Si aggrappa al mio braccio, ha paura, è risaputo.
"Mattí" sussurra, nel caos generale. "Stellí stai tranquilla sarà solo andata via la corrente" dico tenendole il braccio. Riusciamo a raggiungere gli altri, mentre cerchiamo come uscire per tranquillizzare Emma. Mentre cammino verso l'uscita, non riesco a concentrarmi. Mi sento catapultato a prima. A lei che si alza sulle punte e poggia le sue labbra sulle mie. Non me lo aspettavo, non me lo meritavo. Fa sempre uno strano effetto tenerla così vicina, così mia. Ma non posso concedermi il lusso di abituarmi, lei non può volermi è per il bene di entrambi mi ripete sempre. L'aiuto a salire le scale mentre è sempre attaccata al mio braccio e sembra rasserenarsi quando arriviamo fuori.
Non voglio già lasciarla andare, non voglio accontentarmi delle briciole ora che posso averla per più tempo. È stupido negarlo ancora ci penso a lei. Penso ai sotterfugi, ai litigi, alle incomprensioni e al fare l'amore due mesi dopo come due amanti. Penso ai silenzi, al mandarsi email maledicendosi per aver bloccato la chat. Poi sbloccarsi, registrare "schiena", bloccarsi ancora. Non abbiamo mai avuto un inizio, un percorso, una fine. Noi siamo complicati nel volerci. Ma sta sera lei è diversa, dopo quattro anni non ha avuto problemi nel mostrarsi con me. Non so cosa pensare.
"Ale che cazzo vuol dire vedi cose strane? Dai cazzo qui la gente si fa i film!" Mi giro verso le ragazze guardando interrogativo. Mi avvicino ad Emma che mi fa vedere una storia della Naskà. C'è la canzone di prima e una frase: "vedo cose strane". Vedo Emma infastidita, non capisco perché. Dopotutto ha pubblicato anche lei storie direttamente con me. Non capisco, so solo che la Naskà cancella la storia. Ed io mi freddo.
Francesca mi guarda e capisce, che mi sto incazzando e che la cosa potrebbe non andare a buon fine visto me e visto Emma.
"CoffeePot o Palmerie?" Chiede Francesca per spezzare un po' di tensione. "Palmerie" dico andando verso la macchina. "Ce vedemo la" chiudo la portiera senza neanche guardarla.Guido, corro, troppo per essere in centro. Ma sto scazzato. Arrivo per primo e conoscendo il proprietario mi accoglie in maniera molto amichevole chiedendomi come sto e se sono solo. "A proposito, sta venendo Emma Marrone con due amiche. Ce potresti mette in un posto un po' più riservato" lui mi sorride e "certo ovvio" dice mettendosi a disposizione. Mi lascia al nostro tavolo e due minuti dopo ti vedo entrare. Sei bella. Hai una scollatura profonda che ti fa troppo onore e questa cosa mi fa imbestialire, non te devono guardà come te guardo io. Mi guardi a mo di scusa, hai capito, mi hai capito.
La serata passa così, tra un dolce diviso a metà, la tua gamba attaccata alla mia, un selfie con la mia bandana rossa e sconcerto su i social.
"Voglio fumare" mi dici, mi alzo e usciamo dalla porta di servizio che da sul retro. Mi guardi come aspettandoti spiegazioni ma non ne avrai. Mi abbasso, ti avvicino e ti bacio. Questa volta con calma, rabbia, mancanza. Ne avevo bisogno. "Quando la finirai di mandarmi via?" Chiedo staccandomi dalla tua bocca. Sembro implorarti. "Non possiamo fidarci, siamo sempre lontani" mi dici battendo i pugni sul mio petto. "Domani sera stai con me, da soli" ti chiedo, ti passi la mano nei capelli e mentre ti accendi la sigaretta mi dici che sei impegnata con le ragazze, che poi partirai per Londra, che io sono impegnato che, che, che...
"Io ti voglio Emma, non ce la faccio più a viverti così, a pretendere che io non vada a cena con altre, in vacanza con altri" lei mi guarda non risponde, ho detto la verità, e poi mi viene un'idea. "Vieni a Fregene con me sta sera. Andiamo a casa mia, non c'è nessuno. Voglio stare con te, voglio parlare tutta la notte e fare l'amore" lei spegne la sigaretta e annuisce. Andiamo via.
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Ogni inizio è negli occhi
FanficCome certa musica che, senza sfiorarti, ti stende al tappeto per terra, ansimando per averne ancora, in una pozza di sudore e lacrime e pioggia. Ecco, io il sesso più bello della mia vita l'ho fatto così, senza che nessuno sfiorasse nessuno, con gli...