einundzwanzig.

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mark's pv

quel giorno sarebbe dovuto venire donghyuck ed erano già le quattro, ma come biasimarlo se avesse fatto tardi.
girai avanti e indietro per il salone, sperando che qualcuno bussasse al citofono.
"sperare? ma sei impazzito? perché dovresti sperare che lui bussi al citofono?"
pensai, colpendomi mentalmente.

passarono due ore, ma di donghyuck ancora nessuna traccia, quindi decisi di uscire e di andare a raccontare tutto ad herin.
presi il telefono e aprii la porta, trovandomi il minore davanti.

eravamo a pochi centimetri di distanza, siccome mi girai di scatto quando chiusi la porta per uscire, ma lui si allontanò e abbassò lo sguardo.
«haechan...» mormorai, riaprendo la porta e lasciandolo entrare in casa.
«come sei entrato?» chiesi, chiudendo nuovamente la porta.
«il cancelletto era aperto.» disse, senza però guardarmi
«sono venuto qui per provare» continuò, io annuii e gli feci cenno di seguirmi verso la solita stanzetta, andandomi a sedere sullo sgabello, seguito da lui.

accendemmo i microfoni e io partii con le prime note della chitarra, accompagnate poi dalla meravigliosa voce di donghyuck, che mi fece, come ogni volta, venire l'istinto di guardarlo.
stavolta non ricambiò lo sguardo, bensì rimase con gli occhi chiusi, e io mi presi tutto il tempo per osservare i tratti del suo volto e le sue labbra muoversi, pronunciando in modo melodioso le parole della canzone.

smisi di suonare, troppo incantato per continuare a farlo, infatti si girò verso di me, confuso.
«cosa c'è?» chiese, passandomi una mano davanti al volto.
«mark?» continuò, ma non ottenne risposta da parte mia.
«MARK» urlò, e io sobbalzai, ma ripresi ad incantarmi subito dopo.
«porca puttana» sbuffò haechan e mi tirò verso di sé, dandomi un bacio sulla guancia.

spalancai gli occhi e mi toccai una guancia con la mano
«cos'hai fatto?» mormorai e lo guardai, in cerca di una spiegazione
«ti eri incantato a guardare la mia faccia e quindi per farti scioccare ti ho dato un bacio sulla guancia» alzò le spalle
«b-beh non dovevi farlo» guardai altrove, anche se non sapevo cosa mi stesse accadendo ultimamente
«allora nemmeno tu avresti dovuto fissarmi» disse fermamente.
«allora tu non dovresti-» mi fermai subito, e lui si accigliò
«non dovrei cosa?» chiese
«non dovresti uhm niente» scossi la testa e lui lasciò perdere.

«sai cosa? non serve a nulla provare, siamo già abbastanza bravi. se solo tu smettessi di guardarmi, alle esibizioni andremmo meglio» si alzò dallo sgabello, e io feci la stessa cosa.
«anche tu mi guardi sempre» ribattei, facendolo girare verso di me
«da oggi non più» disse per poi sospirare «non voglio più infastidirti», si allontanò verso la porta, ma riuscii a fermarlo e girarlo verso di me.
«dove vai?» chiesi e lui guardò il suo polso circondato dalla mia mano
«a casa?» cercò di staccarsi dalla mia presa, ma per qualche ragione continuai a tenere il suo polso
«basta mark! lasciami» riuscì a staccarsi e corse via, di nuovo.


°

beh che direbbi mark è un po' downino

HETERO: markhyuck.Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora