Capitolo 4

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Tutti gli Eraklyoniani erano rimasti senza parole dopo il comportamento delle ragazze che erano entrate e uscite come un lampo dalla porta del corridoio.
Erano indecisi sul da farsi,una sola parola avrebbe potuto peggiorare ulteriormente la situazione,e non era questo che volevano.
Forse erano capitati nel posto sbagliato,pensavano. Forse era la casetta sbagliata,la scuola sbagliata. Il Grande Capo non poteva averli iscritti in un college con gente cosí complicata. Come avrebbero potuto capirci qualcosa?
Ma forse era stato fatto apposta per adattarsi a qualsiasi caso. O magari tutta la gente lí sulla Terra era cosí.
Il primo a prendere la parola fu Facundo,che grattandosi la nuca fece un passo verso il centro del soggiorno -Ehm,dove sono le camere?- chiese rivolto a Mercedes.
La bionda si limitó a indicare la fatidica porta dalla quale erano comparse le pazze scalmanate delle sue compagne,come ormai aveva imparato a chiamarle.
-Xabiani,vieni con me?- chiese all'amico,che tra poco si sarebbe sciolto sullo sgabellino del bancone,se nessuno l'avesse distratto dalla ragazza che si trovava davanti a lui. Che dire,aveva un gran bel fisico e un visino invitante,ma Xabiani stava esagerando. La bionda non era sua proprietá privata,dovevano ancora scegliere chi dovesse provarci con chi.
-Arrivo Facundo- rispose scetticamente Xabiani. Gli faceva strano chiamare cosí l'amico,ma nello stesso tempo avrebbe potuto utilizzare all'infinito quel nome ridicolo per fargliela pagare a molte cose. Una tra queste averlo interrotto durante la visione di quella versione moderna di una dea greca.
Facundo trascinó l'amico fino alla fine del corridoio,davanti alla porta scura di una camera.
-Entra- disse spingendolo dentro la stanza.
-Ma che stai facendo?- gli chiese dandogli un pugno sul braccio mentre si guardava intorno,controllando che non ci fosse nessun'altro.
Xabiani gli lanció un sorrisetto -Mi sto solo divertendo un pó,che male c'é? Tanto quí nessuno mi conosce-
Facundo seguí con lo sguardo l'amico,che si era fermato al centro della stanza.
-Ci mettiamo quí?- chiese Xabiani indicando i due letti vuoti,opposti a quelli occupati dalle ragazze.
Facundo lo raggiunse correndo scetticamente -Non cambiare discorso! Non abbiamo deciso che tu avessi dovuto provarci con la bionda! Non abbiamo ancora deciso nulla!- sbottó gesticolando nervosamente davanti al viso divertito dell'altro.
-Va bene,se proprio vuoi stare alle vecchie regole,decideremo qualcosa- cedette Xabiani,mantenendo quel sorrisetto di sfida che tanto irritava l'amico.
Facundo mantenne lo sguardo fermo su di lui,per accertarsi che non stesse blaterando qualche promessa a caso,per poi tornare alla sua teoria e provarci ininterrottamente con Mercedes.
Ormai sapeva com'era fatto il suo amico; era tutto cosí facile per lui,dimenticarsi delle promesse,degli amici. Poteva decidere di scordare tutto pur di raggiungere l'obiettivo che si era messo in testa.

-Sí,puoi entrare lí dentro,se é questo che ti stai domandando- sbuffó Mercedes rivolta a Diego,che da minuti ormai stava fissando la porta che gli amici avevano chiuso dopo essere corsi dentro.
Il ragazzo si voltó imbarazzato verso la bionda,annuendo con il capo. Dopo di che spinse la maniglia e,il piú velocemente possibile,trascinó se stesso e la valigia all'interno del corridoio.
Non vedendo nessuno dei suoi amici,si spinse nell'unica stanza aperta,a sinistra della porta che aveva appena sorpassato.
Molto probabilmente ancora nessuno ci era entrato,dato che le tapparelle erano del tutto abbassate. A tentoni arrivó fino alla finestra e le alzó,poi si guardó intorno: sí,ancora nessuno doveva esserci stato.
I letti erano ancora accuratamente rimboccati,la scrivania non aveva tracce di quaderni,libri o quant'altro e il pavimento era vuoto da qualsiasi scarto o cartaccia dimenticati lí dopo essere stati utlizzati.
Appoggió la valigia nera sul letto vicino alla parete e inizió a togliere i vestiti che mai aveva visto in vita sua,ma che in quel momento erano suoi.
Estrasse accuratamente una scatoletta di plastica nera e la nascose sul fondo di un cassetto del comodino. Quella scatola era importante per lui,ma soprattutto per la sua missione. L'aveva custodita con cura sin da quando gli era stata consegnata nel corso magico,cioé il corso che l'aveva aiutato a scoprire i suoi poteri e come farne uso.
Conteneva una piccola guida che descriveva in riassunto ció che aveva studiato nel corso di vita terrena,una che riassumeva l'uso dei poteri,e infine una piccola riproduzione della sfera dell'infinito. Non era un souvenir,ma non conteneva nemmeno Il Potere. Semplicemente serviva per simulare le situazioni di pericolo che sarebbero potute capitare,in modo da avere la possibilitá di esercitarsi ogni volta che voleva.
Stava ripiegando alcune camicie,quando sentí la porta spalancarsi. Lasció l'indumento che aveva in mano e sporse la testa oltre l'antina dell'armadio.
-Oh scusami,non sapevo che la stanza fosse occupata- indietreggió Candelaria con un'aria quasi infastidita.
Diego uscí interamente da dietro l'armadio e camminó fino alla rossa. -No,scusami tu,credevo fosse libera- disse grattandosi la nuca mentre dirigeva lo sguardo da una parte all'altra della stanza.
-Infatti lo é. Ma in queste poche ore ho capito che le mie coinquiline sono delle fastidiose assurde- fece roteare gli occhi sbuffando -Ho sentito che parlavano di nuovi ragazzi,suppongo che uno sia tu. Se non ti dispiace,rimarrei quí a studiare,visto che nella mia stanza c'é una riunione condominiale-
Senza neanche aspettare una risposta,la ragazza appoggió i libri sulla scrivania davanti ai letti e si sedette sulla sedia.
Diego si avvicinó ancora,appoggiando una mano sullo schienale,mentre osservava i titoli dei libri che la rossa stava sparpagliando in un ordine tutto suo.
-Beh,suppongo che puoi restare- le rispose confuso,anche se ormai una risposta era inutile.
Candelaria gli rivolse un sorriso soddisfatto,indossó gli occhiali neri e tornó ad immergersi nelle sue ricerche.
Diego peró non voleva andarsene,voleva sapere qualcosa in piú su di lei,sulle altre ragazze,su quella scuola.
Dopo circa cinque minuti,Candelaria si voltó verso di lui -Che vuoi?- chiese spazientita. Da quando aveva chinato la testa,era rimasto dietro di lei,fissando i suoi libri. O almeno,credeva e sperava che stesse guardando quelli.
-Perché hai parlato di riunione condominiale nella tua stanza?- chiese Diego.
Era la prima cosa che gli era venuta in mente per introdurre un argomento di conversazione.
Quella ragazza era scettica,quasi arrogante,ma nonostante ció Diego voleva conoscerla,voleva capire.
-É un modo di dire- rispose secca lei,poi alzó gli occhiali sopra la testa -Altro da chiedere?- gli chiese,sperando in un no. Ma d'altronde,era meglio dirgli tutto subito e tornare ai suoi libri,piuttosto che essere distratta ogni momento.
Diego sembró rifletterci su,poi tolse la mano dallo schienale della sedia e si appoggió alla scrivania -Con chi sei in camera?-
Candelaria sembró sorpresa da quella domanda. Credeva che gli avrebbe chiesto altro,qualcosa di piú... Serio,forse?
-Martina e Lodovica,credo che tu le abbia giá conosciute. La pazza dalle punte rosse e l'asociale-
Subito dopo abbassó la testa e inizió ad evidenziare riga per riga su un quaderno.
La sua risposta secca aveva fatto intendere che non era piú disposta a rispondere ad altro,perció il ragazzo tornó alla sua valigia.
-A proposito,come ti chiami?- chiese dopo averla osservata per un pó,mentre piegava indifferentemente i suoi indumenti.
La rossa si voltó e per la prima volta mostró un sorriso che parse vero -Candelaria-

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