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𝐓𝐞𝐦𝐩𝐨.
Katsuki si chiedeva che avesse fatto di tanto male l'amica, per meritarne così poco.
Era un anno più piccola di lui, quindi quando successe il fatto aveva solo sette anni.
Sette fottuti anni.
Il destino, evidentemente, la odiava.
Ma ancora non ne capiva il motivo.
Era una bambina dolcissima; timida ma solare. Amava l'autunno, e in quel periodo le sue guanciotte si riempivano sempre di lentiggini, mentre i capelli assumevano una sfumatura rossastra.
Secondo lui, l'amica era figlia di qualche dio o dea dell'antica Grecia. (zio rick approved)
***
Lo spiritello, invece, stava ancora girando per le stanze dei dormitori, fino a trovarne una in particolare.
Era la stanza di un altro ragazzo, sempre biondo, ma molto più sorridente e simpatico.
Stava steso sul letto ed aveva le cuffie nelle orecchie, anche se si sentiva benissimo la canzone che ascoltava.
in the end.
Era giusto il ritornello, e lo spiritello non resistette;
«I tried so hard And got so far But in the end It doesn't even matter I had to fall To lose it all But in the end It doesn't even matter»
Iniziò a cantarla, senza rendersi conto del ragazzo che aveva tolto le cuffie e che guardava davanti a sé con gli occhi sgranati.
La vedeva.
«uhm, scusa, tu chi sei?»
E lì, il fantasma, si sentì mancare il fiato, perso ormai otto anni prima.