Prequel di "La sola eccezione".
Vi consiglio di leggere prima quello ☺️
Fanfiction ispirata al personaggio di Vampire Diaries Kai Parker.
Emily White e Malachai Parker hanno un legame forte, passionale e violento, radicato nel tempo.
Sono le due m...
Dopo quella sera non ci eravamo più parlati. Mi evitava come la peste e dopotutto non mi dispiaceva. Averla guardata dormire quella notte mi aveva smosso qualcosa dentro che sarebbe stato meglio ignorare per il bene di tutti. L'unica cosa che avevo fatto era stata picchiare a sangue Steve Petra finché non mi aveva giurato che non si sarebbe più avvicinato a lei.
Comunque, quella sera ero stato incastrato da Shelby ad andare al ballo di San Valentino. Avrei preferito prendermi a mattonate le palle, ma fui costretto ad accettare. Una piccola parte di me sperava che anche Emily avrebbe partecipato.
Quando la vidi arrivare, ero appoggiato al bancone desiderando disperatamente qualcosa di molto alcolico per sopportare la parlantina di Shelby.
Emily Noemi White.
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Non era più la bambina impaurita che avevo conosciuto. Non era più la ragazza che aveva pianto sulla mia spalla dopo il "tradimento" di Gerald. Per un attimo ebbi paura perché mi sentii sommerso dalla forza animalesca che emanava. Io avevo fatto uscire questa bestia. L'avevo sempre voluta così perché sapevo che c'era qualcosa di nascosto dentro di lei che solo io sapevo come accendere. Eppure mi fece paura. Per un attimo mi chiesi se io non avessi fatto un errore a renderla tale. E non fui l'unico a rimanere a bocca aperta perché tutti si voltarono ad ammirarla. Come sarebbe stato possibile non farlo d'altronde? I suoi capelli di fuoco erano raccolti su un lato e legati con un fermaglio. Portava un vestito rosso lungo fino a terra che risaltava le sue curve, solitamente quasi inesistenti. Lei era il Demonio. La mia disperazione, la mia Nemesi. Lanciò uno sguardo glaciale nella mia direzione e poi si diresse verso il bancone dove la aspettava il suo accompagnatore, un ragazzo del nostro stesso anno. Non li avevo mai visti assieme prima d'ora. Lo sfigato doveva aver trovato il coraggio di invitarla solo perché io non ero più sulla piazza. Storsi il naso alla vista di loro due che parlottavano e mi dedicai a Shelby e all'alcool che avevo fatto comparire al posto del the freddo nel mio bicchiere, nella speranza di distrarmi dal nodo che mi si era formato alla bocca dello stomaco.
Dopo circa un'ora ero decisamente sbronzo. Shelby continuava a sussurrarmi cose oscene all'orecchio e alla fine cedetti. Insomma, ero pur sempre un maschio. La presi per mano e la trascinai con me dopo aver dato un'occhiata veloce a Emily che ci guardava con il suo tipico sguardo ferito: sospettai che lei avesse capito esattamente ciò che stava succedendo. Mi scrollai quei pensieri dalla testa e mi concentrai su ciò che mi aspettava di li a poco. Corremmo al piano di sopra e ci chiudemmo nello spogliatoio delle ragazze.