Prequel di "La sola eccezione".
Vi consiglio di leggere prima quello ☺️
Fanfiction ispirata al personaggio di Vampire Diaries Kai Parker.
Emily White e Malachai Parker hanno un legame forte, passionale e violento, radicato nel tempo.
Sono le due m...
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31 dicembre 1987
KaiPOV
I genitori adottivi di Emily erano andati via per passare le vacanze di Natale in Europa e avevano lasciato Emily a casa da sola. Inutile dire che per due settimane avevo praticamente vissuto lì. Tornavo a casa solamente a dormire.
Avevamo passato assieme la giornata e la serata. Emily aveva invitato un pò di nostri compagni a passare il capodanno a casa con noi. Non volevamo andare a festeggiare in centro, quindi restammo tutta la sera ad ascoltare musica e a giocare a giochi di società...proprio come gli anziani insomma.
Poco prima di mezzanotte Emily tirò fuori delle lanterne cinesi ed uscimmo tutti in giardino. Dalle case attorno arrivavano attutite chiacchiere e risate. Poi, il conto alla rovescia. Gli ultimi 10 secondi del 1987, un attimo infinito in cui i nostri occhi si incontrarono.
Vorrei dirtelo. Vorrei dirti che sei tu il mio desiderio per questo 1988. Vorrei dirti che eri il desiderio ancche del 1987 e di tutti gli anni prima. Non posso farlo però. E allora mi limito a guardarti mentre scarti le lanterne cinesi e con i fiammiferi accendi la candela al loro interno. La luce si proietta sul tuo viso. Mi guardi, sorridi. Poi lasci la lanterna che inizia a salire. Chissà a cosa hai pensato, chissà cos'hai desiderato.
Tornammo dentro casa dopo aver fatto volare le lanterne. Gli altri volevano andare a festeggiare ma io ed Emily decidemmo di rimanere a casa perché stava iniziando a piovere. Pulimmo assieme tutto il casino che avevamo fatto. Una volta finito andai a prendere la mia giacca ma lei mi fermò. -R...resteresti?- balbettò un pò imbarazzata. Sorrisi. Non aspettavo altro. -Certo.- Ci mettemmo a letto assieme, entrambi attenti a non fare movimenti bruschi come se avessimo paura di spaventare l'altro. Restammo a guardarci senza dire una parola. Poi lei, come se avesse preso coraggio passò le dita sulla mia guancia e sorrise. Sorrisi anche io di rimando e chiusi gli occhi. Poi lei si girò dall'altra parte. Ascoltai il suo respiro cercando di sincronizzarlo col mio. -Era questo il mio desiderio.- sussurrò ad un certo punto. Le strinsi la mano e la tirai a me, la sua schiena contro il mio petto. Avevo bisogno di sentirla vicina. Fuori la pioggia scrosciava. Ci addormentammo così, stretti l'uno all'altra come se fosse la cosa più normale e giusta del mondo.
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