Il mese era passato in fretta e (T/n) non aveva avuto modo di parlare con nessuno di quanto scoperto. Neanche con Ray, che si era dimostrato piuttosto freddo nei confronti della rivelazione.
Ciò che più voleva sapere, era come Ray fosse giunto alla sua stessa conclusione e avesse scoperto la verità. Non aveva mai dubitato della sua intelligenza, ma soprattutto per questo non si aspettava che credesse ad una storia del genere, troppo surreale per essere vera.
Invece era già a conoscenza di tutto, e probabilmente sapeva altro che però non le aveva rivelato quando discussero tempo prima.
Da quando lo sapeva? Come lo aveva scoperto? Perché non ne aveva mai parlato con nessuno? C'era altro, e lei non ne era a conoscenza?
Erano solo alcune delle domande che infuriavano nella testa di (T/n), il giorno dell'adozione di Conny.
La bambina teneva stretto a sé, come suo solito, il suo peluche a forma di coniglietto.
Sarebbe stata l'ultima volta che l'avrebbe vista, nonostante sperava si trattasse di un brutto incubo dal quale si sarebbe risvegliata a breve, per poi raggiungere Ray e farsi consolare da lui, come faceva quando era più piccola.
Questa volta era diverso, non c'era nessun mostro sotto al letto, frutto della fantasia di una bambina di cinque anni, si trattava della crudele realtà in cui aveva realizzato di trovarsi.
In quell'orfanotrofio, vivevano spensierati e sperando che una volta adottati, ci sia un mondo al di fuori da quelle mura, da esplorare.
Mancavano poche ore al tramonto e (T/n) non aveva alcun piano per salvare Conny o per prendere un po' di tempo.
Si trovavano in giardino a giocare, come facevano di solito, Ray era seduto sotto ad un albero a leggere.
Di sua spontanea volontà, (T/n) si era lasciata prendere da Norman, sperando di essere la prima, in modo da poter parlare con Ray senza che nessuno potesse scoprire l'argomento delle loro recenti discussioni.
Era ancora da solo, per fortuna della (c/c). Concentrato come al solito nella lettura, (T/n) si soffermò a guardarlo, prima che si accorgesse della sua presenza, nonostante dubitasse non se ne fosse accorto.
Aveva un occhio perennemente coperto da un ciuffo dei suoi capelli corvini, e (T/n) non ricordava di averlo mai visto senza quel segno che lo contraddistingueva, sapeva però che i suoi occhi erano grigi e che le piacevano. Quel colore così cupo lo rappresentava alla perfezione.
Aveva solo undici anni eppure, nel caso (T/n) avesse avuto modo di incontrare altri adulti oltre ad Isabella, lo avrebbe definito come molto maturo per la sua età.
"Ray, hai intenzione di fare qualcosa, non è così?" domandò (T/n), avendo intuito che il corvino non se ne sarebbe rimasto con le mani in mano ancora lungo.
"Domani scoprirai tutto, per ora è meglio che tu non investighi troppo o la mamma potrebbe accorgersene."
"Suppongo non mi resti altro che fidarmi di te, Ray."
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Hey! Come vanno le prima settimane di vacanza? Avete finito gli esami, nel caso li abbiate?
Anyway, sto lavorando ad una fan fiction su One Piece, fatemi sapere se vi interessa e provate ad indovinare su chi sarà! <3
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