Prequel di "La sola eccezione".
Vi consiglio di leggere prima quello ☺️
Fanfiction ispirata al personaggio di Vampire Diaries Kai Parker.
Emily White e Malachai Parker hanno un legame forte, passionale e violento, radicato nel tempo.
Sono le due m...
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30 settembre 1989
KAI POV
L'occasione per frugare nella stanza di Emily si presentò un pomeriggio nel quale io avevo due ore buche grazie ad un docente che si era ammalato. Sapevo che lei non sarebbe tornata a casa prima delle 6 di sera, dunque, dopo aver rubato un pò di magia a mia madre mentre cucinava, mi materializzai nella stanza di Emily. Mi sarei preoccupato della punizione per il mio furto una volta tornato a casa. Il caos in quel momento regnava sovrano nella stanza di Ems: varie camicie a quadri giacevano abbandonate sul suo letto, i raccoglitori di scuola erano accatastati in malo modo sulla scrivania e il pavimento era una distesa di riviste e cassette di gruppi musicali. Guardai l'orologio. Segnava le 15.30. Avrei avuto molto tempo per curiosare, dunque decisi di prendermela comoda. Scovai un pacchetto di patatine ancora chiuso sulla scrivania e lo aprii mentre vagavo per la stanza. Cacciai la testa nell'anta dell'armadio che era aperta e iniziiai a curiosare tra i vestiti. Vestitini neri, gonne nere, jeans neri, top neri. Le uniche cose lontanamente colorate erano le sue camicie a quadri e il vestito che aveva messo al ballo della scuola (riposto con cura in un angolo avvolto in una plastica per proteggerlo). Scovai una sfilza di magliette di gruppi musicali tra cui....la mia felpa dei Green River che avevo data per dispersa ad una festa molto tempo prima. Quella stronza se l'era intascata! La tirai immediatamente giù dalla gruccia e la appoggiai sul letto per portarmela a casa più tardi. Avrei dovuto darle pan per focaccia e sapevo esattamente come fare. Aprii tutti i cassetti che c'erano accanto all'armadio alla ricerca di quello delle meraviglie, ovvero ciò a cui puntavo sin dall'inizio. Davanti a me, si aprì il cassetto della biancheria intima. Una fila di reggiseni e mutande coordinati occupò tutto il mio campo visivo. In quegli anni avevo ormai imparato che Emily aveva una vera e propria ossessione per l'intimo ma non ero mai riuscito a quantificare il tutto. I completi erano divisi per colore. La prima fila era occupata da quelli neri, la seconda da quelli viola, la terza da quelli bordeaux e l'ultima fila, quella a sinistra dava posto a quelli con stampe leopardate, zebrate o multicolori. Li guardai uno ad uno (alcuni li avevo già visti) e me la immaginai con addosso tutti: il mio pomeriggio aveva a quel punto preso una piega interessante. Nella mia classifica di preferenze c'erano al primo posto quello tutto nero con borchie e strani laccetti, al secondo posto quello bordeaux di raso con pizzo nero all'estremità e al terzo posto quello anch'esso nero con dei fiocchi rossi glitterati. Decisi di portarmeli via tutti e tre (con al seguito tanga coordinati) per farla imbarazzare e vendicarmi per la mia felpa. Avrei pensato in un secondo momento come fare per farle capire che li avevo io e che per riaverli avrebbe dovuto ridarmela. Li cacciai nella tasca della felpa compiaciuto e poi iniziai la ricerca del diario. Lo trovai dopo poco tempo e mi sedetti sul letto con la schiena contro il muro, pronto a immergermi nella lettura. Quando aprii il libricino e lo feci scorrere, un tripudio di insulti fece capolino non appena iniziai a scorrere le pagine. "Malachai Parker ti odio", in corsivo. "Parker fai schifo", in rosso. "Kai ti detesto", in nero. "Malachai Parker suca", sotto forma di graffito. "Malachai sei un figlio della merda", in grassetto sottolineato e calcato tanto da passare nella pagina precedente. Quel giorno doveva essere stata molto arrabbiata. Mi resi conto che praticamente ogni confessione che aveva condiviso sul diario conteneva almeno una volta il mio nome. Ero ovunque. Tornai alla pagina in cui aveva scritto e ricalcato tanto da bucare il foglio perché ero curioso di sapere cosa fosse successo quel giorno.