Quella mattina mi svegliai un po' intontita, con due occhiaie a dir poco spaventose. Mi sedutetti sul letto e come al solito ero tutta aggrovigliata nel lenzuolo. "Ma che cazzo" pensai mentre cercavo di liberarmi da quella trappola mortale. Quando ci riuscii mi diressi verso la finestra e la aprii per fare passare un po' di aria. Mi stiracchiai sbadigliando mentre un leggero venticello mi rinfrescava il viso caldo dal sonno. Tutta un po' dolorante mi avviai alla porta e presi un bel respiro prima di aprire la porta e attraversare il lungo corridoio. Arrivai in bagno sana e salva. Chiusi la porta e mi appoggiai sospirando. La tensione che provavo ogni volta che ci passavo era più forte di me. Mi spogliai e entrai nella doccia. L'acqua scese, fredda e subito mi sentii molto meglio.
***
Dopo mezz'ora che stavo sotto l'acqua fredda uscii e mi avvolsi una salvietta intorno al corpo e andai nel corridoio. Arrivai davanti alla porta e la trovai socchiusa. Entrai tremante e proprio mentre aprivo la porta ...non successe niente. Chiusi e andai verso l'armadio da dove presi la biancheria, una maglia a maniche corte bianca e un paio di pantaloncini verdi. Scesi le scale e urlai "Mammaaaa !! Papà !! Buongiorno !!". Ma non ricevetti nessuna risposta. "Mammaa ...dove sei ?" andai in salotto ma non c'era nessuno. Nemmeno in cucina. Rimaneva la loro stanza. La porta era socchiusa e dentro era buio. Con la mano tremante mi avvicinai. Ma poi pensai che dopo tutte le storie horror che avevo sentito preferii non andare li dentro disarmata. Presi un coso del camino ...uno di quelli appuntiti per girare il carbone. Lo presi saldamente e raccolsi tutto il coraggio che avevo e spinsi la porta con un piede ...infilai una mano nell'oscurità della stanza in cerca dell'interruttore della luce. Quando lo trovai inspirai profondamente, chiusi gli occhi e lo schiacciai. Aprii piano piano gli occhi e con mia grandissima sorpresa trovai solamente una busta sul letto ben rifatto dei miei. Mi avvicinai e presi la lettera ma mi allontanai velocemente da quella stanza. Lasciai lo stesso la luce accesa nella stanza dei miei. Mi sedetti sul divano e detti un ultimo sguardo alla stanza. Avevo il respiro pesante. Aprii la busta e dentro c'era un biglietto. Lo rigirai tra le dita e lo aprii :
<<Ciao tesoro, io e papà siamo usciti dato che oggi è il nostro anniversario. Abbiamo fatto 15 anni di matrimonio !! Ma sono sicura che te lo ricordavi ...comunque ti ho lasciato questo biglietto che se hai bisogno puoi chiamarci. Torneremo stasera.
Un bacione Mamma
P.s. Non chiuderti in biblioteca che è una bella giornata.>>
Dopo averlo letto ho ricontrollato la calligrafia e si ...è proprio la sua. Un po' pendente da un lato e molto raffinata. Stavo per buttare la lettera quando ho avuto la brillante idea di rimetterci la mano per vedere se c'era qualcos'altro. E beh ...c'era un altro piccolo biglietto. Lo prendo e lo apro.
<<Reparto 27B, ripiano 12, diciottesimo libro partendo da sinistra>>
Ancora ? Non volevo andarci e pagare 15€ per uno stupido libro. Quasi non mi riconoscevo. Io ho sempre avuto la curiosità di scoprire. E trovare un biglietto per ben due volte dentro a casa mia con scritto di vedere un libro un tempo mi avrebbe incuriosita. Ma quella volta qualcosa mi diceva di lasciare stare. Non sapevo che fare ...la curiosità era forte ...ma una vocina interiore mi diceva di lasciare stare ...di fare finta di niente e di continuare a ignorare quei biglietti. Ma di una cosa ero certa ...dovevo decidere cosa fare.
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Dove tutto cade
HorrorAmneris stava nella sua stanza, sul letto. Stava seduta, aggrovigliata tra le lenzuola grigie. I capelli neri erano raccolti in un cucù un po' scompigliato. Stava lì, nella penombra a ripensare a quello che le era successo il pomeriggio prima. Quand...