-Cosa vorresti dire con "Andró sulla Terra"?- riuscí a chiedere Caleb in un sussurro.
Era impallidito dopo quella dichiarazione. Tra tutti i divieti presenti ad Eraklyon,quello sarebbe stato il piú pericoloso da infrangere.
-Intendo che andró sulla Terra. Nel senso letterale della frase. Scenderó dal Pozzo- spiegó Ralph con un sorriso dando una pacca alle pietre del Pozzo accanto a lui.
-M-ma se ti scopriranno andrai incontro a conseguenze drammatiche! Un giorno arriverá il tuo ruolo da Paladino,andrai in quel caso sulla Terra! Hai un potere molto forte,ti sceglieranno di sicuro- tentó di rassicurarlo Lumien,anche se era sicuro che smuovere il suo amico non sarebbe stato per niente facile.
Ralph si limitó a fare una smorfia scocciata e si voltó verso gli amici -E voi? Non avete altro da dire?- chiese fissandoli attentamente uno ad uno.
Poteva vedere nei loro occhi preoccupazione,molta preoccupazione. In alcuni un pizzico di ansia,forse compassione. Ma non in quelli di Lumien. D'altronde,lui sapeva giá tutto,lo aveva giá avvertito e aveva ricevuto una brutta risposta: ormai si era arreso. Se c'era qualcosa che proprio non riusciva a fare era vincere contro Ralph.
-No no,tu non lo puoi fare,non ne hai il coraggio- sbottó Orube dopo qualche minuto,lanciando uno sguardo beffardo a Ralph.
Subito Cedric gli lanció un'occhiataccia,seguita da uno spintone di Lumien. Loro sapevano perfettamente che Ralph di coraggio ne aveva,e anche tanto.
Non si sarebbe lasciato spaventare da due parole messe lí a caso. Era una buona caratteristica in caso di lotte,ma questo lo rendeva fin troppo sicuro di se,di arrivare in punti che non poteva ancora raggiungere.
-Non ho coraggio eh?- disse Ralph con un sorrisetto -Vogliamo scommettere?- chiese alzandosi in piedi e tendendo una mano a Orube.
Gli amici si affrettarono ad urlare dei 'no' soffocati,ma cosí non fece Orube,che si alzó e afferró la mano dell'amico,stringendola forte -Ci sto- annunció con sguardo di sfida.
-Ragazzi!- gridó Cedric mettendosi in mezzo a loro -Quí si sta parlando di una cosa seria! Eddai,scommettete su qualsiasi cosa vogliate,ma andare sulla Terra! Vi rendete conto di cosa state parlando?- disse dividendo le mani dei due,esasperato.
Caleb e Lumien annuirono con il capo,alzandosi in piedi e posizionandosi dietro di lui.
Lumien allentó la presa e lasció cadere la mano lungo il fianco,cosí come Ralph,ma né l'uno né l'altro rinunciarono al loro sguardo di sfida,fisso negli occhi dell'altro.
Caleb mise un braccio intorno al collo di Orube e lo spinse verso la parte destra della nuvola,accompagnato da Cedric,invece Lumien afferró un braccio a Ralph e lo trascinó dalla parte opposta. Dovevano farli ragionare per farli tornare alla realtá. Dovevano essere responsabili se volevano essere dei buoni Paladini del loro Regno,un giorno. Solo cosí avrebbero potuto andare davvero sulla Terra,non con delle scommesse da ragazzini immaturi.Una settimana dopo,le iscrizioni erano terminate e il grande college di Chicago era pronto ad accogliere i nuovi studenti.
Il cortile circolare davanti all'edificio brulicava di studenti accompagnati dalle famiglie,che cercavano di stare il piú possibile con i figli prima di dover andarsene. Da lí in poi non li avrebbero piú rivisti per un anno intero,cosa positiva per alcuni,ma per altri al contrario molto dolorosa.
Candelaria era giá davanti al portone,in testa a tutti gli altri,agitata e felice mentre sua madre tentava in tutti i modi di trattenerla accanto a sé per poterla abbracciare l'ultima volta. Ma Cande quasi non la degnava di uno sguardo,se non per chiederle se non avessero dimenticato niente nelle tre enormi valigie che si trovavano dietro di lei.
Suo padre non aveva potuto accompagnarla a causa del lavoro,ma la sera prima l'aveva riempita di precauzioni e consigli per la nuova scuola,assicurandosi che non avrebbe dimenticato le buone maniere e che si sarebbe comportata bene con i suoi coinquilini. Il tutto era finito con uno sbuffo della rossa e un abbraccio paterno pieno di affetto,quello che mai aveva ricevuto in maniera diretta dalla madre.
Accanto all'entrata Alba stava salutando il padre,la matrigna e i suoi due figli,uno di dieci e l'altro di diciott'anni.
Abbracció forte il padre,stampandogli un bacio sulla guancia,poi si spostó davanti alla donna e le rivolse uno sguardo soddisfatto: finalmente non avrebbe piú vissuto con lei,né con i suoi altamente fastidiosi figli. Riuscivano solo a farle salire il nervosismo fin sopra ai capelli. Li odiava,e non aveva paura di ammetterlo.
Odiava la famiglia che si era unita alla sua,odiava la parte di suo padre che aveva accettato di sposare quella donna,che dal primo secondo in cui era entrata in quella casa aveva voluto eliminarla.
Ma ovviamente,lei davanti a suo padre faceva finta di nulla,la riempiva di attenzioni e affetto che non avrebbe mai dedicato neanche ai suoi figli.
La matrigna la abbracció freddamente,ma la Alba non ricambió,ricevendo di conseguenza lo sguardo di disapprovazione del padre.
Il fratello minore le corse incontro e la salutó con un bacio che a detta di Alba era solo un miscuglio di labbra e saliva. Il maggiore invece le schioccó un occhiolino e un "Buona fortuna",per poi tornare con gli occhi fissi sul cellulare e scrivere alla fidanzata.
Alba afferró i manici delle due valigie che aveva con sé,sistemó la borsa a tracolla e camminó fino all'entrata della scuola.
Invece,accanto al bar del college,Mercedes era sdraiata su una panchina,con la testa poggiata sulle gambe di un ragazzo dai capelli fin troppo neri,sicuramente tinti.
In piedi accanto a lei c'erano i genitori,che tenevano ben strette le valigie della figlia,osservando con disapprovazione le effusioni che scambiava con il ragazzo.
Mercedes non si creava troppi problemi nel riferire loro di essersi fidanzata,né di annunciare che aveva mollato l'ennesimo ragazzo.
Giá,aver mollato,perché non era mai lei ad essere lasciata.
Dopo l'ennesimo e appassionato bacio d'addio,il ragazzo riferí che avrebbe dovuto andare a scuola,e che si sarebbero rivisti presto nel giorno libero della ragazza.
Mechi gli scompiglió i capelli mentre il ragazzo le stampava un bacio sul collo,prima di avviarsi verso l'uscita facendo uno slalom tra la gente.
Nella parte opposta del cortile,Martina saltellava qua e la attendendo impaziente il suono della campanella. Finalmente si sarebbe liberata una volta per tutte della sua vita monotona e perfetta,per immergersi nelle avventure che sempre aveva sognato.
I genitori tentavano di calmarla,ma lei non aveva intenzione di mettersi seduta come sempre le avevano insegnato,e aspettare pazientemente l'uscita della preside.
Accanto alla palestra,situata nella parte opposta del cortile,la madre di Lodovica teneva la figlia stretta a sé,quasi timorosa di quello che sarebbe potuto succederle in quella scuola. Lei,che era cosí piccola e fragile,come avrebbe potuto vivere per cosí tanto tempo con nove coinquilini?
Ma aveva capito che forse quello era l'unico modo per riuscire a farla aprire,doveva cambiare aria,cambiare amicizie,ma soprattutto,allontanarsi dalla casa che conteneva il passato che tanto la faceva stare male.

STAI LEGGENDO
The Paladins
FanficPARINGS: JORTINI-LODOGGERO-FALBA-MECHIANI-accenni DIELARI Cinque ragazzi vivono in un mondo parallelo,loro sono i paladini di Eraclyon,un altrove senza spazio e senza tempo,un grande nulla al centro dell'infinito. La loro missione é riuscire a salva...