Capitolo 9

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Mi svegliai sbattendo più volte le palpebre e con la luce puntata negli occhi. Sbadigliai. Non volevo svegliarmi neanche per un milione di euro.Girai la testa alla mia destra nella speranza di trovarmi Jack vicino che riposa tranquillo.E invece non c'è. Cominciai a preoccuparmi. Mi alzai immediatamente in piedi e girovagai per la fitta foresta con passo lento per paura di perdermi. Mi guardai intorno. C'erano solo alberi. Le foglie erano verdi. Ma non verde semplice. Un verde splendente, bello, luminoso. Qualcosa di indescrivibile per quanto fossero belle. Ogni tanto toccavo il tronco dei vari alberi che mi capitavano vicino. Stupendi. Quel luogo dava l'aria di un posto di solitudine ma anche di speranza, vita, amore... Lo avessero potuto vedere i miei genitori. Non c'era ombra di Jack. Non può avermi abbandonato qui da sola, o sì? È così cattivo? Non lo farebbe. Me lo sento. Ad un certo punto sento come degli uccelli cinguettare. Un cinguettio docile, armonioso, tranquillo. Dopo qualche secondo, improvvisamente volano via smettendo di cantare. Come mai? Subito dopo sentì come se dei cavalli corressero verso il luogo dove ero io. Mi fermai. Smisi di camminare. Giravo intorno a me stessa per capire da dove venisse questo rumore. L'ansia salì. In lontananza vidi, sì dei cavalli, ma con qualcuno sopra. Sembravano soldati. Armature, spade, di tutto. Presi una decisione in fretta. Mi nascosi velocemente dietro un albero. Non era un nascondiglio azzeccato ma è l'unico che c'era. Quel passo era sempre più forte e pesante. Si stavano avvicinando. Sicuro. Mi affacciai un attimo per vedere se erano arrivati. Li vedevo avvicinarsi. Paura, tanta. I passi finirono e sentivo il respiro dei cavalli ormai fermi. Chiunque li guidava era sceso.

-  Vadiamo se è qui - disse uno.

Mi stavano cercando? Cercavano Jack? Non sapevo che fare. Mi serviva aiuto. Rimasi immobile mentre quelli vagavano alla ricerca di qualcosa o qualcuno.  Mi riaffacciai per controllare. C'erano solo i cavalli. Ce ne erano tre. Due color marrone e uno color nero. Dovevo scappare. Sì o no? Amo il pericolo.

Iniziai a correre abbastanza lontano dai cavalli in modo che non si spaventassero e attirassi la loro attenzione. Corsi più veloce che potevo al più lontano possibile. Cercai di tornare dove ci eravamo messi a dormire io e Jack. Non ce la facevo più. Avevo corso così tanto? Non me lo aspettavo. Arrivai con fortuna e un fiatone enorme. Mi appoggiai ad un albero per riprendermi.Chi erano quelli? Che volevano?

- Dove cazzo eri finita?!- disse una voce.

Era Jack. Era tornato. Era vivo. Non mi aveva abbandonato. Lo abbracciai. Avevo paura che se ne fosse andato. Che avrei fatto senza di lui? Non sapevo come tornare a casa. Ero felice. Il suo corpo... era freddo, congelato. Notai che non ricambiava il mio abbraccio. Presa dall'imbarazzo mi staccai immediatamente.

-Scusa... Pensavo mi avessi abbandonato...-  mi scusai io.

Era arrabbiato con me.

-Davvero pensavi questo?- disse guardandomi negli occhi.

Mi guardò come se fosse stato ferito. Ferito del fatto che io non mi fidassi di lui.

-Dobbiamo ricominciare a camminare, ho paura che ci trovino- disse Jack.

- Ci trovino? Chi?- domandai impaurita.

- Quelli che hai visto. Sono soldati,appunto,di quel famoso "mostro" che dobbiamo,come dire,cercare di uccidere. Forse sá che siamo qui.-

Avevo paura ma allo stesso tempo voglia di avventura, qualcosa del genere.

-Perché lo chiami "mostro"?- chiesi curiosa io. Jack si girò verso di me.

- Perché lo è Siria, è un mostro, è capace di fare qualsiasi cosa lui voglia, è malvagio e pericoloso. Dobbiamo stare attenti.- concluse. Me la aspettavo una risposta del genere. Lui ritornò a cercare un via per scappare da lì.  -Puoi parlarmi di lui?- chiesi dolcemente. -Sempre se vuoi...- aggiunsi. Si fermò un attimo e si rigirò verso di me. Era confuso, non ne deducevo il motivo. -Si... Ma mentre camminiamo, non possiamo restare qui. -

Mentre Jack mi rispondeva sentii lo stesso rumore di prima, il rumore degli zoccoli. Stavano venendo verso di noi.

-Jack.- lo chiamai con voce preoccupata. -Jack- corse verso di me,mi prese per mano e in un colpo mi ritrovai a correre dietro di lui.

 - Corri più veloce che puoi!- mi urlò.

 - Eccoli! Prendeteli!- urlò qualcuno.

Già ero stanca. E chi ce la faceva più? Correvo e correvo. Sentivo i cavalli alle calcagne. Non vedevo più Jack. Respiravo a fatica, non ce la fecevo più, dovevo fermarmi. Anzi,non potevo. Mi faceva male la milza e tutto. Il mio corpo mi stava abbandonando. Ad un certo punto qualcuno mi prese e mi buttò a terra.  Intanto che mi dimenavo mi tappò la bocca. Mi fermai. Era Jack. 

- Stai.ferma.- disse scandendo ogni parola. 

Mi tranquillizzai. Eravano nascosti dietro una roccia abbastanza grande e alta. Lui era sopra di me che mi teneva la mano ancora sulla bocca. Mentre lui girava e rigirava la testa in qualsiasi direzione per controllare io lo fissavo. Da quella angolatura era così bello. No, Siria svegliati.

 -Okay se ne sono andati- si alzò portandosi anche me.

 Mi teneva tra le braccia. Mi guardò negli occhi.

 - Ti sei spaventata?- chiese con un sorriso.

 Io continuavo a guardalo negli occhi. Erano belli.

 -Si- risposi io.

-Ora mi racconti del "mostro"?-

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