Capitolo 1 ~prima parte~

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Bzz bzz bzz
Il suono della sveglia fece aprire lentamente gli occhi a Leila. La ragazza si soffermò un attimo a guardare il soffitto, per far abituare i suoi occhi alla luce. Dopo alcuni minuti si alzò di malavoglia e diede un pugno alla sveglia per farla smettere.
Si stropicciò gli occhi per poi alzarsi e dirigersi lentamente al bagno. Entrò e si soffermò a guardarsi allo specchio. Guardò il suo volto magro e dai lineamenti femminili, contornato dai suoi occhi verde smeraldo. Nonostante fosse abbastanza carina, lei non si era mai piaciuta...
Si pettinò i suoi lunghi capelli ramati e poi uscì dal bagno.
Si diresse verso il suo armadio e prese un paio di jeans e una felpa larga bianca.
Scese le scale e raggiunse la cucina, nella quale si trovava sua madre. Le passò accanto e lei la salutò con un cenno della testa. Leila sapeva bene che durante quella giornata, quella probabilmente sarebbe stata l'unica conversazione che avrebbe avuto con sua madre. All'inizio non era cosí fredda, lo divenne subito dopo la morte di suo marito. Subito dopo questa perdita ci fu il "problema" di Leila. Le avevano detto che soffriva di schizzofrenia, e da allora sua madre era caduta in depressione.

La ragazza prese il suo zaino e uscí per poi avviarsi a scuola. Camminò per circa 20 minuti prima di arrivare a scuola. Si fermò sulla soglia delle scale, ad osservare la grande struttura che si ergeva davanti a lei. Sentì la campanella suonare, ma non si mosse, lasciando che la folla di persone la superasse. Pronta per un altro giorno d'inferno Leila? La ragazza fece un enorme sospiro e con un po di riluttanza entrò nella sua classe.
Le ore trascorsero con loro solita lentezza e lentamente la sua testa si appoggiò al banco.
L'improvviso suono della campanella fece alzare di scatto la testa a Leila che si guardò attorno spaesata e vide che tutti stavano uscendo. In fretta e furia prese i suoi libri e li mise nello zaino per poi alzarsi e affrettarsi a uscire. Non appena fu vicina alla porta ella si chiuse davanti a lei. Si voltò e vide che dietro di lei si trovava il solito gruppo di bulli che la prendeva in giro. Il gruppo era formato da tre ragazzi.
«Come mai cosí di fretta Lola?» disse uno di loro, era alto e magro con i capelli lunghi fino al collo e coperti da un cappuccio.
«M-mi chiamo Leila...» rispose la ragazza con un fil di voce.
Il secondo ragazzo era un po' piú basso del primo e aveva i capelli rasati.
«Osi controbattere puttana?!» disse gonfiando il petto e sporgendosi in avanti.
La ragazza fece un passo indietro tremando visibilmente.
«Calma ragazzi, è pur sempre una signorina...» rispose il capo del gruppo. Era un ragazzo dalla statura media, i capelli con il ciuffo e gli occhi di ghiaccio.
Non appena il ragazzo si fece strada tra i due la ragazza cercò di tirarsi indietro.
«Tesoro dove scappi?» chiese lui cercando di afferrarle il polso ma lei lo strattonò via.
«Lasciami in pace!» gridò per poi posare le mani tremanti sulle tempie.
Il ragazzo, vedendo la paura della ragazza, ghignò. Le si avvicinò di nuovo, «Tranquilla tesoro andrà tutto bene... tu semplicemente dovrai stare zitta...»
Il ragazzo afferrò la ragazza per i fianchi e la sollevò per tenerla ferma, mentre gli altri due le mettevano un fazzoletto davanti alla bocca.
Dopodichè il ragazzo posò Leila su uno dei banchi e le sfilò i pantaloni.
La ragazza cercava di liberarsi ma sapeva che era tutto inutile.
I suoi movimenti erano bloccati, le sue grida soffocate, delle calde lacrime iniziarono a rigare il suo volto.
L'unica cosa che poteva fare era chiudere gli occhi e aspettare che quel momento passasse come sono passati gli altri...

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Yo minna!
Eccomi nel primo capitolo di questa nuova storia. So che iniziamo già male, con le cose tristi ma tranquilli, piú avanti arrivano anche le creepypasta ^^

Eyeless Jack «•Hell•»Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora