Era da più di un'ora che Selene passeggiava per i boschi senza una meta ben precisa.
Aveva lasciato Allison sulla navicella perché, anche lei come Hartley, aveva voglia di esplorare un po' il posto.
Scrutó attentamente la natura circostante con grande interesse, la mente lontana dal mondo reale.
Ripensava alla sua famiglia e alla sua sorellina Crystal...
Chissà che fine avrebbero fatto, rifletteva con il cuore pesante.
Dopo che il cancelliere Jaha uccise suo padre per alto tradimento, a lei non rimasero altro che sua madre e la sua sorellina. Non poteva permettersi di perdere anche loro.
<<Ehi. Sei Selene Black, non è vero?>>
Selene percepì una voce femminile insolita che la richiamava.
Si voltó di spalle e una ragazza minuta, dai lunghi capelli biondi raccolti in una treccia disordinata, la stava fissando con interesse.
Si domandó come facesse a conoscere il suo nome.
<<Si, sono io. Hai bisogno di qualcosa?>>
La ragazza bionda si avvicinó a Selene con un po' di incertezza, ma poi decise di prendersi di coraggio.
Selene era sicura di averla già vista da qualche parte, ma non riusciva a capire dove.
<<Sono Clarke Griffin, la figlia della dottoressa Abigail Griffin.>>
Clarke stava cercando di indurre Selene a ricordare qualcosa, e lei lo aveva capito bene.
Tuttavia, non comprendeva il collegamento che Clarke aveva intenzione di farle riconoscere.
Selene si limitó ad annuire con distacco.
Non voleva sembrare un'antipatica, ma non sapeva cosa quella ragazza volesse da lei.
<<Si bè, ciao Clarke. Come fai a...conoscere il mio nome?>>
Clarke sorrise in modo confidenziale.
Sembrava quasi che si aspettasse una risposta del genere da parte di Selene.
<<Conosco il tuo nome, perché so di tuo padre.>>
A quelle parole, una fitta di dolore attraversó il petto di Selene. I ricordi riemersero veloci nella sua mente, tanto che faticó a mantenersi bene in piedi. Poi un'impetuosa ondata di rabbia si impossessò di lei, quasi come a spingerla a ribattere alle parole di Clarke.
<<E a te cosa dovrebbe importare di mio padre? Com'è che lo conosci?>>
Il suo tono era accusatorio e tagliente, proprio come lei pretendeva che fosse.
Non riusciva a capire perché quella ragazza sconosciuta aveva trascinato nel discorso suo padre sostenendo di essere anche consapevole della sua morte.
<<Non c'è bisogno di arrabbiarsi. Cameron Black era un caro amico di mio padre. Lo conoscevo bene perché spesso veniva a trovarlo. Ero molto piccola, quasi non lo ricordo più. Ma ho ben presente che da bambine noi eravamo molto amiche. Forse tu non lo ricordi perché tuo padre fu processato prima del mio, e da allora noi non ci vidimo più.>>
Spiegó Clarke con un tono di voce tenue.
Selene abbassó un momento i suoi occhi verde bottiglia e si spremette le meningi al fine di ricordare.
All'improvviso alcuni flashback di eventi passati le ritornarono in mente e subito capì a cosa Clarke si stesse riferendo.
Immagini di una bambina dai lunghi capelli neri e di una frugoletta dai capelli biondi raccolti in una treccia che giocavano assieme con delle bambole di pezza, le invasero la memoria.
<<Clarke? Ah...quella Clarke! Ora ricordo! Perdonami non ti avevo riconosciuta!>>
Selene si avvicinó a Clarke e le gettó le braccia al collo. Si sentiva in colpa per come si era comportata con la sua vecchia compagna d'infanzia.
È vero, a volte il tempo ti priva di memorie apparentemente superficiali, ma per molti davvero significative.
<<Perchè non ti sei mai avvicinata durante il pranzo a Juvenile lockup?>>
Le domandó Selene scollandosi dall'abbraccio.
Clarke fece spallucce e sfoderó un sorrisetto giocoso.
<<Bè, eri sempre con quelle tre ragazze. Sembravi a tuo agio con loro e, sai, non sarebbe stato molto grazioso presentarmi al vostro tavolo e dire: "Ehi, Selene ti ricordi di me? Quando eravamo piccole giocavamo spesso assieme. I nostri genitori erano entrambi molto amici prima che venissero giustiziati!". E poi non ero neanche sicura fossi tu, allora.>>
Selene annuì dimostrando comprensione nei confronti di Clarke.
Questa le fece cenno di seguirla dicendo:<<Vieni, voglio mostrarti una cosa.>>
Selene non rispose, ma obbedì semplicemente iniziando ad incamminarsi tra i boschi assieme alla sua nuova amica ritrovata.
Si chiedeva cosa mai volesse mostrarle Clarke.
Tuttavia, anziché rivolgerle la domanda con schiettezza, continuó a seguirla mantenendo una certa distanza ed un'atmosfera di silenzio.
La curiosità prendeva sempre il sopravvento in lei quando c'era in gioco qualcosa di intrigante o di cui lei non era ancora a conoscenza.
Ad un tratto, Clarke si fermó di fronte ad un tronco d'albero steso al suolo, su cui erano sparpagliati alcuni strumenti geografici.
Ce ne erano così tanti che Selene non ci fece neanche molto caso. Riuscì soltanto a scorgere una mappa, delle matite, un compasso ed una gomma. Le cose più evidenti e che lei conosceva.
Dall'altra parte, mentre Clarke si accovacciava dinnanzi al tronco, scrutó, con sfacciata e insolita indiscrezione, la scena tra Jasper e Rose. La sua amica si stava tagliando in due dalle risate, mentre Jasper le stava infilando in testa quegli strani occhialini macroscopici.
Soppresse una risatina.
Eh, l'amore!
Pensó divertita. Continuó a guardarsi intorno in cerca delle sue amiche, finché non intravise Allison chiacchiere con una bambina di circa 10 anni accomodate su dei ceppi d'albero, e Hartley stretta al ragazzo moro sulla navicella.
Questa volta non riuscì a trattenersi e scoppió a ridere.
<<Cosa c'è di tanto divertente?>>
Le domandó Clarke con una matita tra i denti ed il compasso tra le mani.
Selene si sporse in avanti per osservare meglio il suo lavoro e farfuglió:<<Uuh, niente.>>
E Hartley che diceva fosse stato solo un piccolo e innocente sguardo! Certo certo!
Pensó Selene con un insolito divertimento.
<<Avanti, guarda.>>
La incitó Clarke spostandosi un po' più in là per farle spazio.
Selene eliminó dai suoi pensieri le sue amiche, e si concentrò su Clarke.
Eseguì il suo ordine e, anche lei, si accovacciò davanti il tronco d'albero spezzato.
<<Vedi questa?>>
Le chiese Clarke indicando delle semicirconferenze che lei stessa aveva tracciato sulla cartina. Selene aggrottó le sopracciglia.
<<Ehm...si...?>>
<<Ho tracciato delle linee con il compasso secondo le coordinate che ci hanno inviato dall'Arca quando ancora la comunicazione era attiva.>>
Inizió a spiegare ricalcando con un dito il percorso descritto dalla matita.<<Questa.>>
Disse picchiettando l'indice su una chiazza di colore marrone sulla carta<<questa è Mount Weather. L'unico luogo sulla Terra in cui dovremmo ritrovare armi, munizioni e cibo a sufficienza per tutti noi. Senza questo monte non riusciremo mai a sopravvivere quaggiù.>>
Selene sembrava sempre più confusa. Non riusciva a capire dove Clarke volesse andare a parare. Non riusciva a comprendere perché stesse dicendo tutto quello proprio a lei.
<<Bene, quindi...sputa il rospo. Si vede che qualcosa non ti quadra riguardo le ricerche controllate che hai fatto.>>
Azzardó a dire Selene. Era palese che a Clarke non quadrasse qualcosa relativamente al lavoro che aveva svolto concentrandosi sulla mappa.
Clarke annuì alzandosi in piedi.
Allungó le braccia davanti a sè stringendo ancora tra le mani la cartina.
Scosse la testa mordendosi il labbro.
Anche Selene la imitó.
Adesso entrambe si ritrovavano in piedi a fissare attentamente la cartina.
<<Secondo le coordinate, Mount Weather non dovrebbe essere tanto lontana da qui. Eppure...noi adesso non siamo poi così vicini...>>
<<Quindi significa che ci hanno fatto atterrare nel punto sbagliato!>>
Concluse Selene posando le mani sui fianchi e fissando la mappa con sguardo violento, quasi come se la volesse distruggere con la solo forza degli occhi.
Clarke si voltó verso di lei e annuì con sguardo neutro.
<<Esatto. E sono 30 chilometri da qui. Se non partiamo adesso, non arriveremo prima del tramonto. E la foresta radioattiva che si espande davanti a noi e che circonda il nostro pasto laggiù, non sarà tanto accogliente di notte.>>
Spiegó Clarke fissando con un'occhiata impassabile la distesa di montagne elevate circondate da nuvole che si ergeva dinanzi a loro.
Selene annuì, pur sapendo che Clarke non la stava guardando.
<<Bene, io sono con te. Ti accompagnerò in questa missione suicida. Dopotutto ho sempre bramato il pericolo.>>
Fece Selene per sdrammatizzare e Clarke ridacchió, seppur non con totale divertimento.
<<Perfetto. Ma non dovremo essere solo io e te. Sarebbe troppo pericoloso. Con noi dovrebbe venire anche qualcun altro per aiutarci a trasportare i rifornimenti e le provviste.>>
Annunció Clarke con voce autoritaria e fortemente seria.
Selene le diede ragione in silenzio.
Tuttavia, prima che potessero andare alla ricerca di qualcuno da portare con loro, Selene domandó:<<Chi te l'ha insegnato? Intendo, a leggere una carta o a tracciare le coordinate per individuare un punto.>>
La sua era pura ammirazione, ma si volle rimangiare le parole appena un lampo di dolore attraversó gli occhi cerulei di Clarke.
<<È stato mio padre. Ma ora andiamo. Dobbiamo sbrigarci.>>
Clarke la oltrepassó partendo alla ricerca di qualcuno da portare in quel viaggio.
Selene la imitó avviandosi per prima da Hartley che se ne stava seduta su un ceppo d'albero, da sola.
Le si avvicinó e si accovacció davanti a lei.
<<Ehi, Hartley! Devo chiederti un grandissimo favore...>>
Le parole le morirono sulle labbra appena vide l'espressione imbestialita e affranta di Hartley.
<<Che cos'hai?>>
Fece con occhi carichi di apprensione.
Hartley ricambió l'occhiata con indifferenza.
Non aveva voglia di parlare con nessuno. Neppure con la sua migliore amica. Quel ragazzo impertinente le aveva fatto perdere letteralmente le staffe. Sperava di non rivederlo mai più, anche se sapeva sarebbe stato impossibile.
<<Non ho nulla che ti riguardi.>>
Ribattè con voce di ghiaccio.
Selene si sentì quasi ferita dal tono che Hartley aveva usato con lei, ma non glielo fece notare.
Hartley abbassó lo sguardo cupo. Odiava comportarsi in quel modo, specialmente con Selene. Ma, quella volta, i nervi avevano preso le redini in lei. Non riusciva più a controllarsi.
<<Bene>> Selene si alzó in piedi pronta ad andarsene. Non aveva intenzione di donare aiuta a chi non voleva essere aiutato. Hartley la guardó schermando la luce del sole con una mano.<<se hai bisogno di parlare, sai dove trovarmi.>>
Selene si allontanó da lei a passo rapido e deciso, quasi si era scordata del motivo per cui era andata a cercarla. Al diavolo. Avrebbe sicuramente trovato qualcun altro.***
Allison, intanto, stava chiacchierando armoniosamente con una bambina di nome Adele, seduta su un ceppo d'albero spezzato.
L'aveva incontrata con il ginocchio sanguinante per via di una brutta caduta e non aveva potuto fare a meno di aiutarla.
Adesso la gamba della bimba era fasciata da una pezza di cotone che Allison aveva miracolosamente trovato dentro il suo zaino da viaggio.
<<E cos'altro sai fare, Allison?>>
Le chiese Adele sporgendosi in avanti, desiderosa di conoscere i giochi per bambini di Allison.
Allison arricció le labbra facendo finta di pensarci.
Poi ricordó quello strano giochino del pollice che suo padre le faceva sempre quando era bambina per divertirla.
<<Adele, lo conosci il gioco del pollice?>>
Le domandó con un sorriso a trentadue denti.
Adele scosse la testa.
Inizió a battere le mani per incitarla a praticarlo per lei.
<<Forza, mostramelo!>>
Rise la bambina incrociando le braccia al petto.
<<Okay! Guarda.>>
Rispose Allison ridacchiando.
Pose vicine tra loro le mani, premendo l'indice sinistro sul pollice e sistemandoci accanto anche l'altro coperto sulla nocca dall'indice destro. Poi guardó Adele con occhi scintillanti.
<<Allora, sei pronta?>>
La bambina annuì, curiosa di vedere di cosa era capace Allison.
Allison inizió ad allontanare il pollice destro coperto sulla nocca, da quello sinistro nascosto, in corrispondenza dell'unghia, dall'indice sinistro.
Attraverso quella disposizione delle dita, aveva appena simulato una rottura totale del pollice.
E anche se era soltanto un gioco, Adele ci credette pienamente.
Fissó Allison ripetere gli stessi movimenti con occhi stralunati. Era letteralmente scioccata da quel gioco stravagante.
<<Vuoi che lo riattacchi?>>
Domandó Allison riferendosi al pollice "spezzato".
Adele annuì decisa. Allora Allison avvicinó tra loro le mani, e dopo averle incrociate, le sventoló sotto il naso di Adele.
<<Visto?>>
<<Wow, ma sei mitica Allison!>>
Allison rise con Adele e, per la prima volta dopo tanto tempo, si sentì veramente felice.
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The 100 con Rose, Hartley, Allison e Selene
AdventureUna storia avventurosa basata sulla serie televisiva "The 100" con nuovi e intriganti personaggi che vi riempiranno di emozione e divertimento♥️ Essendo una storia inventata ci saranno diverse modifiche, ma spero che ciò non creerà problemi. "Buona...