Capitolo 37

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Sono passati un paio di giorni da quando siamo tornati dalla piccola vacanza sulla neve, e domani Jaco tornerà a Roma per riprendere il programma. È mattina, ci siamo appena svegliati e non abbiamo ancora intenzione di alzarci. <<buongiorno piccolina>> ci diamo un bacio e appoggio la testa sul suo petto. <<che ne dici se andiamo a fare colazione in un bar al centro?>> lo guardo e devo dire che l'idea non mi dispiace e poi è una bellissima giornata. <<si dai, perché no>> ci solleviamo, mi spingo verso il bordo del letto e metto la protesi con un po' di paura. Purtroppo il taglio c'è ancora e fa sempre più male nonostante lo medico tutti i giorni. Infatti non appena metto la protesi e mi alzo sento un grandissimo dolore che per poco mi fa cadere. <<che succede?>> si avvicina Jacopo preoccupato prendendomi da dietro. <<niente tranquillo>> gli sorrido leggermente e con un piccolo sforzo mi metto di nuovo in piedi e cerco di fare un altro passo ma niente cado di nuovo. <<siediti e togli la protesi>> mi guarda serio e la tolgo scoprendo la benda sporca di sangue. Mi guarda preoccupato, toglie la benda e quando vede il taglio la sua bocca si spalanca e mi guarda scuotendo la testa. <<da quanto ce l'hai?>> si alza camminando avanti e indietro <<da un paio di giorni, non volevo farti preoccupare pensavo passasse da solo>> cerco di alzarmi ma non riesco e sbuffo. <<dovevi dirmelo, guarda com'è adesso. Non è possibile>> sbatte le mani sulle gambe ed esce dalla stanza lasciando la porta aperta, per poi tornare con i suoi genitori e mamma. <<oddio Carla dobbiamo andare subito in ospedale>> si avvicina mamma abbracciandomi e ricambio cercando di tranquillizzarla. Mi metto di nuovo la benda e mi aiutano ad alzarmi. <<Mamma posso andare solo con Jacopo? Non ha senso che venite tutti per un taglio>> la blocco prima di uscire dalla stanza e anche se non è completamente sicura annuisce e mi abbraccia. <<Mi raccomando fate attenzione>> salutiamo i nostri genitori e usciamo di casa, Jacopo mette la protesi nel cofano e mi aiuta a sedermi. <<Non ti fidi di me?>> Esordisce mentre andiamo in ospedale, lo guardo confusa e scuoto la testa <<io mi fido di te>> puntualizzo seria <<e allora perché non me lo hai detto?>> Mi chiede con tono un po' arrabbiato. <<Perché pensavo non fosse grave e non aveva senso farti preoccupare>> mi giustifico e scuote la testa senza dire più una parola. Arriviamo in ospedale e mi da una mano a camminare verso il bancone che c'è all'entrata. <<Salve, la mia ragazza ha un taglio nella gamba causato dalla protesi>> spiega Jacopo mentre io rimango seduta. Mi portano una sedia a rotelle e mi portano subito in reparto per visitarmi. Jacopo è sempre vicino a me, che mi tiene stretta la mano e mi da sicurezza anche se è molto teso. <<Allora Signorina, la protesi deve momentaneamente metterla da parte e usare la sedia a rotelle fin quando il taglio si chiuderà.>> Annuisco demoralizzata <<io non ho la sedia a rotelle qua>> l'ho lasciata a Cagliari perché non mi serviva visto che stavo usando la protesi. <<te la daremo noi, e non appena sarà tutto risolto potrai tornare ad usare la protesi. Quando vedi tagli o lividi nella gamba devi venire subito in ospedale perché anche se non è niente di grave può diventarlo, come in questo caso che il taglio si è infettato" era meglio se ne parlavo con Jacopo invece che fare di testa mia come sempre. "Io tra due giorni devo tornare a casa mia" lo avviso e mi tranquillizza dicendomi che gli porterò la sedia a rotelle e mi prescriverà una visita dal medico che mi segue a Cagliari per monitorare la situazione. Lo ringraziamo e poi andiamo via. Salgo in macchina e Jacopo mette la sedia a rotelle nel cofano, in tutto questo tempo non ha detto niente. <<sei arrabbiato con me vero?>> sale in macchina e inizia a guidare verso casa <<si>> dice con tono duro e sospiro. <<senti mi dispiace non avertelo detto, però questa gamba è un problema mio che non devo addossare a te, tu devi pensare alla tua musica alle tue cose non alla mia gamba e a cosa può succederle. Era questa la mia paura, che stando insieme ti avrei addossato i miei problemi, e io non lo voglio Jacopo perché sono cose mie che devo gestirmi da sola senza far del male a nessuno>> detto questo scendo dalla macchina, visto che siamo arrivati a casa, e vado dentro casa con un po' di difficoltà lasciandolo in macchina. Mi chiudo in bagno e dopo un po' sento bussare alla porta <<chi è?>> mi asciugo le lacrime e quando sento le voci di Ale e Gio le lascio entrare. Mi abbracciano e lascio andare le lacrime che ho trattenuto per tutta la mattina. <<Ei stai tranquilla ok? Si risolve tutto. Jacopo ci ha detto che cosa è successo ed è distrutto quanto te. Ascoltami non fare lo sbaglio di isolarti, Carla non farlo di nuovo, non ti fa bene. Lui è qua per te, perché ci tiene e non vuole che ti succeda niente di male>> mi spiega Ale e scuoto la testa asciugandomi le lacrime <<ma è arrabbiato con me, non mi ha più rivolto la parola da quando ha scoperto il taglio>> le faccio notare e si siedono vicino a me <<mi sarei arrabbiata anche io, e sicuramente anche tu se te lo avessero fatto>> ha ragione sicuramente mi sarei arrabbiata <<però questo non vuol dire che non mi deve rivolgere la parola e farmi stare ancora più male>> puntualizzo e questa volta mi danno ragione <<avete sbagliato tutti e due, tu a non avergli detto del taglio e lui ad aver reagito così>> interviene Gio chiudendo il discorso, ci abbracciamo e poi mi aiutano ad alzarmi. <<dov'è adesso?>> mi lavo la faccia togliendo le ultime lacrime rimaste e prendo un bel respiro <<è in salone buttato sul divano>> annuisco e mi aiutano ad uscire dal bagno per poi accompagnarmi in camera sua, dove mi corico mettendomi sotto le coperte. Ringrazio le ragazze e poi mi lasciano sola. Prendo la felpa di Jacopo che ha lasciato sulla sedia con il suo profumo e stringo forte a me per poi addormentarmi.
Mi sveglio e sento due braccia circondarmi il corpo, capisco subito di chi sono e mi giro e a guardarlo. <<mi dispiace vederti così, scusami se ti ho fatto stare male non era mia intenzione>> mi spiega a voce bassa e annuisco <<scusami tu per non averti detto del taglio e per averti detto quelle cose in macchina. Mi dispiace>> mi sorride leggermente e si avvicina a me dandomi un bacio. <<questa è la mia felpa?>> faccio finta di niente e mi avvicina ancora di più a lui facendomi ridere. Restiamo a letto per un po' di tempo e poi gli chiedo l'ora. È quasi ora di pranzo e visto che la giornata è bellissima possiamo andare a mangiare da qualche parte visto che non abbiamo fatto colazione fuori <<andiamo a mangiare in centro?>> gli propongo e mi guarda stranito <<te la senti di uscire con la sedia a rotelle?>> annuisco sorridendogli e annuisce dandomi un bacio. Ci alziamo e ci sistemiamo dopo aver avvisato i nostri genitori. Prendo la mia adorata sedia a rotelle e mi ci siedo sopra per poi mettermi la scarpa. <<sono pronta>> esordisco dopo aver preso la borsa e anche lui è pronto. Usciamo dalla stanza e salutiamo tutti per poi uscire di casa. <<cerchiamo di migliorare questa giornata iniziata un po' male>> mette la sua canzone e la cantiamo a squarciagola.
<<eccoci arrivati, questo è il mio ristorante preferito. Con i miei amici vengo sempre qua>> entriamo dentro il ristorante e ci fanno accomodare a un tavolo. Mi guardo intorno ed è molto caratteristico questo posto, non è estremamente elegante, è un po' vintage. Ordiniamo da mangiare, pensando già a cosa fare dopo pranzo. Iniziamo a mangiare e assaggio anche ciò che ha ordinato lui <<no vabbè se vuoi finirla tutta tu>> esordisce dopo avergli preso una seconda forchettata di spaghetti <<veramente>> lo guardo sognante e scuote la testa ridendo <<mi stupisci sempre di più per quanto mangi>> gli faccio la linguaccia e poi finiamo di mangiare. <<Jacopo per favore non farmi arrabbiare>> mi lamento raggiungendolo alla cassa <<spostati, ci penso io ti ho detto>> sbuffo ed esco fuori dal ristorante arrabbiata. Mi da fastidio che ogni volta deve pagarmi le cose, ma questa volta non mi frega. Esce dal ristorante sorridente e lo ringrazio baciandolo. <<andiamo al parco?>> gli propongo e accetta felice. Saliamo in macchina e ci dirigiamo al parco felici come non mai. Anche se la giornata non è iniziata nei migliori dei modi, si sta evolvendo abbastanza bene. <<vuoi una mano?>> scuoto la testa e scendo dalla sedia a rotelle buttandomi sul prato. Mi stendo sull'asciugamano e guardo il cielo celeste attraversato da leggere nuvole bianche. Si sta benissimo qua, c'è una tranquillità pazzesca. <<vado a lavarmi le mani in quella fontanella torno subito>> si alza andando verso la fontana, controllando che non mi veda prendo i soldi e glieli metto nel cappotto, penserà che sono soldi suoi e non ci farà caso. Torna e si stende vicino a me dandomi un bacio.
Rimaniamo al parco praticamente tutto il pomeriggio,fin quando non ricevo una chiamata da Ale che mi avvisa di farmi trovare a casa entro dieci minuti perché dobbiamo andare nella sala da ballo. Ci alziamo e ci avviamo alla macchina <<ma perché dobbiamo tornare adesso?>> continua a chiedermi e puntualmente gli dico che devo fare una cosa con Ale e la devo fare adesso. Salgo in macchina e mette la sedia a rotelle nel cofano per poi salire anche lui e partire verso casa.
Arriviamo a destinazione, e ad aspettarci ci sono Ale e Gio con un borsone. <<posso venire anche io?>> chiede Jaco e scuotiamo la testa. Salutiamo tutti avvisandoli che torneremo per cena e saliamo nella macchina di Jaco avviandoci alla sala. <<ho portato la protesi, so che non dovresti metterla però l'ho portata comunque>> la ringrazio e scendiamo dalla macchina. Appena entro nella sala mi guardo intorno, mi era mancato in parquet distrutto dalle punte, la barra per fare gli esercizi rovinata. Mi tolgo la giacca lasciandola in un angolo e prendo la protesi dentro il borsone. Controllo il taglio, che mi ha chiuso con dei punti il medico e lo copro bene con un triplo strato di benda. Per non farmi male metto all'interno della protesi un cuscinetto per non sentire dolore. Mi alzo e cammino un po', testando se provo dolore o meno ma per fortuna non sento niente, giusto un leggero fastidio causato dalla benda. Controllo dentro il borsone e come speravo ha messo il piede artificiale in punta, una creazione di un brasiliano per una ragazza alla quale avevano amputato la gamba per farla tornare a ballare, cambio il piede mettendolo, e poi indosso le punte. Non è semplice lo ammetto, perché comunque essendo una gamba artificiale non ho il pieno controllo come con la mia gamba però ci sto lavorando, sto cercando di abituarmi al movimento della gamba artificiale. Ale mette la musica e si siedono davanti a me guardando ciò che faccio. Mi appoggio alla sbarra e piano piano faccio dei piccoli movimenti, all'inizio barcollo un po' però poi trovo il mio equilibrio e mi stacco dalla sbarra continuando a fare il movimento. Mi guardo allo specchio mentre cerco di fare un arabesque e dopo dieci tentativi o forse più, riesco a stare in equilibrio sulla protesi slanciando la gamba verso l'alto. <<brava!>> si alzano abbracciandomi e sorrido soddisfatta. Ce l'ho fatta! Mi siedo nella sedia a rotelle e tolgo la protesi controllando la situazione del taglio e a quanto pare è tutto apposto. Mettiamo tutto apposto e andiamo via, sono abbastanza stanca ma anche molto contenta, mi era mancato ballare sulle punte, il dolore ai piedi causato dall'uso delle punte, ma anche la soddisfazione di aver fatto bene un esercizio nonostante tutto.
Arriviamo a casa e mi faccio una doccia per poi mettermi qualcosa di comodo e raggiungere gli altri a tavola. Do un bacio a Jacopo che mi guarda stranito <<perché tutta questa felicità?>> gli sorrido <<perché non posso essere felice?>> annuisce alzando le spalle e iniziamo a mangiare. Non gli ho detto che riprendevo a ballare perché sarebbe venuto anche lui e non sarei riuscita a fare un solo passo per l'imbarazzo. Finiamo di mangiare e ci sediamo sul divano, tutti tranne Jacopo che si chiude in stanza. Guardo la madre che mi fa cenno di andare da lui e faccio come mi dice. Busso alla porta senza ricevere risposta e poi la apro spingendola con il piede facendo passare la sedia a rotelle. È coricato con le luci spente, chiudo la porta alle mie spalle, mi avvicino al letto e mi ci butto sopra avvicinandomi a lui. <<cosa c'è?>> gli sussurrò accarezzandogli i capelli. Si gira verso di me e mi guarda intensamente negli occhi <<dimmi la verità, hai un altro?>> appena mi dice questo il mio cuore perde un battito, come può pensare una cosa del genere?! Rimango in silenzio per alcuni secondi e poi sorrido <<non pensarlo neanche per scherzo. Io amo te>> nonostante questo credo non sia ancora convinto perché è ancora freddo <<dove sei andata con le ragazze?>> bene, se c'è una cosa che ho capito è che a Jacopo non posso tenere niente nascosto. <<siamo andate in una sala di danza. Ho provato a salire di nuovo sulle punte e ci sono riuscita anche se è stato parecchio difficile>> mi guarda stupito mettendosi seduto <<perché non me lo hai detto?>> oddio di nuovo con questa storia no eh. <<perché se venivi anche tu, non sarei riuscita a fare un solo passo davanti ai tuoi occhi. Mi avresti messo in imbarazzo>> gli confesso e mi circonda il corpo con le sua braccia, stringendomi in un abbraccio. <<la prossima volta che vai voglio esserci anche io>> annuisco anche se credo che la prossima volta non potrà vedermi perché sarà già tornato a Roma. Rimaniamo attaccati per non so quanto tempo facendoci le coccole e dopo aver parlato di un sacco di cose di addormentiamo stanchissimi.

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