Amanda.
Tengo il tempo di More than a feeling dei Boston con le dita, tamburellandole sul volante. Anche se sto guardando la strada, provo a guardare Ethan con la coda dell'occhio.
Mi fa anche strano chiamarlo Ethan, come se fosse un mio amico. È uno sconosciuto seduto nella mia macchina e che mi porterò dietro per un bel po'.Sento il suo sguardo addosso, anche se come me, anche lui non mi sta guardando apertamente. Dire che ci stiamo studiando a vicenda credo sia riduttivo.
Lo vedo mentre muove le mani sui suoi pantaloni color cachi e si rigira tra di esse il cellulare spento."Hai il caricatore del cellulare?" mi domanda dopo un po' rompendo finalmente questo silenzio fastidioso.
"Sí, ma questa macchina non ha un attacco..." dico realmente dispiaciuta. Lo vedo stringere gli occhi e i pugni.
Lo sento mentre rilascia un sospiro e poi vedo le sue mani posarsi stese sulle sue cosce.
"Va bene, aspetterò..." mi dice e io annuisco continuando a guardare la strada."Così ti chiami Amanda e di cognome?" mi domanda. Mi muovo sul sedile un po' agitata. Devo realmente fidarmi? In fondo non lo conosco.
"Brooks." gli rispondo concisa giusto per non sembrare maleducata.
"E stai andando ad Savannah, come mai?" mi domanda imperterrito.
"Cose di famiglia, e tu? Ho visto che sei nato ad Atlanta, cosa ci fai in California?" gli domando. Se vuole giocare a questo gioco, che gioco sia.
"Una storia molto lunga..." mi dice tagliando corto. Ah, ora non fa tanto il furbo ora. Anche lui ha cose che preferisce tenere per sé, e va più che bene così.
Avevo calcolato che il viaggio sarebbe durato qualche giorno. Se devo vivere con lui per qualche giorno, non credo mi serva sapere ogni suo minimo dettaglio.La strada dopo Fresno è deserta, chilometri e chilometri di campagna. Fino a quando non vedo un cartello e mi viene un'idea.
"Quanto tempo pensavi di metterci per questo viaggio?" mi domanda e credo sia la cosa che vuole sapere di più. Sapere quanto tempo ci metteremo ad arrivare dove vuole lui.
Ethan è educato e composto, ma so che vorrebbe chiedermi quello.
Quanto tempo sarò costretto a viaggiare con una perfetta estranea in questa macchina senza un attacco per il caricatore del cellulare?"Qualche giorno, non so. Sto approfittando di questo viaggio per vedere un po' di posti che ho sempre sognato visitare..." dico e spero si allarmi.
"Ah..." dice muovendosi sul sedile. Sorrido sotto i baffi. Si è allarmato come speravo. Vorrei tanto sapere perché ha così tanta fretta di arrivare ad Atlanta.
"Mi sembra che tu voglia arrivare molto in fretta ad Atlanta... cosa ti aspetta là?" gli domando e attendo una sua risposta.
Ethan si passa una mano tra i capelli biondo scuro spostando il ciuffo e provando a sistemarlo con quel poco di gel che gli rimane tra i capelli.
È agitato e questa emozione sembra cocciare con ogni sua altra caratteristica."Una faccenda che non posso proprio rimandare!" dice serio e sento l'urgenza nella sua voce. Alzo gli occhi al cielo, perché in quel momento capisco che sono in macchina con il genere di persona che odio di più.
Impostato, che rispetta le scadenze, che si veste elegante.
Tutto il contrario di me.
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Road Trip.
ChickLitAmanda, non è una ragazza come le altre. Da sempre non prova a piacere a nessuno, se non a se stessa. Non si sente meno bella perché ha la pelle più scura di tutte le sue compagne di scuola o gli occhi così neri da sembrare pece. È fiera di ogni su...