Oggi non vedo in giro nessuno, non c'è nessuno sul serio.
Se mi affaccio dalle sbarre della mia "camera", non vedo nessuno. Che fine hanno fatto gli altri?
Che palle, cioè sì è meglio così..
Se non c'è nessuno posso scappare, e credetemi, ne ho tanta voglia.
Però, se non c'è nessuno io non posso parlare e finirò per impazzire; qui di solito parlavo con Jen, una 20enne Australiana non molto sana di mente, da quanto ho visto ma almeno parlavo con qualcuno.
Sono le 10:34, hei..
Siamo chiari, non ho un orologio o un telefono (magari.)
Ho solo visto l'orario dal comune, la mia piccola finestra nella mia altrettanto piccola stanza ha davanti il comune, che ha un gigantesco orologio quindi di solito mi oriento con quello.
Comunque, è passata già un abbondante mezzoretta da quando tutti sono andati via, e ovviamente io sono ancora qua..
"Hei Jen!"
Jen è arrivata, con un altra ragazza..Non mi ha rivolto la parola ed è entrata con questa nella sua stanza, prima che qualche infermiera buttasse la chiave e chiudesse entrambe dentro.
Un ragazzo moro, alto, occhi color nocciola e con dei..bellissimi muscoli aggiungerei, si è avvicinato alle sbarre della mia stanza.
"Vuoi qualcosa..?" Dico io, abbastanza sorpreso.
"Apri." Risponde lui.
"Perché?"
Sbatte le mani contro le sbarre e le scuote con ferocia, ringhiando contro di me.
Non ci penso due volte e chiamo un infermiera lì vicino, chiedendole se può aprire per il ragazzo.
Lei apre con tutta tranquillità e fa entrare quel Godzilla dentro la mia stanza. Mamma mia che paura!
Mi avvicino a lui, notando che ha preso posto sul mio letto senza dirmi nulla o solo chiedermi il permesso.
"Hei! E' il mio letto."
"C'è solo un letto, quindi ci toccherà dormire insieme. Solo l'idea mi disgusta parecchio, bleah."
Cerco di mandar giù le sue parole e deglutendo gli do una risposta.
"Perché dovremmo dormire insieme?"
"Perché sono il tuo compagno di stanza."
A quelle parole spalanco gli occhi, pensando che quel mostro sarebbe stato lì per molti anni ancora.
Mi avvicino di più a lui, sempre con cautela e mi stendo sul letto, dalla parte del muro e rannicchio le gambe al petto, senza dir nulla per non infastidirlo.
"Tu sei?" Mi urla contro lui, dandomi un pugno sulla schiena che mi fa gemere all'istante dal dolore.
"Zayn..tu?"
"Liam."
Senza aggiungere più nulla, stringo il lenzuolo fra le mani in un pugno per poi stringere i denti.
"Zayn! Non puoi ignorarmi, nessuno può." Dice Liam, passando una mano sotto la mia maglietta e graffiandomi violentemente il petto, mi fa girare immediatamente dalla sua parte, con le lacrime agli occhi.
"D-Dimmi."
"Non ho un cazzo da dirti, solo non devi ignorarmi perché nessuno può."
Annuisco alle sue parole, ancora dolorante per il pugno e i graffi sullo stesso punto, continuando a piagnucolare come un bimbo.
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You suck.
Fanfiction"E lo giuro, lui, il suo solo respiro mi faceva diventare pazzo."