La vita che tutti conoscevano e ricordavano non esiste da decenni. La civiltà invece di evolversi è decaduta: gli umani per colpa delle loro guerre hanno distrutto non solo ciò che avevano creato, ma anche se stessi.
Le razze minori, come i vampiri e i licantropi, hanno dovuto prendere il potere e ricostruire ciò che avevamo perso per colpa di creature così stupide da essersi portate da sole all'estinzione. Noi, al contrario loro, abbiamo imparato a convivere, nonostante apparteniamo a razze completamente differenti. Ci siamo adattati e abbiamo suddiviso i territori equamente.
Mio padre è il capo di uno dei clan più forti d'America; quindi io, sin dalla nascita, venni obbligata a restare rinchiusa a castello. La vita fuori da Portland per me non esisteva: passavo le giornate a leggere o a parlare con le guardie incaricate di tenermi sott'occhio. A volte uscivo a giocare con i miei coetanei, ma non mi è mai piaciuto a causa della loro diffidenza nei miei confronti.
Tutto però, è cambiato alla morte di mia madre: mio padre divenne più protettivo ed esigente e sfortunatamente dovetti pagarne io le conseguenze. Avevo meno libertà e meno momenti di solitudine. Come potevo biasimarlo.. aveva perso la donna che amava nonché sua Compagna e per un vampiro, questo, potrebbe portare persino alla pazzia.
Fortunatamente mi lasciava libera di perdermi tra quei folti boschi: Il cinguettio degli uccelli e il fruscio delle foglie mi ha sempre tranquillizzata, ma negli anni, c'era ben altro che mi attirava in quel posto.
Ogni anno, durante il giorno del mio compleanno, uscivo e mi addentravo tra gli alberi. Mio padre ha sempre creduto che lo facessi per dimenticare tutto per quel poco che mi permetteva, ma non era così...
Inizio flashback
5 anni fa
Continuai a correre ridendo: Marshall non mi avrebbe presa, non questa volta. Mi fermai e mi guardai intorno: come al solito avevo finito per perdermi.
Iniziai a saltellare in giro, soffermandomi sul rumore che facevano i miei stivali quando schiacciavano la neve. Non mi accorsi di essermi incantata fino a quando sentii un fruscio alle mie spalle.
Presi un piccolo legnetto e mi girai, puntandolo verso il cespuglio da cui proveniva quel rumore. «Marsh..sei tu?» mi avvicinai e una risposta non tardò ad arrivare. Non erano parole, bensì un muso; un piccolo muso dal pelo candido come i miei capelli; ne rimasi affascinata. Non sapevo, però, se si trattasse di un normale lupo o di un licantropo.
Presa dalla curiosità e da un briciolo di coraggio inaspettato mi accucciai, guardandolo «ti sei perso piccola palla di neve?» lui piegò il muso di lato e poco dopo annuì. «allora non sei l'unico» dissi ridendo.
Allungai una mano per accarezzarlo, ma una voce affaticata mi fece voltare «Lillian..finalmente ti ho trovata..» sorrisi e lo salutai «eccoti Marsh! finalmente sei arrivato..guarda chi ho trovato!» mi rigirai con l'intento di mostrargli il piccolo lupo, ma non lo trovai. «mi farai vedere un'altra volta cos'hai trovato. Ora torniamo a castello, prima che tuo padre mi uccida per il ritardo» disse porgendomi una mano.
Sbuffai e mi alzai, afferrandogli la mano; incamminandoci, però, sentii come in un sussurro una voce nella mia testa che mi diceva «ci rincontreremo, fiocco di neve». udite quelle parole un sorriso apparve sulle mie labbra e continuai a camminare al fianco di Marshall.
fine flashback
Da quel giorno, ogni anno, vado nel bosco da sola per incontrare quella creatura dagli occhi turchesi. I nostri incontri non duravano molto ed io ero l'unica a parlare; ma vederlo mi rendeva felice. Come sempre mi sedevo a terra, aspettandolo con impazienza. Lui veniva e si accucciava al mio fianco, ascoltando cosa avevo da raccontargli.
Sapevo si trattasse di un licantropo perché mi capiva e reagiva. Avevo sentito delle loro storie raccontate da mio padre. Erano raffigurati come creature così docili quanto spietate; ed è per questo che in battaglia erano dei validi alleati.
Nonostante non conoscessi quell'essere continuavo a volerlo incontrare; forse perché oltre a Marshall era l'unico che mi ascoltava veramente o forse perché l'avevo considerato un amico. Semplicemente era per entrambi i motivi. Non conoscevo il suo nome, da dove venisse e chi fosse, ma ciò che m'importava era vedere quei due occhi turchini ricoperti di manto candido camminare verso di me.
Se mio padre lo avesse scoperto sarebbe andato su tutte le furie ed è per questo che ne avevo fatto tesoro solamente con Marshall. In quel castello era la persona più fidata, oltre a mio padre e sapevo che non ne avrebbe fatto parola con nessuno.
La cosa a cui non pensavo era che in quel momento, qualcosa di più grande aleggiava intorno a noi.
(Spazio autrice)
Bene..finalmente sono riuscita a trovare del tempo e della voglia preziosa di riscrivere questa storia. Ho deciso di cambiarla perché quella di prima la consideravo ancora una bozza; questo invece è il Prologo che avevo veramente pensato. la trama non cambierà molto, solo i nomi, la scrittura e l'ambientazione. Per chi invece sta leggendo questa storia per la prima volta auguro una buona lettura. Cercherò di aggiornare il prima possibile; ci si vede al prossimo capitolo 😁😘
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Notte Innevata
Hombres LoboUn mondo che riparte da zero, forse per dare una seconda possibilità alle creature che lo abitano. Lillian non ha vissuto questo cambiamento in prima persona, ma ne sopporta le conseguenze, rifugiandosi tra gli occhi turchini che la seguono sin dall...
