Sequel di CAPSIZE
L'avventura continua quando Celia fugge finalmente dalla presa d'acciaio di Elizabeth, ma gli orrori che attendono la coppia da poco libera e apparentemente felice superano le loro aspettative.
Ambientato nell'America del 1500
Than...
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(Leggete la nota a fine capitolo, è importante!)
Gli uomini ripararono il buco nel soffitto della cabina del capitano mentre Celia ed Harry facevano colazione. Erano seduti a tavola con Nerissa nella culla vicino a loro, Ana che la teneva d'occhio. Mentre veniva mangiato frutta e pane, la stanza era in pieno silenzio, eccetto per il martellare dei chiodi nelle travi di legno.
"Celia," disse Harry, rompendo il fitto silenzio tra di loro. Lei alzò gli occhi su di lui mentre masticava un morso di pane. "Possiamo parlare?"
Celia deglutì e tracannò giù un sorso di vino. "Certo."
"Fuori?"
Sentiva gli occhi di Ana su di lei, in attesa di una sua risposta e curiosa di cosa si sarebbero detti tra di loro. Celia annuì, alzandosi dalla sedia e seguendo Harry fuori sul balcone. Lui la guidò verso la ringhiera della nave. Celia fissò lo sguardo all'orizzonte, ma poteva sentire Harry guardarla con intensità. Guardò le onde sbattere contro la fiancata della nave, il liquido blu che si frantumava e formava della spuma bianca.
"Mi importa di te." disse lui improvvisamente.
Celia spostò lo sguardo sul suo viso. Lui strinse e ammorbidì la mascella ripetutamente. "Lo spero," disse lei piano, le labbra si curvarono leggermente all'insù, provando ad alleggerire la tensione tra di loro. I suoi lineamenti erano ancora duri. Lei sospirò. "Importa anche a me di te, Harry. Non è chiaro?"
"Ascoltami," disse lui, ricercando le sue mani. Lei gli permise di prenderle. "Ricordi quando ti ho detto che non ti dovevo nulla?"
Lei aggrottò la fronte. Il cuore le martellava nel petto, i palmi iniziarono a sudare per l'ansia. Lei annuì rigida mentre i ricordi di loro in piedi sulla banchina in Inghilterra le percorrevano la mente.
"Beh, ora sì. Ti ho premesso di passare l'eternità con te e la nostra bambina. Ma sei infelice. Posso vederlo nei tuoi occhi."
"Non lo sono." disse Celia.
"Lo sei," continuò lui. "Ti ho obbligata a venire in un viaggio a cui non volevi andare, ti ho fatto prendere parte a una vita che non vuoi, tutto perchè io ero così sicuro di nutrire sentimenti forti per te." il cuore di Celia mancò un battito. Harry si sforzò di trovare le parole corrette per quello che aveva detto. "Non sto dicendo che non ti amo, ti amo con tutto il mio cuore. Ma forse non eravamo pronti per il matrimonio... a unire le nostre vite."
La rabbia si accumulò nel corpo di Celia. Inspirò lentamente, prima di avanzare, i loro petti a pochi centimetri di distanza. "Io ero totalmente preparata a dedicare la mia vita a te. Ti ho sposato di nascosto, ho disonorato il mio rapporto con la Regina, ho vissuto in prigione per sei mesi e ti ho seguito in questo maledetto viaggio verso Il Mondo Nuovo per te...per te!" Lei socchiuse gli occhi blu, perforando il suo sguardo. Lei sperava che una parte della sua rabbia si insidiasse nei suoi occhi e penetrasse nel suo cuore, permettendogli di capire tutto quello che aveva sacrificato per la loro relazione.