, fredde, semplici oesotiche e in più una sezione interamente dedicata a dolcetti e pasticcini.
"Buongiorno e benvenuto, cosa posso servirti?" chiese il commesso richiamando la sua attenzione dal menù che stava leggendo, la fila era avanzata e toccava già a lui fare il suo ordine.
"Un americano, per favore," rispose Alec, semplice e veloce, senza aggiungere dolci o qualcosa di specifico all'ordine.
"Basta così?" gli chiese e alla risposta positiva di Alec, il barista gli sorrise. "Giuro che di solito non è così incasinato come oggi, devo chiederti di aspettare il tuo ordine di là," gli disse indicandogli la piccola saletta dove erano disposti una decina di tavoli - tutti occupati notò. "Posso sapere il tuo nome così appena è pronto l'ordine posso chiamarti?" gli chiese poi prendendo un bicchiere in carta e un pennarello nero in una mano.
"Alec," gli rispose e il ragazzo annuì.
"Diminutivo di Alexander?" chiese mentre batteva il totale del suo ordine alla cassa con la mano libera. "Sono due dollari e venti," aggiunse poi.
"Sì, non mi chiama nessuno con il mio nome intero," spiegò Alec pescando dalla tasca posteriore dei pantaloni il portafogli per prendere i soldi.
Il commesso annuì e prese i soldi dandogli il resto e lo scontrino. "Arriva subito," gli disse sorridendo, andando a scrivere il suo nome e il suo ordine sul bicchiere. Un attimo dopo stava già servendo il cliente dietro di lui. Alec si spostò e si perse ad osservare il locale.
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Odds & Evens | 25 Days of Christmas | Sterek ~ Malec |
Fanfiction▪ Sterek | Malec 01/12 Cinnamon rolls ~ Sterek 02/12 Presidente Meow ~ Malec 03/12 Seriously? You really have to pet her now? ~ Sterek 04/12 Fair ~ Malec 05/12 Biker ~ Sterek 06/12 Cooking Skills ~ Malec 07/12 First Snow Ever ~ Sterek 08/12 Wake Up...
