Questione di Tempo

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Melanie era appena tornata a casa e si era data una sistemata. Sentì il citofono suonare, dallo schermo vide che si trattava dell'Avvocato Randley, un suo cliente abitudinario. Lo fece salire, era già stato a casa di Melanie varie volte, tra di loro si era instaurato un rapporto di reciproco rispetto.

Melanie aprì la porta d'entrata, e l'avvocato entrò, era un uomo alto e di corporatura massiccia, pur non essendo grasso. I suoi capelli erano brizzolati, aveva un grosso paio di baffi e la barba foltadegli. Indossava un completo elegante e delle scarpe di pelle.

"Buongiorno" disse Melanie scorgendolo dalla porta "entri pure".
"Buongiorno anche a lei, grazie" continuò lui.

"Posso offrirle un caffè? Se non ha fretta". Domandò lei.
"Molto volentieri, non ho fretta, per oggi il mio lavoro è terminato".
Concluse l'uomo.

Erano le 11.45 ed era una bellissima giornata fuori, il sole filtrava dalla finestra illuminando naturalmente la sala e il cielo era di un azzurro chiarissimo. Melanie preparò una moka e la posò sul fuoco. Nel frattempo fece due chiacchere con l'avvocato. Lei indossava una gonna corta e una maglia attillata, delle calze a rete e tacchi alti, lui la guardava ammagliato per quanto fosse colpito dalla sua bellezza.

L'avvocato Radley era molto conosciuto nella città, lo stimavano ed elogiavano per la sua posizione lavorativa e per le sue doti specialistiche. Si era laureato a 26 anni ed erano 30 anni che svolgeva la sua mansione, un esperto nel campo.
Il suo sbaglio era il fatto che sapere rinunciare ai rapporti con altre donne, seppure fosse sposato e con figli ormai grandi. Era il suo piccolo sfogo per evadere da quella solita routine casa-lavoro che dopo svariati anni stentava a sopportare.

"Vuole dello zucchero?" Chiese Melanie.
"Un cucchiaino perfavore" rispose sorridendo lui.

I due si presero qualche momento per bere il caffè, dopodiché si recarono nella camera da letto. Melanie abbassó le tapparelle e chiuse la finestra, e lasciò la luce accesa. Andò verso la sua borsa e tirò fuori un profilattico, invitando l'uomo a spogliarsi. Lei fece lo stesso e iniziarono ad avere un rapporto.
Dopo dieci minuti successe qualcosa di incredibilmente improvviso.

Sentirono la chiave che ruotava nella serratura, e la porta aprirsi. Il rumore di passi si avvicinava alla cucina e   proseguiva verso la camera. Melanie era nel panico più totale, non ebbe il tempo di capire cosa stesse succedendo. Tom era tornato a casa senza avvisarla per farle una sorpresa e mangiare fuori assieme.

"Melanie, dove sei?". La voce era vicina e Tom giunse davanti alla porta della camera aprendola e trovandosi davanti una scena che non avrebbe mai pensato di vedere. La sua donna nuda nel letto assieme ad un altro. L'avvocato e Melanie scattarono impiedi e non ebbero il tempo di proferire parola, Tom si scagliò su Melanie prendendola a calci e pugni, l'avvocato cercò di difenderla ma venne messo con diversi colpi al viso.
Tom era letteralmente fuori di senno, Melanie era accasciata a terra, priva di sensi, e aveva avuto delle perdite di sangue. Tom la guardava immobile e con le lacrime agli occhi.

In quel momento tutto si fermò, era un'immagine macabra e inverosimile.
L'avvocato vide la donna e urló verso Tom

"Presto!! Chiama un ambulanza o rischierà di morire assieme al bambino".



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