Capitolo ventitreesimo

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Il ticchettio dell'orologio appeso sopra al camino sembrava aumentare di volume ogni minuto che passava. Scorpius si era già guardato intorno abbastanza a lungo che gli pareva di non aver passato gli ultimi quattro mesi in nessun altro posto se non seduto sulla poltrona della sala da pranzo di casa sua. Narcissa, sua nonna, era già arrivata ma si era accodata ad Astoria per supervisionare il lavoro in cucina della coppia di elfi che lavorava per la famiglia. Di Lucius non c'era traccia, ma doveva essere in arrivo con i nonni materni. Scorpius per la prima volta in vita sua non vedeva l'ora che iniziasse la cena. Sentiva un formicolio eccitato corrergli sottopelle e davvero, voleva che arrivassero tutti. Sentiva il padre fare su e giù per la stanza con passi lunghi e calcolati, anche lui probabilmente percepiva il tempo come fermo.
"Lo conoscevi il maggiore dei Potter?" domandò a un certo punto Draco, non smettendo però di camminare.
Scorpius si girò di colpo alla ricerca del padre. Non parlavano ormai da qualche minuto e la domanda era arrivata completamente inaspettata.
"Sì, sì, lo conosco" rispose con la voce tremante, la paura che il padre gli chiedesse della partita Grifondoro contro Serpeverde aveva ormai sostituito l'eccitazione di poco prima.
"Ed è così bravo a volare come si dice?" chiese ancora Draco.
Scorpius non poté che annuire. "È il migliore. Sembra sia nato su una scopa per quanto gli viene facile fare tutto" disse con una punta di invidia nella voce.
"È un peccato"
"Cosa?" chiese Scorpius con il cuore che gli si stringeva in una morsa.
"Che non sia in Serpeverde" disse Draco continuando a camminare "In che casa è? Grifondoro?"
Scorpius annuì e si sentì quasi ferito dall'affermazione del padre. Draco avrebbe voluto James come cercatore Serpeverde, lui voleva che la sua casa vincesse. Lui invece non assicurava il trionfo verde-argento.
"Grifondoro come suo padre" commentò "Spero per lui sia meno sconsiderato. Dimmi com'è"
Scorpius avrebbe voluto rifiutarsi, tacere sull'argomento ancora doloroso quale era James Potter, ma suo padre non lo aveva nemmeno chiesto, l'aveva pressappoco ordinato.
"Lui è..." come poteva descriverlo? James era perfetto, tutto quello che lui non era. Scorpius rabbrividì. Chissà se era anche il figlio perfetto che Draco avrebbe voluto. Magari, se solo avesse potuto, avrebbe fatto scambio primogenito con Harry Potter.
"Beh, è un ottimo giocatore" disse alla fine e si sentì incredibilmente stupido. Suo padre sapeva quanto James volesse bene, glie lo aveva anche detto di persona. Lui voleva sapere altro, ma lui non voleva dirglielo, non voleva sfigurare rispetto a James. Si sentiva come prima di conoscerlo abbastanza bene, oppresso e condizionato dalla sua aurea di sicurezza e perfezione.
"So che non siete dello stesso anno, ma magari attraverso Albus Severus sai qualcosa. Dimmi come va a scuola, con lo studio. È bravo o fa solo casino in classe e non studia nulla?"
"No no" sospirò Scorpius "Lui è il più bravo del suo anno, penso. O comunque uno dei migliori. Quando non si allena studia e non salta mai una classe" ammise reticente.
Draco annuì leggermente impressionato.
"È intelligente quindi" disse ma più a sé stesso che al figlio "Qual è la materia dove va meglio?"
"Va..." Scorpius prese un respiro profondo e ricacciò in un angolo della mente una vocina che gli diceva di mentire "Va bene in tutto. Ha il massimo dei voti in tutto. Immagino che la sua preferita sia Incantesimi, ma dicono che in Difesa contro le Arti Oscure sia un talento naturale, quasi quanto a volare"
"Figlio di suo padre. Non va male neppure in Pozioni?"
Scorpius scosse lentamente la testa. "No, dicono abbia preso dalla nonna"
"Lily Evans, certo, ha preso dalla nonna. E a ragazze com'è messo? Ha un grande seguito? Si atteggia particolarmente? Non avrebbe tutti i torti se è davvero così come dici"
"È molto amato e invidiato. Ma" Scorpius si bloccò sentendosi calpestato: anche se a chilometri di distanza James era in grado di oscurarlo anche in quella che doveva essere la sua serata; continuò comunque a parlare "ma a lui non interessa. Preferisce stare da solo o in compagnia di pochi. Il cugino, un paio del suo anno al massimo, gli altri li ignora, come se non esistessero"
Draco si bloccò e si girò a guardare il figlio ed emise una specie di grugnito.
"Cosa?" chiese Scorpius che ormai era profondamente innervosito e scocciato di quell'interrogatorio indesiderato.
"Non capisco. È bravo a volare come suo nonno James Potter se non di più, bravo in tutto pure in Pozioni come la Evans, Difesa contro le Arti Scure potrebbe non studiarla come suo padre, piace a tutti" scosse la testa ripetutamente "Nessuno può essere così perfetto, nemmeno il figlio primogenito di Harry Potter"
Scorpius cercò di farsi piccolo nella poltrona, come per nascondersi davanti alla magnificenza di James.
"Tu ci hai mai parlato?" chiese ancora Draco.
"Perché lo chiedi?"
"Voglio capire. Quel ragazzo non mi torna" sospirò e aumentò il passo "Sembra senza difetti, ma dal vivo appare così fragile. Non lo so, voglio capire com'è il figlio di Harry Potter"
Scorpius ardeva dalla voglia di chiedergli come mai veramente gli interessasse così tanto di James. Non si era mai informato molto sui suoi compagni di scuola. Questa era la prima volta che domandava informazioni su uno in particolare.
"Sì ci ho parlato più di una volta" ammise infine Scorpius. Al momento era talmente triste che non si preoccupò nemmeno di cosa avrebbe potuto dire suo padre sentendo che aveva un rapporto con il Potter Grifondoro.
"Ed è simpatico? Supponente? Schivo? Esuberante?" le domande di Draco sembravano non finire mai e Scorpius iniziava a chiedersi dove volessero arrivare veramente.
"Abbastanza schivo. Però se hai bisogno ti aiuta" aggiunse in coda, almeno questo glie lo doveva a James.
Draco stava per dire qualcos'altro quando la porta della sala da pranzo si aprì ed entrò Astoria.
"Di cosa parlavate?"
"James Sirius Potter, il ragazzo magro con cui abbiamo parlato oggi sul binario. Ricordi? Il figlio maggiore di Harry. È un amico di Scorpius. L'avresti mai detto?"
Scorpius vide sua madre annuire e assumere una strana espressione. Sembrava quasi preoccupata.
"Scorpius mi raccontava che va bene in tutto" continuò Draco "Eppure quando eravamo sul binario mi aveva dato una strana sensazione, come se ci fosse qualcosa che non va in lui, non ti è sembrato anche a te amore? Però se è simpatico e a posto, sono solo felice che si frequenti con nostro figlio"
Astoria si avvicinò a Scorpius con i suoi soliti passetti veloci e gli poggiò una mano sulla testa.
"Se fossi in Ginevra Weasley mi preoccuperei per suo figlio" disse e si appoggiò sul grembo il capo di Scorpius "James Sirius Potter sembra... malato, direi, sì malato. Mi dispiace che lei ed Harry debbano affrontare una situazione sicuramente non semplice col loro primogenito"
Draco annuì e si avvicinò a sua volta alla moglie e al figlio. Poggiò a sua volta una mano sul capo di Scorpius e gli sorrise.
"Siamo fortunati ad averti Scorpius" gli disse e Astoria davanti a lui annuì dolcemente.
Scorpius pressò maggiormente la testa contro il ventre materno e si beò della conferma rara di essere amato dai suoi genitori. Tutta l'invidia che l'aveva divorato fino a poco prima era ormai sparita. Lasciò che il padre gli accarezzasse il capo più volte e non si sottrasse al suo tocco cosa che un ragazzo della sua età avrebbe sicuramente fatto.
"Signori" un elfo sulla soglia della sala da pranzo richiamò Draco ed Astoria "Sono giunti anche gli ultimi ospiti" annunciò e si fiondò all'ingresso, probabilmente per prendere in consegna i cappotti e le borse.
Draco annuì e ringraziò.
"Vado ad accogliere il mio caro padre" disse "Dovrebbero essere arrivati anche i tuoi, amore"
Anche Astoria si allontanò da Scorpius e seguì il marito nel corridoio. Quando era a metà si girò e fece dolcemente segno al figlio di raggiungerli.
"Vieni" lo invitò "Sono tutti qui per te"
Scorpius si alzò dalla poltrona. Gettò un'occhiata veloce alla sua figura riflessa nello specchio sopra il caminetto e si sistemò la cravatta. Era pronto. Avrebbe voluto fare una camminata memorabile verso i suoi nonni, col petto in fuori e il mento alto, ma, e si vergognava ad ammetterlo anche a sé stesso, l'unica cosa a cui era riuscito a pensare era che sua madre aveva detto che James era malato, perciò non conservò nessun ricordo dei metri che aveva coperto dalla sala da pranzo all'ingresso. Da quando Astoria aveva pronunciato quella parola, il pensiero lo tormentava incessantemente. Gli tornò alla mente una cosa che doveva avergli detto tempo prima Albus: era una previsione riguardo a James ricoverato al san Murgo e costretto nel letto.
Si rese conto di essere arrivato nell'ingresso solo nel momento in cui sentì una mano poggiarsi sulla sua spalla. Era quella di Draco che lo stava attirando a sé, come per proteggerlo. Scorpius si riscosse dai suoi pensieri e si rese conto che i suoi nonni erano davanti a lui e lo osservavano ghignando con soddisfazione. La presa del padre si fece più forte, ma lui avrebbe voluto dirgli che non aveva bisogno di essere protetto in quel momento. Quella sera non aveva paura. Fece un passo avanti e strinse la mano tesa di Lucius.
"Scorpius" lo richiamò la voce severa e dura del nonno "Mi hanno raccontato delle tue prodezze. Degne di un vero Malfoy, come si conviene che siano"
Scorpius non poté che notare che Lucius era invecchiato, i capelli erano più radi e di un candido bianco, anche il volto appariva più stanco, eppure le sue idee sembravano non sentire lo scorrere del tempo. Continuava a stringere forte la mano del nipote e a guardarlo negli occhi come alla ricerca di un qualcosa, ma Scorpius non si sentì impaurito. Quella sera era lui il vincitore, nulla poteva andare male. Draco dietro di lui si schiarì la gola e Lucius, dopo avergli gettato uno sguardo di mera sufficienza, si arrese a lasciar andare il nipote.
"Daphne" salutò Scorpius la sorella di sua madre e si lasciò abbracciare. Anche nei tempi in cui le cene di famiglia erano il momento più odiato delle vacanze, la zia era sempre stata gentile e comprensiva nei suoi confronti, le era affezionato "Spero vada tutto bene"
"È così splendido vederti in forma e felice Scorpius" gli disse quando si staccarono "Che potrei stare anche male per quello che mi riguarda" disse e ridacchiò leggermente, come fanno le donne nell'alta società.
Scorpius fu abbracciato e ricevette i complimenti per le sue performance sportive anche dai nonni materni prima che Astoria e Narcissa annunciassero che la cena era pronta. Mentre camminava verso la sala da pranzo Lucius si affiancò a lui e successivamente a tavola si sedette alla sua sinistra. A Scorpius dispiacque di non essere di fianco a Daphne o a Narcissa, ma non poteva sicuramente cambiare posto. Il nonno materno l'aveva obbligato a sedersi a capotavola, in quanto era il festeggiato, perciò quando Draco si sedette di fronte a suo padre si sentì lievemente a disagio. Le donne di casa si erano messe dalla parte opposta del tavolo e sembravano già immerse in una conversazione tutta loro.

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